L’esperimento che potrebbe distruggere il mondo preoccupa Scienziati e Giuristi

Dopo il Large Hadron Collider (LHC) del CERN di Ginevra, il Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC) del Brookhaven National Laboratory è il secondo acceleratore di particelle più grande al mondo. E' questo lo strumento dove presto verrà realizzato un esperimento ambizioso che preoccupa scienziati e giuristi degli Stati Uniti: il rischio, infatti, è la distruzione della Terra.


Sebbene somigli alla trama di un ‘disaster movie’ di serie b, la vicenda che vede coinvolto il Relativistic Heavy Ion Collider (RHIC) del Brookhaven National Laboratory supera ogni più fervida fantasia.

Scienziati ed esperti legali degli Stati Uniti hanno infatti sollevato preoccupazioni circa un ambizioso esperimento che precede l’utilizzo del secondo più grande acceleratore di particelle mai creato dall’uomo.

La posta in gioco è davvero alta, per non dire definitiva: la distruzione del pianeta Terra!

L’esperimento mira a generare un plasma di quark e gluoni, ma potrebbe creare accidentalmente micro buchi neri e particelle subatomiche chiamate strangelets. L’Astronomo Reale Martin Rees ha messo in guardia sul fatto che le strangelets potrebbero trasformare la Terra in una “sfera iperdensa inerte”.

La vicenda nasce all’indomani del disegno di legge firmato il mese scorso da Barack Obama, il quale prevedere un’ingente spesa per aggiornare la potenza del RHIC. Come riporta phys.org, l’up-grade aumenterà le capacità dell’acceleratore di un fattore 20 rispetto al progetto originario.

Come spiega ibtimes.com, il grande investimento di danaro ha provocato l’indignazione da parte dei falchi del congresso americano. Tuttavia, secondo alcuni scienziati e giuristi degli Stati Uniti, il bilancio non dovrebbe essere l’unica preoccupazione dei deputati.

Il dibattito in corso dovrebbe prendere in considerazione soprattutto i rischi legati ai nuovi esperimenti che la rinnovata capacità dell’acceleratore consentirà di realizzare. Lo scopo degli scienziati è quello di accelerare i nuclei atomici alla velocità della luce, farli scontrare e ottenere un plasma di quark e gluoni incredibilmente caldo, molto simile a quello che si ritiene si sia generato subito dopo il Big Bang.

Sebbene l’esperimento potrebbe aiutare a rispondere a domande tipo come è nata la vita sulla Terra, i critici, tra cui l’Astronomo di Sua Maestà Britannica, hanno messo in guardia sul fatto che inavvertitamente potrebbero essere create le particelle subatomiche strangelet.

Le strangelet hanno il potenziale per avviare una reazione a catena è modificare tutto in ‘materia strana’, fino a trasformare la Terra in una “sfera iperdensa inerte” dal diametro di un centinaio di metri in tutto, come spiega Rees.

Eric Johnson, professore associato di Diritto presso l’Università del Nord Dakota e Michael Baram, professore emerito presso la Boston University Law School, hanno scritto l’articolo per ibtimes.com, nel quale indicano che il nuovo RHIC dovrebbe essere rivalutato a causa del suo nuovo potenziale, sospettato di poter creare un enorme disastro che potrebbe spazzare via la Terra.

I due esperti legali sostengono che la stessa commissione che recentemente analizzato i costi dell’aggiornamento dovrebbe anche dare un’occhiata sobria al programma sperimentale che solleva l’inquietante prospettiva di distruggere l’intero pianeta.

I difensori del progetto, da parte loro, spiegano che preoccupazioni simili furono già sollevate quando il Cern utilizzò il Large Hadron Collider (LHC) per trovare il bosone di Higgs, la cosidetta particella di Dio.

Come spiegato nell’articolo pubblicato da io9.com, i fatti hanno dimostrato che è improbabile che buchi neri stabili possano essere creati da un acceleratore di particelle. Ma anche se fossero venuti fuori, non avevano il potenziale per aspirare la materia in modo da minacciare il pianeta.

Ma i per i due legali questo tipo di spiegazione è insufficiente a giustificare una mancata e accurata analisi degli esperimenti che gli scienziati del RHIC hanno intenzione di realizzare. Le relazioni che indagano sulla possibilità di una reazione a catena catastrofica derivante da esperimenti del genere sono stati pubblicati sei anni fa, e le cose sono molto cambiate da allora.

“La macchina è stata aggiornata continuamente dall’ultima pubblicazione dei rapporti. L’idoneità dei modelli e delle ipotesi utilizzate nell’analisi originale dovrebbero essere proficuamente rivalutate”, scrivono i due giuristi. “E’ necessaria una nuova rigorosa analisi eseguita da una commissione indipendente”.

Comunque, in considerazione delle ricerche fatte fino ad oggi, il rischio di una catastrofe cosmica appare eccezionalmente basso. Eppure, la cosa terrificante è che non stiamo parlando di una probabilità pari a zero. Ulteriori indagini sulla questione sono ovviamente un’idea prudente e una prospettiva più rasserenante.

fonte: ilnavigatorecurioso.it

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