I giapponesi puliscono lo spazio intorno alla Terra con una rete magnetica per raccogliere i “rifiuti”

I giapponesi hanno deciso di cominciare a far pulizia nello spazio intorno al nostro pianeta. Metteranno in orbita una grande rete magnetica, raccatteranno i rifiuti e li distruggeranno. La missione di ramazzatura dei cieli è in calendario per la fine di febbraio. L’agenzia spaziale giapponese si è fatta aiutare da un'azienda specializzata nella costruzione di arnesi da pesca per creare un “laccio magnetico” con cui acchiappare la prima manciata di rifiuti. E’ lungo 300 metri e largo appena trenta centimetri, e dovrebbe funzionare come un’immensa calamita. Una volta pieno di detriti, verrà fatto cadere verso la Terra, in modo che nell’impatto con l’atmosfera tutto si disintegri.

L’intervento non è così fantascientifico come si crederebbe. La drammatica realtà è che il cortile di casa nostra è davvero pieno di rifiuti. Ce ne sono almeno 22 mila che misurano più di 12 centimetri, mentre quelli più piccoli sono ben oltre 350 mila. Erano appena 5 mila fino agli anni Sessanta, poi sono cresciuti esponenzialmente. Ci sono vecchi satelliti fuori uso. Ma ci sono soprattutto detriti rimasti dai test missilistici sovietici e americani negli anni della corsa agli armamenti. Viaggiano velocissimi, in orbita intorno al nostro pianeta, sopra le nostre teste. E possono essere un rischio grave per i satelliti delle telecomunicazioni.

Se avete visto il film “Gravity” con Sandra Bullock e George Clooney potete capire che la “Space Junk”, l’immondizia spaziale, è davvero una minaccia: quel che accade ai due astronauti dello schermo potrebbe domani capitare ai veri astronauti che vivono e lavorano sulla stazione spaziale a 354 chilometri di altezza dalla terra. Anzi, è quasi avvenuto, nel febbraio del 2009, quando un vecchio satellite sovietico disattivato è andato a sbattere con uno americano, un Iridium 33 (funzionante). I due oggetti si sono scontrati a 790 chilometri sopra la Siberia alla velocità di oltre 42 mila chilometri orari: è stato il primo caso di impatto ad alta velocità, e come risultato almeno un migliaio di frammenti si sono sprigionati nello spazio. In quell’occasione, la Stazione Spaziale dovette far manovra per evitare di essere danneggiata: ebbe il tempo di agire e nessuno si fece male.

Ma con questa marea di detriti che ci assediano, non si può essere sicuri di essere sempre così fortunati. Se l’esperimento giapponese avrà successo, si può scommettere che ci saranno molte richieste di continuare nella ramazzatura. Vari grandi imprenditori stanno investendo centinaia di milioni di dollari per lanciare il turismo in orbita, e davanti all’ipotesi di mettere normali cittadini a bordo di capsule orbitanti, l’idea di fare pulizia ed evitare possibili drammatici scontri non può che essere vista con favore.

fonte. ilmessaggero.it

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