Occupata la Piramide, lotta per la Casa. 27F corteo

Di nuovo sui tetti, ancora una volta arrampicati su un'impalcatura per far valere diritti e conquistare spazio alle lotte. Per questo da ieri mattina dieci occupanti dei movimenti per il diritto all'abitare di Roma hanno occupato la Piramide Cestia, perché "i diritti si conquistano a spinta" [..] come recita uno degli striscioni e ribadire che gli arresti per la giornata di lotta del #31o non hanno messo paura ai movimenti


La capacità di reagire e di non farsi schiacciare dalla spirale repressione-lotta alla repressione ha caratterizzato le ultime settimane di mobilitazione a Roma dove la richiesta di libertà per gli attivisti inquisiti e la denuncia del tentativo in atto di criminalizzare i moivmenti, è diventato parte integrante del proframma di mobilitazione. E' accaduto con la manifestazione del 15 febbraio sotto Ponte Galeria e con corteo il corteo dello scorso week-end per ricordare Valerio Verbano e in solidarietà al movimento No Tav.

I movimenti di lotta per la casa non solo cambiano lo scenario della città abitando palazzi vuoti, cambiando di segno la vita sociale di interi territori, ma sono capaci anche di abitare le piazze, costruire spazi pubblici e luoghi di partecipazione. Da subito infatti un presidio di centinaia di persone si forma sotto la Piramide e decide di diventare permanente. Nel pomeriggio una partecipata assemblea rilancia le ragioni della protesta, la solidarietà ai compagni ancora ai domiciliari o sottoposti all'obbligo di firma, ma soprattutto il corteo che domani partirà alle 15 proprio da qua Piramide occupata per arrivare in Campidoglio.

Un corteo per pretendere dopo mesi d'incontri atti concreti per l'emergenza abitativa, soprattutto dopo la delibera passata alla Regione Lazio frutto delle lotte degli scorsi mesi. Ma una manifestazione anche per dire chiaro e forte che "Roma non si vende". Mentre il così detto decreto Salva Roma potrebbe naufragare oggi alla Camera e la città è di fatto già commissariata, i movimenti scenderanno in strada per dire che non si può tagliare il welfare e mettere sul mercato le aziende municipalizzate e i beni comuni.

Avevamo promesso una primavera e un'estate segnata dal conflitto, perché i governi cambiano ma le politiche di austerità no. Saremo di parola.

fonte: dinamopress.it

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