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Viaggio nel tempo: immagini dall'Italia del 2020

Come sarà l'Italia tra qualche anno?
Quando il traffico di mezzi si sarà ridotto di almeno il 90% rispetto all'anno 2000?
Già oggi abbiamo perso il 50% in neanche dieci anni dal "picco" di traffico.
Impossibile viaggiare nel tempo e prender foto, ma è possibile fare una ipotesi ed avvicinarsi al risultato, cercando un paese del mondo dove vi sia oggi il 90% di veicoli a motore pro-capite in meno e consultare le immagine prese per noi da Google Street View.
Ebbene, con queste premesse ho trovato il Perù, 70 veicoli (compresi camion) per 1000 abitanti, contro poco meno di 700 veicoli per 1000 in Italia. Le foto ed i commenti che seguono sono un regalo a tutti i realisti razionali che lottano giorno per giorno contro la distruzione e la menzogne sparse a piene mani sul mondo dagli ottimisti da due soldi. Non ci sarà nessuna ripresa, non torneremo mai a stare meglio, non usciremo mai dalla crisi; per lo meno non vivi.


Ricoprire e carenare delle motociclette, meno costoso che acquistare un'auto. Lontano dalla metropoli, per i peruviani, i più ricchi tra i poveri ovvero coloro con piccole attività commerciali, questi in foto sono i soli mezzi di trasporto privato che possono permettersi. E' anche spesso una sorta di taxi.


A parte le motociclette carenate, ci si muove soprattutto con autobus piuttosto nuovi; non passano più di una o due volte al giorno, in media fanno un'andata ed un ritorno e sono legati e sponsorizzati, ad esempio, dalle compagnie minerarie. Eh si, perchè senza l'attività mineraria di canadesi, americani e di pochi altri occidentali, in Perù possono scordarsi anche gli autobus oltre che l'elettricità lontano dai grandi centri urbani.


Nei paesini è rarissimo vedere asfalto, se si ricopre la terra battuta per avere una strada "moderna", lo si fa esclusivamente con blocchi di cemento di qualità dubbia. Accadrà presto anche in Italia: niente più bitume, se si vuole qualcosa di solido e duro, si ricorrerà a qualità sempre più scadenti di cemento.


I ragazzini che escono da scuola devono correre a cercare un taxi collettivo (quello bianco, in secondo piano). Per qualche spicciolo, il taxi che trasporta più che altro minatori li porterà vicino casa, poi finiranno a piedi.


Poche centinaia di metri dopo, lo stesso furgone usato come taxi collettivo è di nuovo ripreso dalle fotocamere di Google Street View: stipato oltre ogni limite legale ed al limite della tenuta meccanica arranca tra le strade andine portando i padri al loro turno e i figli alle case dal tetto di lamiera.


Alla fine di ogni strada cittadina peruviana "non finita", come al solito fatta di placche di cemento, c'è una discarica. Soprattutto al di fuori delle grandi città, dove non esiste nessun sistema di raccolta rifiuti degno di questo nome ma solo una "pulita" ogni mese o ogni anno a seconda della intensità e della durata della bancarotta della comunità locale. Dove arriva o parte la strada, inizia e finisce la civiltà: amianto, materie pericolose, inquinanti estremi, carcasse di bovino, talvolta resti di incendi alla diossina... Tutto finisce nei fossi, poi finirà in falda ed infine nei pozzi e poi nei corpi degli animali da cortile, nelle verdure degli orti e poi dentro ai peruviani.


Le uniche strade asfaltate con materia di prima qualità e che godono di manutenzione, sono quelle che conducono alle miniere. Sullo sfondo, quella montagna immensa (della taglia del Monte Bianco! anzi addirittura più elevata) è in realtà diventata un'unica miniera. La mostruosa miniera di Morococha* appunto, 13000 ettari a 5000 metri di altitudine, è di proprietà della Pan American Silver Corporation, ci si cava zinco, piombo, rame ed argento. Del denaro ricavato, quasi nulla resta ai peruviani. L'inquinamento invece è estremo, la distruzione degli habitat è massima, le risore idriche sono sequestrate al 90% dalla miniera.


Solo a Lima esistono code e rallentamenti, solo in area urbana. Per altro solo a Lima esiste qualche kilometro di strada a tre corsie, una sorta di superstrada taglia la parte settentrionale della capitale peruviana. Scorrendo le immagini di questi imbottigliamenti, il traffico è costituito al 50% da pullmini e van che praticano il taxi collettivo (più o meno pubblico e più o meno legale), il restante 40% sono trasporto merci di medio e piccolo tonnellaggio, passatemi il termine marittimo. Il restante 10% sono piccole e normali auto, ma soprattutto polizia e taxi, qualche auto di lusso istituzionale o di grandi imprese (occidentali) con autista; ben poche le auto di privati cittadini. Rarissime nelle immagini sono le stazioni di servizio, invece spesso si vedono taniche legate ai veicoli.


Nei quartieri della piccola borghesia di Lima, niente auto parcheggiate e pochissimo traffico. Sbarre alle finestre, spuntoni ovunque, chi ha due spiccioli installa una telecamera (in tre vie ne ho contate una sessantina, spia dell'alto tasso di criminalità...). Chi comunque ha i soldi per acquistare un'auto, ovvero ben poca gente..., beh allora ha anche i soldi per acquistare una casa con un garage.


Nei quartieri ancora più ricchi, rare auto parcheggiate, ma c'è il garage ed un pratino triste e simbolico davanti casa.


Invece nei quartieri popolari, la maggiorparte costruiti come evoluzione o all'interno di bidonvilles, si accede da viuzze impraticabile alle auto. Nessuno possiede automobili, ci si sposta a piedi, con carretti o motocicli di varia cilindrata e carenature improbabili. Certi isolati si "organizzano" in coproprietà condominiale e chiudono con sbarre l'accesso ad alcuni viottoli, con buona pace delle norme di sicurezza.


Più si entra in contesti di povertà, più le cose possiedono ruote. Tutti i mercatini peruviani, anche a Lima, hanno banchi ed oggetti muniti di ruote. Spesso i banchi dei venditori sono sistemati a centinaia di metri, in grandi hangar, pochissimi venditori dispongono di furgoni o altri veicoli, quindi ogni giorno la merce viene spostata dai depositi sui banchi mobili. Una vita durissima, per guadagnare quasi nulla e passare le giornate a scacciare cani, gatti, mosche, mendicanti e ladri.

*link : http://www.panamericansilver.com/operations/peru/morococha
fonte: petrolitico.blogspot.it

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