50.000 bombe sotto i mari, a rischio il nuovo porto di Molfetta - (Foto)

Cinquantamila bombe o residuati bellici della seconda Guerra mondiale sono ancora presenti sui fondali del porto di Molfetta e impediscono al cantiere del nuovo porto di proseguire i lavori.

Si tratta di ordigni chimici all’iprite colate a picco con le navi statunitensi che le trasportavano per impiegarle sul fronte italiano. L'allarme viene dal sindaco della città del barese, Paola Natalicchio, che in una nota spiega come abbia "chiesto a regione e Marina i fondi destinati alla bonifica e ci doteremo di un legale per chiarire le vicende oscure su questa vicenda: il cantiere rischia di fermarsi".

L'attività di sminamento va avanti dal 2008 e si pensa di terminare nel 2016 (48.000 bonificati e 50.000 da bonificare). Ma in assenza di risposte i lavori del nuovo porto di Molfetta, la terza più grande opera in acqua attualmente cantierizzata dopo il Mose di Venezia e il porto di Civitavecchia, al 60% di stato di avanzamento, rischiano così di fermarsi.


fonte: bari.repubblica.it

Nessun commento:

Posta un commento