Più veloci della luce: immersi in un’illusione?

Crolla Einstein? Niente affatto, crolla la tirannia invisibile – il tempo lineare – che induce a credere nei limiti delle risorse.

E’ stato detto e ridetto da millenni: siamo immersi in un’illusione. Il fatto è stato dimostrato matematicamente proprio da Einstein. Lo spaziotempo non è la realtà primaria, non è vuoto e non è separato dai corpi che si muovono dentro lo spaziotempo stesso. La separazione tra materia e vuoto è solo apparente e, fatto riconosciuto con l’era spaziale, dipendente dalle frequenze elettromagnetiche osservate.

Ad esempio, vista ai raggi X, la coppia Terra-Sole è unita dal possente vento solare. Con le sue due teorie della Relatività, Speciale (1905) e Generale (1919), Einstein voleva realizzare il sogno di tutta la ricerca, l’unità, e non ha vietato le velocità superluminali. La censura è venuta dopo, resa “necessaria” dalla venerazione comune per il tempo unico e lineare. Come spiego nel mio ultimo libro, Il Parto della Vergine, il tempo lineare è un concetto giudaico-cristiano promosso dalla Bibbia, un “dio” eterno, alieno e immutabile che le scienze hanno adottato.

Cos’è il tempo? Sembrerà paradossale, ma nessuno lo sa: nessuno vede il tempo.

Le teorie della Relatività non vietano le velocità superluminali, anzi travolgono le note “divina” del tempo: l’immutabilità e l’unicità. Emergono infatti sia la relatività che la molteplicità dei tempi, la composizione di diversi tempi che coesistono in ogni singolo organismo. Quello umano vive il tempo collettivo, “unico”, e anche quegli attimi individuali ultra celeri in cui si svolgono i suoi processi vitali. Uno è la secrezione ormonale, che influenza i nostri umori quotidiani, un altro è l’orgasmo, altri ancora sono la riproduzione cellulare, la produzione di amminoacidi, il ripiegamento delle proteine, la secrezione ormonale ecc. Sin dai primi decenni del secolo scorso si sa che le velocità superluminali sono possibili, ma ci obbligano a rivedere da cima a fondo il concetto di realtà.

Con le teorie già sviluppate da Hamilton e Jacobi e con gli sviluppi successivi (Dirac, Majorana, Wheeler, ecc.) risultava, infatti, evidente che lo spaziotempo, a velocità subluminali, è solo una metà di uno spazio generalizzato che comprende l’altra metà: il cyberspazio, a velocità superluminali. Siamo in una realtà cibernetica tutta interconnessa all’istante: lo spaziotempo è lo schermo visibile in 4D (3 dimensioni spaziali – lunghezza, larghezza e profondità – più 1 temporale) e il cyberspazio è la Rete invisibile, ben diversa da Internet però: non trasmette immagini e parole, bensì moti, azioni e/o rotazioni, all’istante.

Credere a un tempo lineare, unico e immutabile, significa assumere un principio* valido per le macchine, ma non per gli organismi. La realtà cibernetica ha una base ottuplice, come hanno suggerito tanti saggi e testi: è una matrix interattiva, un film olografico in cui siamo immersi, da cui siamo mossi e forse… commossi. Considerando anche i moti interni del corpo umano comprendiamo sia la sua immagine che i suoi comportamenti, sia il soma che la psiche.

Queste considerazioni possono apparire idee stravaganti di una fisica eretica come me. Sono invece risultati matematici la possibilità di compiere i viaggi nel tempo e la falsità di tutti i limiti, sia di tempo che di energia. In nano secondi emerge dai nuclei delle nostre cellule materia nuova, cioè energia nuova. In tempi ancora più brevi Flash Gamma fuoriescono dalla Terra e producono anti materia nella fascia equatoriale; in pochi secondi ben tre terremoti recenti (Sumatra, Cile e Giappone) hanno accorciato il nostro giorno e sono stati annunciati da molti segnali che avrebbero potuto ridurre il numero delle vittime. Sono stati colti da organismi semplici come i rospi, i quali hanno disertato un laghetto vicino all’epicentro dal terremoto dell’Aquila una settimana prima, e non dalle menti scientifiche. Queste sono state “educate” a credere in un tempo lineare, unico e immutabile.

Se poi ricordiamo che il tempo lineare è stato legato al debito e al denaro e, l’eternità a dio, ci rendiamo conto che la rivelazione di essere immersi in una matrix sconvolge la conoscenza con cui siamo stati tutti “educati”. Non solo travolge la fede scientifica nella “realtà” dello spaziotempo apparente, ma elimina anche la paura dei limiti delle risorse, “necessaria” alle guerre per il petrolio e al massacro dei popoli e, soprattutto, dimostra che l’eternità è la natura di ogni campo con cui interagiamo, volenti o nolenti.

Per conservare la fede nella vecchia “conoscenza”, visto che le teorie della relatività hanno un’infinità di prove, si dovevano censurare le velocità superluminali. La scusa era che non sono state mai osservate; era un pò ridicola dopo la scoperta che la scienza può osservare, solo il 4% della massa calcolata, e non la massa oscura pari al 96% restante. La novità oggi è che sono stati osservati neutrini più veloci nella luce e, cosa non trascurabile, sono neutrini mu, quelli legati ai raggi cosmici, particelle che attraversano l’intero universo osservabile senza che sia mai stata individuata una sorgente da cui provengono.

Secondo me i raggi cosmici sono le tracce di un universo parallelo, un’altra matrix legata a quella conosciuta non dal campo elettromagnetico, ma dai tre neutrini che, come tre fratelli gemelli, si scambiano l’identità tra loro. La fisica ortodossa ci assicura che l’interazione con i neutrini e, è debole e molto improbabile. Io, che sono un’eretica, esprimo i miei dubbi, per quel che riguarda gli organismi. Secondo me, durante i processi vitali, si ferma il tempo e s’innesca il contatto istantaneo tra le varie matrix o matrici. Esperimenti svolti su coppie di volontari hanno dimostrato che l’orgasmo è assenza di attività cerebrale, ovvero assenza di pensiero che è legato al tempo.

In media l’interazione è debole, ma ci sono attimi in cui, invece, è cocente e così ardente da consentire la fusione delle matrix e il concepimento di un nuovo essere. Guarda caso neutrini e anti neutrini sono “figli” dei bosoni Z, gli unici messaggeri che possono fermare il tempo in un attimo e modificare i ritmi della matrix in permanenza… “Siamo immersi in una realtà umbratile” scriveva Giordano Bruno. Ai suoi tempi, la parola “film” non esisteva, ma il grande eretico lo ha descritto nei più minuti particolari, annunciando i momenti che oggi stiamo vivendo. Bene mi fermo qui, affermando che la fusione delle varie matrix è oggi in atto e che può apparire come la fine dei tempi. Non è affatto la fine del mondo, ma è l’inizio dell’eternità.

Ulteriori notizie sono sui miei libri, in particolare nel mio testo di base LUH, Il Gioco Cosmico dell’Uomo. Altri spunti spunti sull’introduzione aggiornata dell’ultimo mio libro Il Parto della Vergine.

* è il Principio di minima azione, alla base di quasi tutte le teorie meccaniche.

fonte: giulianaconforto.it

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