Società segrete: chi ha organizzato la Rivoluzione francese?

«Al di sotto della grande marea della storia umana, scorrono le correnti furtive delle società segrete che, molto spesso, determinano in profondità i cambiamenti che si manifestano in superficie.» - Arthur Edward Wraite


Benjamin Disraeli, primo ministro britannico dal 1874 al 1880, confermò la suddetta affermazione relativa al controllo esercitato dalle società segrete nelle faccende umane quando scrisse queste parole: «Esiste, in Italia, un potere che menzioniamo solo rarissimamente... voglio parlare delle società segrete. Non serve negare perché è impossibile nascondere che gran parte dell'Europa – per non parlare degli altri Paesi – è coperta da una rete di società segrete… Quali sono i loro scopi? Questi gruppi non vogliono governi costituzionali… Vogliono modificare l'occupazione delle terre allo scopo di cacciar via gli attuali proprietari e di sopprimere le istituzioni ecclesiastiche.»

Possiamo osservare che i due scopi delle società segrete, secondo Disraeli, sono gli stessi di quello che, per convenzione, chiamiamo «comunismo»: l’abolizione della proprietà privata e la fine delle «istituzioni ecclesiastiche», ossia le religioni del mondo.

È possibile che quello che chiamiamo «comunismo» sia, in realtà, lo strumento delle società segrete? È realistico credere che il comunismo sia controllato da forze gerarchicamente strutturate, situate al di sopra di esso?

L'attuale concezione della storia insegna che il comunismo risulta da una volontà popolare che esige cambiamenti nell'organizzazione della società, per lo più attraverso un'azione rivoluzionaria che rovesci il vecchio sistema. È concepibile che queste rivoluzioni siano, in realtà, macchinazioni orchestrate da società segrete che, dopo la rivoluzione, cercano di rendere il mondo comunista?

Secondo taluni, l'instaurazione di un regime comunista non risulta mai da una rivolta spontanea, e neppure voluta dalla masse sfruttate contro i loro dirigenti, ma avviene esattamente il contrario: è sempre imposta al popolo da dirigenti che tentano di accrescere il loro potere. Tutta l'agitazione dal basso è provocata, orchestrata, finanziata e controllata dall'alto da uomini del serraglio che, in tal modo, si dotano dei mezzi e del pretesto di concedersi maggiore potere, fingendo nel contempo di combattere o prevenire, in basso, queste attività rivoluzionarie delle masse.

Il comunismo è la facciata di qualcosa di ben più profondo di quanto non voglia far credere. Il comunismo non proviene mai da una rivolta di poveri, bensì da un complotto di ricchi. La Cospirazione internazionale non è una crociata idealista a favore dei poveri e degli umili ma una presa di potere truccata, da parte dei ricchi e degli arroganti.

CHI SONO GLI ILLUMINATI?

La storia del comunismo moderno comincia con una società segreta: l’ordine degli Illuminati di Baviera, o semplicemente, Illuminati. È a proposito di questa organizzazione che, nel 1953, il rapporto della commissione d'inchiesta del Senato di California menzionava: «Quello che chiamiamo comunismo moderno pare che sia la stessa cospirazione ipocrita mondiale che mira a distruggere la civiltà, fondata dagli Illuminati, e che è cresciuta qui nelle nostre colonie, durante il periodo critico che ha preceduto l'adozione della nostra Costituzione.»

Un altro storico, Oswald Spengler, è andato oltre facendo la connessione tra il comunismo e gli interessi finanziari internazionali. Egli scrive: «Non esiste movimento proletario, compreso il comunismo, che non sia stato implicato in interessi finanziari, che non abbia seguito le direzioni indicate dal denaro, che non abbia ottenuto il successo grazie al denaro – e tutto questo senza che gli idealisti, fra i leader, avessero il benché minimo sospetto riguardo a questa realtà.»

Secondo Spengler, perfino i capi del comunismo non sono al corrente delle azioni segrete in seno al loro stesso movimento. È possibile che Gus Hall e Angela Davis - entrambi candidati ai posti di presidente e vice-presidente degli Stati Uniti, nel 1980, e oppositori delle «grandi banche e dei monopoli corporativisti che controllano l’economia» - siano, in realtà, stati utilizzati dalle stesse organizzazioni che denunciavano apertamente? Può essere che le banche e le corporazioni non solo accettano il Partito Comunista ma lo sostengono, con l’unico scopo che quest’ultimo si opponga loro?

Pare che la dottoressa Bella Dodd, membro del Comitato Nazionale del Partito Comunista degli Stati Uniti, abbia stabilito l’esistenza di un vero e proprio legame tra i ricchi capitalisti e il Partito. Essa osservò che ogni volta che il Comitato Nazionale del partito non era in grado di prendere una decisione, uno dei suoi membri si recava alla Waldorf Tower, a New-York City, per incontrarvi un certo personaggio, più tardi identificato come Arthur Goldsmith. Ogni volta che Goldsmith prendeva una decisione questa era subito avallata dal Partito Comunista a Mosca. Ma ciò che colpì maggiormente la dottoressa Dodd è il fatto che Goldsmith non solo era membro del partito comunista ma era anche un ricchissimo capitalista americano.

Se i suddetti commentatori hanno ragione quando accusano il comunismo di essere una facciata delle società segrete, compresa quella degli Illuminati, ciò induce il ricercatore, partigiano della concezione cospirazionista della Storia, a studiare le origini e la storia di tale organizzazione.

LE ORIGINI DELLA COSPIRAZIONE

L’organizzazione degli Illuminati è stata fondata il 1° maggio 1776 da Adam Weishaupt, prete gesuita e professore di diritto canonico all’Università di Ingolstadt, in Baviera. È stato appurato che il professor Weishaupt era in relazione con società segrete prima che fondasse l’ordine degli Illuminati. La data di fondazione, il 1° maggio, è tuttora festeggiata dai comunisti del mondo intero, anche se i puristi asseriscono che il 1° maggio è celebrato per commemorare l’inizio della Rivoluzione russa del 1905. Ma questo non cambia nulla al fatto che il 1° maggio 1905 coincide con il giorno dell’anniversario della fondazione dell’ordine degli Illuminati, avvenuta appunto il 1° maggio 1776.

L’organizzazione di Weishaupt si è subito estesa fra gli intellettuali della sua università. In realtà, tutti i professori, eccetto due, ne sono diventati membri nei primissimi anni della sua esistenza.

La filosofia di base proposta ai futuri membri Illuminati era un’inversione della filosofia tradizionale insegnata dalla Chiesa e dal sistema educativo. Lo stesso Weishaupt l’ha riassunta in questi termini: «L’uomo non è cattivo ma è reso tale da una morale arbitraria. È cattivo perché la religione, lo Stato e i cattivi esempi lo pervertiscono. I problemi saranno risolti quando la ragione diventerà finalmente la religione dell’uomo.»

Vi sono motivi per credere che il disprezzo di Weishaupt per la religione sia iniziato il 21 luglio 1773, quando il Papa Clemente XIV «annullò e fece scomparire per sempre l’ordine dei Gesuiti.» L’atto del Papa era dettato da una pressione esercitata da Francia, Spagna e Portogallo che, separatamente, erano giunti alla conclusione che i Gesuiti avevano ingerenza negli affari dello Stato e, pertanto, erano nemici del governo. Il re Giuseppe del Portogallo, in particolare, «si affrettò a firmare un decreto in virtù del quale i Gesuiti erano denunciati come "traditori, ribelli e nemici del regno…"». Fu così che le tre nazioni presentarono «una richiesta categorica affinché il Papa sopprimesse l’ordine dei Gesuiti ovunque nel mondo.» Il Papa accettò e bandì l’ordine.

Il prete gesuita Weishaupt deve essere stato sicuramente colpito dalla decisione papale, probabilmente a tal punto da voler istituire un’organizzazione sufficientemente potente da riuscire un giorno a distruggere la stessa Chiesa cattolica.

La decisione di Papa Clemente ebbe nondimeno una portata limitata, dato che nell’agosto 1814 Pio VII reintegrò i Gesuiti in tutti i loro vecchi diritti e privilegi. La reintegrazione di Pio VII non passò inosservata negli Stati Uniti, come scrisse l’ex presidente John Adams al suo successore, Thomas Jefferson: «Non mi piace la ricomparsa dei Gesuiti. Se sulla Terra vi è stata una corporazione che meritava la dannazione eterna, è proprio questa Società…» Al che Jefferson rispose: «Anch’io disapprovo la restaurazione dell’ordine dei Gesuiti, perché costituisce un ritorno della luce nelle tenebre.»

Ai giorni nostri i Gesuiti hanno ancora problemi con la Chiesa, così come ne avevano durante i primi anni del 1700. Il 28 febbraio 1982, Papa Giovanni Paolo II disse ai Gesuiti «di tenersi lontani dalla politica e di fare onore alla tradizione cattolica romana.»

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI

Per gli Illuminati qualsiasi azione, poco importa che sia morale o immorale, è accettabile se serve agli scopi dell’Organizzazione: omicidi, guerre, saccheggi, tutto diventa un comportamento accettabile per colui che crede nella «nuova religione atea».

Un altro ostacolo importante al progresso umano, secondo Weishaupt, è il nazionalismo. Così si esprime: «Con la nascita delle nazioni e dei popoli, il mondo ha cessato di essere una grande famiglia... Il nazionalismo ha preso il posto dell’amore umano...» Weishaupt non era un anarchico ma pensava che fosse necessario sopprimere i governi nazionali a vantaggio di un governo mondiale che sarebbe stato governato dagli Illuminati: «I discepoli [degli Illuminati] sono convinti che l’ordine dirigerà il mondo. Ogni membro diventa così un dirigente.» Lo scopo ultimo degli Illuminati, e di tutti i loro successori, è quindi chiaro: è il potere, il potere di governare su tutti i popoli del mondo.

Se Weishaupt pianifica di sovvertire la vita degli uomini nel senso che auspicano soltanto i suoi partigiani, è indispensabile che le sue ambizioni rimangano segrete. Egli scrisse: «Il grande potere del nostro Ordine risiede nella dissimulazione: fate in modo che esso non appaia in nessun luogo con il suo vero nome, ma sempre nascosto dietro a un altro nome e a un’altra attività.»

Sotto l’egida della clandestinità, l’ordine cresce rapidamente. Nondimeno, come fu il caso per tutte le organizzazioni segrete che controllano le cosiddette organizzazioni comuniste, non attirò né cercò di attirare «le masse oppresse» o l’umile lavoratore-agricoltore per difendere i quali sarebbe stato creato. Egli reclutava, nell’alta società, i rappresentanti della classe sociale situata immediatamente al di sotto dei detentori del potere. Un elenco parziale dei suoi membri ne è la riprova: vi si trovano infatti marchesi, baroni, avvocati, abati, conti, magistrati, principi, comandanti, professori, colonnelli, preti e duchi.

Tali erano i titoli e le funzioni delle persone che potevano, senza preoccupazioni di sorta, incontrarsi segretamente per cospirare contro il governo, l’esercito, la Chiesa e le istituzioni. Si trattava di persone che non avevano il potere di controllare completamente i loro campi d’azione rispettivi, ma che vedevano nell’Ordine degli Illuminati un mezzo per accedere a un potere individuale.

Quando i membri si incontravano o corrispondevano tra loro utilizzavano degli pseudonimi per mantenere segreta la loro vera identità. Weishaupt si faceva chiamare Spartacus.

Qual era lo scopo dei cospiratori? Nesta Webster, che figura tra i maggiori ricercatori nell'ambito degli Illuminati, ha così riassunto le loro finalità:

1. abolizione della monarchia e di qualsiasi governo organizzato
2. abolizione della proprietà privata
3. abolizione dell’eredità
4. abolizione del nazionalismo
5. abolizione della famiglia (del matrimonio, della moralità e dell’educazione dei figli)
6. abolizione della religione

ESPANSIONE DEGLI ILLUMINATI IN EUROPA

Nel 1777, Weishaupt è ammesso nella loggia massonica Teodoro del Buon Consiglio, a Monaco. Aderisce alla massoneria non solo per partecipare ai lavori, ma per infiltrarla e controllarla completamente.

Infatti, nel luglio 1782 i Frammassoni tennero un congresso internazionale a Wilhemsbad, e «l’Illuminismo fu loro iniettato indottrinando i leader del movimento…» Tuttavia, il segreto degli Illuminati fu presto scoperto quando, nel 1783, quattro professori della Marianen Academy «furono convocati davanti a una commissione d’inchiesta e interrogati a proposito… degli Illuminati.» Il governo di Baviera scopre così la filosofia e gli scopi degli Illuminati e, per di più, il suo auspicio di rovesciare il governo. Al termine di diverse udienze, il governo pronuncia l’abolizione dell’Ordine. Ma l’aggiornamento dell’organizzazione fu probabilmente soltanto una grazia mascherata: per sottrarsi alla persecuzione dello Stato bavarese, gli Illuminati fuggirono in tutta l’Europa e in America, dove poterono così istituire nuove società segrete.

Il governo di Baviera tentò di opporsi a questa espansione mettendo in guardia gli altri Paesi d’Europa dai veri scopi degli Illuminati, ma i sovrani europei rifiutarono di ascoltarlo. Questo atteggiamento assillerà più tardi questi stessi governi. Come ha osservato Nesta Webster: «La stravaganza degli argomenti proposti li rendeva non credibili e i sovrani europei, rifiutando di prendere sul serio l’Illuminismo, lo ignorarono, considerandolo una chimera.»

Il fatto che i governi europei dell’epoca non accordassero alcun credito agli scopi degli Illuminati è un problema che vediamo ricomparire in tutto il mondo. Non per tutti è facile credere che possa esistere un complotto così enorme e ben organizzato, e che il disegno che prospetta per il mondo è assolutamente reale. È proprio questa incredulità del pubblico a nutrire il successo dei cospiratori e a spingerli a pianificare questi eventi in modo tale che la realtà diventi troppo incredibile e assurda perché chiunque possa ammettere che è creata intenzionalmente. Il rivoluzionario francese Georges Danton lasciò trasparire questa intenzione con queste parole: «Audacia, ancora audacia, sempre audacia!»

Uno dei Paesi verso cui fuggirono gli Illuminati fu l’America. Fu lì che, nel 1786, in Virginia, formarono il loro primo capitolo, seguito da altri quattordici in diverse città. Organizzarono la Callo-Italian Society e, quando iniziò la Rivoluzione americana, cominciarono a designare se stessi con il nome di Giacobini.

Gran parte di ciò che oggi conosciamo degli Illuminati proviene da un’opera redatta nel 1798 da John Robinson, professore di filosofia naturale presso l’Università di Edimburgo, in Scozia, che intitolò: Le Prove di una cospirazione contro tutte le religioni e i governi dell’Europa condotta in occasione di incontri segreti di Frammassoni, Illuminati e delle Società di Lettura. Egli stesso frammassone, il professor Robinson era stato invitato a unirsi agli Illuminati, ma prima gli sembrò opportuno condurre un’inchiesta sull’ordine. Robinson giunse alla conclusione che l’associazione era stata creata «con l’unico scopo di estirpare tutte le istituzioni religiose e di rovesciare tutti i governi d’Europa esistenti.»

LA RIVOLUZIONE FRANCESE

La spiegazione classica della Rivoluzione francese è quella di un popolo che, stanco di subire l’oppressione di re Luigi XVI e di Maria Antonietta, si sollevò opponendosi alla monarchia e cominciò col prendere d’assalto la prigione della Bastiglia. Secondo gli archivi storici ufficiali, questo evento segna l’inizio della Rivoluzione che giunge al suo apogeo con la sostituzione della monarchia con la cosiddetta «Repubblica Francese».

I Francesi commemorano l’inizio della loro «rivoluzione» rendendo il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia, un giorno feriale, rafforzando in tal modo la tesi secondo cui il popolo francese si sarebbe realmente ribellato rovesciando il re di Francia.

Coloro che hanno studiato a fondo la Rivoluzione hanno tuttavia scoperto il vero motivo della presa della Bastiglia. Come spiega Nesta Webster, «era già stato elaborato un piano d’attacco della Bastiglia, non rimaneva altro che mettere il popolo in marcia.» Il piano consisteva nel prendere d’assalto la Bastiglia, non per liberare le centinaia di «prigionieri politici oppressi» che si supponeva vi fossero detenuti, ma per impossessarsi delle armi indispensabili all’avvio della Rivoluzione. Ciò è stato confermato dal fatto che, quando la folla giunse alla Bastiglia, vi erano soltanto sette prigionieri: quattro falsari, due pazzi e il Conte di Solages, imprigionato su richiesta della sua famiglia per «crimini mostruosi contro l’umanità». In realtà, «le oscure torri umide erano cadute completamente in disuso; dal primo ministero Necker, nel 1776, nessuno vi era più stato imprigionato» .

La seconda presunzione infondata per quanto riguarda le cause della Rivoluzione francese è che il sollevamento sia stata opera delle masse popolari francesi. La concezione secondo cui un gran numero di francesi avrebbero sostenuto la Rivoluzione è errata perché in realtà «sugli 800 000 abitanti di Parigi, soltanto un migliaio prese parte all’assalto della Bastiglia…» Per di più, coloro che parteciparono alla presa della Bastiglia furono, in realtà, pagati da coloro che avevano diretto l’intera operazione.

Il fatto che nel 1789 briganti del Sud della Francia fossero deliberatamente diretti su Parigi, assunti e pagati dai sobillatori della Rivoluzione, è confermato da troppe persone autorevoli per poterle citare; è inoltre determinante il fatto che i cospiratori ritenessero necessario adottare una tale misura: ciò significa che, dal loro punto di vista, non avrebbero potuto contare sulla popolazione di Parigi per condurre una rivoluzione. In altri termini, il ricorso a questi mercenari confuta in modo decisivo la tesi secondo cui la Rivoluzione sia stata un sollevamento incontenibile del popolo. Inoltre gli istigatori della Rivoluzione non si avvalsero soltanto di cittadini francesi, ma di «una banda di briganti eterocliti, assetati di violenza, costituita non solo di Marsigliesi (i suddetti uomini del Sud) e di Italiani, ma anche di Tedeschi…»

Il dottor Rigby, in visita a Parigi proprio in quei giorni, era ben piazzato per testimoniare della realtà della presa della Bastiglia. Le lettere che scrisse a sua moglie durante quelle giornate offrono un’impressione interessante di ciò che è effettivamente accaduto. Nel suo libro La Rivoluzione Francese, la storica Nesta Webster commenta la corrispondenza del dottor Rigby: «La presa della Bastiglia causò così pochi problemi a Parigi che il dottor Rigby, ignorando che stava accadendo qualcosa di inabituale, a inizio pomeriggio andò a visitare i giardini di Monceau.»

Un altro osservatore della Rivoluzione francese, Lord Acton, confermò che c’era una mano invisibile che operava a fomentare la rivoluzione: «Quello che è angosciante nella Rivoluzione francese non è il tumulto ma il disegno. Attraverso il fuoco e il fumo, si percepiva l’evidenza di una macchinazione orchestrata. I dirigenti rimangono accuratamente nascosti e mascherati; ma non vi è alcun dubbio per quanto riguarda la loro implicazione in questa faccenda.»

Il piano dei cospiratori era semplice: creare lagnanze «popolari» così da poterle sfruttare per i loro fini. Crearono cinque motivi di risentimento finalizzati a far apparire il re responsabile. Avevano dato per scontato che sarebbero bastate condizioni di sopravvivenza difficili per spingere un numero sufficiente di persone a unirsi ai mercenari. In questo modo la rivoluzione sarebbe apparsa realmente popolare. I complottisti avrebbero in seguito potuto controllare gli eventi e condurli ai risultati auspicati.

Il primo motivo di risentimento, montato ad arte, fu relativo alla penuria di cereali. Secondo Webster: «Montjoie afferma che agenti al soldo del duca di Orléans acquistarono deliberatamente tutti i cereali; una parte la esportarono e l’altra la nascosero al fine di spingere il popolo alla rivolta.» Così, il duca di Orléans, membro degli Illuminati, acquistò una quantità importante di grano per spingere la popolazione a lamentarsi davanti al re, essendo stata indotta a ritenerlo responsabile della penuria. Evidentemente erano gli Illuminati che avevano diffuso la voce secondo cui il Re aveva provocato intenzionalmente la penuria.

La seconda delle recriminazioni ordite riguarda l’enorme debito contratto dal governo con l’unico scopo di farlo saldare dalla popolazione tramite il pagamento di imposte. Il debito nazionale è stato stimato a 800 milioni di dollari attuali. Questo denaro era stato preso in prestito dal governo francese per sostenere gli Stati Uniti durante la Rivoluzione americana del 1776: due terzi del debito francese sarebbero stati la conseguenza di tali prestiti.

La terza recriminazione provocata era che la popolazione francese soffrisse la fame. Il citato dottor Rigby menziona: «Abbiamo visto poche persone, nei ceti bassi della popolazione, che esprimevano rabbia, erano disoccupati e miserabili.»

Nesta Webster spiegherà più tardi: «Il dottor Rigby continua con lo stesso registro di ammirazione – che si potrebbe attribuire a una mancanza di discernimento se tale ammirazione non fosse tuttavia sparita all’improvviso al suo rientro in Germania che definisce "un Paese nei confronti del quale la Natura, data la fertilità del suolo, è stata altrettanto generosa come per la Francia, ma dove ciò nonostante gli abitanti vivono sotto l’oppressione del governo." Egli ritiene che a Colonia "la tirannia e l’oppressione hanno trovato la loro dimora."»

La quarta recriminazione maggiore, creata dagli Illuminati e dai loro complici in seno al governo, fu l’inflazione massiccia che portò alla rovina le classi lavoratrici. In un breve periodo furono emessi 35 milioni di assegnati, il che provocò, in parte, la penuria alimentare. La risposta del governo fu quella di imporre il razionamento, accrescendo così la rabbia della popolazione.

La quinta distorsione della verità riguarda la pretesa «oppressione» del regno di Luigi XVI. La verità è che prima della Rivoluzione la Francia era il Paese europeo più prospero. La Francia possedeva la metà della moneta in circolazione in tutta l’Europa e, tra il 1720 e il 1780, il commercio esterno era quadruplicato. La metà delle ricchezze della Francia era nelle mani della borghesia e i «servi» possedevano più terra di chiunque altro. Il re aveva abolito le corvée e bandito il ricorso alla tortura durante gli interrogatori. Inoltre aveva fondato ospedali, creato scuole, riformato le leggi, costruito canali, bonificato le paludi per aumentare la superficie di terre coltivabili e costruito numerosi ponti per agevolare la circolazione delle merci all’interno del Paese.

Attraverso la prima delle «rivoluzioni», possiamo quindi illustrare un tipico esempio della Cospirazione all’opera. Il re benevolo promuoveva l’ascesa della piccola borghesia favorendo l’avvento di una società più giusta e prospera. Questa situazione era intollerabile per coloro che si situavano nello strato immediatamente sotto la classe dirigente, mentre la piccola borghesia in ascesa cominciava ad assumere potere, cosicché i cospiratori tentarono di eliminare, oltre al re e alla classe al potere, anche la borghesia.

Il nemico della cospirazione è sempre stata la piccola borghesia: in altre rivoluzioni che analizzeremo in questo libro, mostreremo come la Cospirazione fomenti sempre queste «rivoluzioni» programmate per questo unico scopo.

La Rivoluzione francese fu quindi una falsificazione e una mistificazione. Il popolo venne manipolato per motivi che non sono mai stati portati a sua conoscenza.

LA MASSONERIA

La mano invisibile che ha diretto completamente la Rivoluzione francese era quella degli Illuminati i quali, benché esistessero da soli tredici anni, erano sufficientemente potenti da far scoppiare una rivoluzione in uno dei più grandi Paesi del mondo.

Ma i membri degli Illuminati avevano tracciato i piani della rivoluzione diversi anni prima infiltrando un altro gruppo segreto, quello della massoneria: «La rivoluzione lampo della Francia è stata preparata nei decenni precedenti il 1789 grazie allo sviluppo della Fraternità massonica.»

La massoneria è giunta in Francia nel 1725, ma nel 1772 l’organizzazione si era scissa in due gruppi, di cui l’uno fu conosciuto con il nome di Loggia massonica del Grande Oriente. Il primo Gran Maestro della Loggia è stato il duca di Orléans, anch’egli membro degli Illuminati.

La Loggia del Grande Oriente si estese rapidamente in tutti i Paesi, cosicché nel 1789 esistevano 600 logge in tutta la Francia contro solo 104 nel 1772. I suoi membri erano altresì attivi in seno al governo: infatti dei 605 deputati degli Stati Generali, 447 aderivano alla Loggia del Grande Oriente .

Il piano degli Illuminati era di infiltrare la confraternita massonica, di trasformarla in una branca del loro Ordine e di servirsi del suo segreto per rovesciare la monarchia. Il nuovo capo di governo sarà il duca di Orléans. La strategia funzionò per un certo periodo, ma il duca di Orléans fu infine condannato per tradimento nei confronti del governo francese e morì sulla ghigliottina.

Autore: A. Ralph Epperson, The Unseen Hand / Traduzione C.R.O.M.

Messo in linea il: 08.04.11

fonte: crom.be

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