Discoteca londinese vieta l’ingresso a chi indossa pellicce

Star di Hollywood o comune mortale, se indossi una pelliccia non puoi entrare in questa discoteca. È questo quanto deciso dai gestori del Mahiki, una delle discoteche più “cool” di Londra.

Il locale, frequentato da star internazionali, è il primo club che fa una scelta etica così forte, vietando l’ingresso a quanti indossano abiti frutto della crudeltà sugli animali

Una scelta in controtendenza che riempie di gioia gli animalisti.

Dietro l’iniziativa, l’attivista Meg Mathews che formerà il personale del locale in modo che possa riconoscere gli inserti in vera pelliccia, differenziandoli da quelli in eco-pelliccia.

La nuova insegna a neon del locale notturno mette una barra sulla parola fur (pelliccia), chiaro segnale che, nel locale, la gente che non ha rispetto per la vita degli animali non è ammessa.

A tutti gli ospiti della discoteca, poi, sarà dato un badge con la scritta “pelliccia vietata”, che andrà a sostituire il classico braccialetto o il timbro che viene utilizzato solitamente all’ingresso delle discoteche.

Meg Mathews ha così dichiarato al London Evening Standard: “Mi piace l’idea di essere in grado di dimostrare quanto possa essere favoloso non indossare pellicce. Mahiki è uno dei luoghi più cool di Londra, quindi la mia prima scelta è stata ospitare una serata per promuovere la compassione nella moda. Non mi importa chi sei: se stai indossando una pelliccia, sei senza cuore, e tu qui non entri”.

Per l’inaugurazione dell’iniziativa, il locale ha organizzato una serata dove, tra gli invitati, comparivano anche i nomi di Kate Middleton, del Principe Harry,delle Principesse Beatrice e Eugenie.

Mathews continua spiegando che esistono molti grandi marchi, designer e stilisti che ormai hanno scelto di abbracciare il cruelty-free. Ed è proprio questo, secondo l’attivista, che si dovrebbe celebrare nella stagione della moda.

Anche Inditex Group, composto da oltre 100 aziende operanti nel settore della moda, ha aderito alFur Free Retailer Program, lo standard internazionale che delinea i requisiti delle aziende impegnate contro lo sfruttamento di animali.

Peta e tante altre organizzazioni che ogni anno si battono per i diritti degli animali hanno ottenuto in questi ultimi anni numerose vittorie. Non ultima, ad esempio, la scelta da parte di numerosi e importanti marchi di abbigliamento di fare a meno di capi che utilizzano lana di angora. Sono ancora vive nelle nostre menti le immagini e le urla straziati dei conigli scuoiati vivi in Cina e privati della loro pelliccia e mostrati in un video girato da alcuni attivisti infiltrati.

Ecco perché questa iniziativa ci fa veramente piacere. Speriamo che il Mahiki continui su questa filosofia e sia da ispirazione a tanti altri locali, perché no, anche italiani.

Fonte Fonte
(Foto: Peta)

via: ambientebio.it

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