Muscoli artificiali che ci renderanno forti come Hulk

Basta del nylon, un filo di metallo e una resistenza per creare un muscolo artificiale semplice ed incredibilmente potente. Ecco questa invenzione quali applicazioni troverebbe nella medicina, nella robotica e persino nell'abbigliamento

E’ il sogno di alcuni scienziati, forse di qualche ministro della difesa o dello sviluppo e di certo di tutti gli aspiranti eroi: avere i muscoli di Hulk, l’omone tutto verde che con quattro salti passa da una costa all’altra degli Stati Uniti come se passeggiasse dal tavolo al letto in un monolocale. Come riporta in questi giorni la rivista Science, leve così forti sono state ricreate nei laboratori del NanoTech Institute dell’Università del Texas con estrema semplicità e nella massima economia. Un’invenzione capace di generare potenza con poco e che potrebbe trovare più applicazioni, in primo luogo nel mondo del lavoro. Ray Baughman e il suo team hanno utilizzato come materia prima un bene che al dettaglio costa 5 dollari circa: un polimero di nylon come quelli utilizzati per le canne da pesca. Grazie a questo filo e ad un po’ di calore si è riuscita a generare una potenza di 5,3 chilowatt per chilogrammo – più di quella prodotta da un motore jet – attorcigliando i polimeri e facendoli attraversare da un filo di metallo collegato ad una resistenza elettrica. In questo modo, riscaldando la resistenza il calore si è irradiato al polimero stesso che si è contratto (come un muscolo) sollevando il peso ad esso collegato.

L’applicazione di una tecnologia simile potrebbe essere vastissima: non solo strumenti di lavoro come elevatori, ma persino maglie “intelligenti”. Nella seconda parte del video che riportiamo in apertura si evidenzia come una maglietta fatta seguendo la stessa logica della resistenza collegata al nylon potrebbe aprire le proprie maglie con il calore – facendo in tal modo trasudare la pelle – o viceversa stringerle con il freddo. L’applicazione potrebbe essere anche medica, laddove un muscolo artificiale potrebbe diventare parte di un esoscheletro che aiuti chi ha funzionalità muscolari ridotte (o il lavoratore che necessita di un surplus di potenza). Poi ovviamente c’è la robotica, con quegli umanoidi che, lavorando al posto nostro ma con efficienza maggiore, rientrano nell’immaginario dell’uomo moderno da un paio di secoli almeno.

fonte: scienze.fanpage.it

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