Tempesta di Natale paralizza il Nord e lascia Cortina al buio

Precipitazioni torrenziali in pianura, un metro di neve in montagna Disagi alla circolazione: treni per la Svizzera costretti allo stop

Oltre un metro e mezzo di neve è caduta a Gressoney, tanto
da costringere alla chiusura anche alcuni impianti di risalita
Aosta - Dalle Dolomiti al Monte Rosa, l’annunciata e temuta «Tempesta di Natale» ha lasciato il segno sul Nord Italia sotto forma di forti nevicate in quota e piogge torrenziali in pianura e conseguenti valanghe ed esondazioni. Con il trascorrere delle ore e le annunciate schiarite, è proprio la neve a far più paura: l’allarme valanghe è ai massimi a causa dell’instabilità del manto. Il caso del turista francese travolto e ucciso in un fuoripista a Bardonecchia non è un episodio isolato: un addetto agli impianti di risalita di Racines in Alto Adige è stato preso in pieno da una valanga mentre batteva i tracciati con il «gatto delle nevi» ma se l’è cavata con lesioni non gravi. È riuscito a liberarsi da solo dalla massa di neve, poi i soccorritori l’hanno trasferito in ospedale. E ieri mattina un ragazzo, ancora in Trentino a Marilleva, è stato travolto da una slavina: in quel caso è stato il papà a salvarlo, tirandolo fuori dalla neve pressochè senza un graffio. È accaduto sulla pista «Orso bruno». Il giovane stava risalendo la pista con il padre ed è uscito dal tracciato. Dall’alto, dove la neve aveva raggiunto quasi un metro d’altezza, si è staccata una slavina che ha sfiorato il genitore e travolto il figlio.

Pesanti disagi anche per chi era in viaggio, da o per le località di montagna. Otto automobili con una ventina di persone sono rimaste bloccate un’intera notte dalla neve tra passo Falzarego e passo Valparola, nel bellunese. Scattato l’allarme nella serata di Natale, gli automobilisti sono stati raggiunti dai vigili del fuoco che hanno passato la notte sul posto, per iniziare l’evacuazione in mattinata. Attorno alle 9,30 è stato chiesto anche l’intervento del Soccorso alpino di Cortina. Una squadra si è quindi mossa con la motoslitta per dare supporto a polizia e Guardia di finanza, già presenti sul posto con il gatto delle nevi, nel liberare le macchine e trasportare a valle le persone dopo una notte all’addiaccio.

Ma di auto bloccate per la neve se ne sono contate a centinaia, in particolare sulle Dolomiti. La statale 51 tra l’abitato di Carbonin e Cortina d’Ampezzo è stata chiusa a causa degli alberi crollati sulla strada, stop anche alla statale 241 poco dopo il centro di Nova Levante in direzione passo Costalunga. E chiusure per neve delle statali 52 tra San Candido e passo Monte Croce Comelico e 48/bis del passo Tre Croci dopo Misurina. Off limits per rischio valanghe i passi Dolomitici, dal Sella al Gardena, dal Pordoi al Falzarego e San Pellegrino.

In Lombardia è rimasto isolato per tutta la notte Madesimo (Sondrio), in alta Valle Spluga, mentre un escursionista bergamasco di 43 anni, di Fontanella, è stato recuperato dal Soccorso alpino di Bergamo dopo che si era perso per la nebbia in montagna, nella zona di Oltre il Colle. I soccorritori, dopo circa due ore di ricerche, lo hanno individuato lungo un sentiero. 

In Piemonte l’emergenza è scattata non soltanto per la neve: ad Alessandria il fiume Bormida ha superato di un metro e mezzo la soglia di pericolo, provocando la chiusura di un ponte (poi riaperto) e lo sgombero di alcune famiglie. Nel Tortonese tre paesi sono rimasti senza acqua potabile e sono riforniti con le autobotti. 

I disagi si sono fatti sentire anche sulle linee ferroviarie: quella del Sempione è tornata alla normalità dopo una notte assai difficile, con un Euronight che ha registrato un ritardo di otto ore ripartendo solo ieri mattina per Venezia. La linea è rimasta interrotta per la caduta di alberi tra Iselle e Preglia, con la conseguente soppressione dei treni internazionali dalle 2 di notte alle dieci e mezza del mattino. In Valsesia e nel Vco è scattata l’emergenza energia elettrica: oltre sedicimila utenze sono rimaste al buio.

In Valle d’Aosta, come in Trentino, a preoccupare è la n eve: nell’alta valle di Gressoney sono caduti 150 centimetri di neve fresca e il rischio valanghe sfiora il livello «5», il più alto. È stata chiusa fino a questa mattina la strada regionale tra Saint-Jean e gli impianti di Staffal a La Trinité dove il sindaco Alessandro Girod ha spiegato, senza tanti giri di parole, che «in questi casi conviene non muoversi troppo di casa. Noi abbiamo detto a tutti gli alberghi di chiedere ai clienti di non uscire se non strettamente necessario».

27/12/2013 di Stefano Sergi
fonte: lastampa.it

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