Roma, le forze dell'ordine sgomberano 50 famiglie

Non si aspettavano di essere svegliati a suon di ruspe e blindati gli occupanti di via Cerruti a Roma. Alle 8.30 un centinaio di agenti in tenuta antisommossa hanno sgomberato una palazzina occupata, in cui vivevano una cinquantina di famiglie dal 6 aprile scorso. Per liberare lo stabile di proprietà del Gruppo Caltagirone - lo storico palazzinaro romano -, sono stati impiegati sei blindati della polizia e tre dei carabinieri, oltre ad una ruspa servita per rompere le barricate poste a protezione dell'edificio.

L'ennesimo sgombero che arriva in pieno inverno, con temperature troppo basse per lasciare in strada decine di persone, tra cui diversi bambini. Le forze dell'ordine hanno circondato lo stabile, controllando le operazioni anche dai balconi delle abitazioni vicine. Poco più di on'ora dopo lo sgombero era concluso e gli occupanti abbandonati a loro stessi. «Siamo ancora sotto shock», ha riferito uno degli occupanti. Lo sgombero è stato anticipato da una insolita visita di un camioncino dell'Acea - la multiutility italiana di acqua, energia e gas.

Erano venuti «per controllare i nostri contatori - ha raccontato uno degli sgomberati -. Siamo usciti per capire che cosa stava accadendo e ci siamo accorti che stavano arrivando le forze dell'ordine in tenuta antisommossa». Un blitz in piena regola per sgomberare la palazzina di proprietà di Fabrica Sgr del gruppo Caltagirone, occupata nell'aprile scorso, durante lo tsunami delle occupazioni, una vera e propria ondata, in cui i movimenti per la casa si sono appropriati di diversi edifici. Al momento dell'occupazione pare che lo stabile fosse completamente vuoto e invenduto.

«Ancora una volta si premiano gli speculatori - si legge nel comunicato stampa diffuso dal gruppo Action -. Questa mattina centinaia di poliziotti hanno effettuato lo sgombero della palazzina di via Valentino Cerruti nel quartiere di Ponte di Nona Nuova, occupata da oltre 50 famiglie in emergenza abitativa. Una palazzina lasciata vuota dal proprietario perché invenduta. Infatti ricordiamo che a Roma ci sono 250.000 appartamenti sfitti, 30.000 nuclei in graduatoria a fronte di 150/300 appartamenti di edilizia popolare consegnati ogni anno».

Una vera e propria emergenza sociale, a cui le istituzioni non riescono a far fronte e che trattano come mera questione di ordine pubblico. Ma «l'emergenza non si può nascondere, le famiglie di Ponte di Nona torneranno ad organizzarsi», dicono ancora quelli di Action. Sono diversi i cittadini del quartiere che applaudono all'operazione di sgombero, considerandola una "battaglia per il ripristino della legalità». Un punto di vista altrettanto legittimo, anche se di fatto la questione casa apre un baratro nella discussione che sta mettendo i cittadini gli uni contro gli altri.
emme.lau.

fonte: popoff.globalist.it

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