SARDEGNA: uno zoo industriale e bellico. Cavie Umane

Quando l'inquinamento istituzionalizzato dallo Stato accorcia la vita. Cavie peggio che nel resto d’Italia, ignare di quanto si consuma giorno e notte sulle loro teste, da almeno 50 anni.

La Sardegna è una regione scarsamente popolata, abitata da un antico popolo considerato inferiore da chi detiene il potere, e in ragione delle sue servitù militari, usato come immenso laboratorio a cielo aperto dove condurre esperimenti climatici e osservarne le conseguenze sulla popolazione. La NASA ed il Max Planck Institute hanno iniziato segretamente nei primi anni ’60. Così come lo Stato italiano, che in loco ha sperimentato il primo ed unico missile tricolore a testata nucleare


La Sardegna viene utilizzata come una piattaforma isolana per esperimenti in vivo da parte delle forze armate angloamericane, che documentano da decenni gli effetti deleteri sul territorio e sulla popolazione.

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
Così la salute pubblica viene meno. Le bonifiche ambientali dei siti industriali in Italia non sono mai state realmente realizzate e i dati ufficiali dello Stato tricolore per una volta non mentono.

foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)
Il record europeo in negativo spetta a questa grande isola nel bel mezzo del Tirreno.  La Sardegna, infatti, a parte l’inquinamento bellico accumula la più grande estensione nazionale di siti contaminati: complessivamente 447.144 ettari rientrano nei due siti di interesse nazionale (S.I.N.) per le bonifiche ambientali del Sulcis-Iglesiente-Guspinese (D.M. n. 468/2001) e di Sassari-Porto Torres (L.n. 179/2002). Il 31 gennaio 2013 è stato riclassificato quale sito di interesse regionale (S.I.R.) l’Arcipelago della Maddalena (O.P.C.M. 19 novembre 2008).

Tre mesi fa presso il Ministero dell’ambiente si è tenuta l’ennesima conferenza istruttoria sugli interventi ancora da effettuare per la bonifica ambientale dell’area S.I.N. di Porto Torres: il quadro è allucinante (verbale del 26 maggio 2014).

I dati del III Rapporto epidemiologico S.E.N.T.I.E.R.I. (2014) sono a dir poco drammatici: per esempio, nel S.I.N. di Porto Torres si registrano eccessi in ambedue i sessi e per tutti gli esiti considerati (mortalità, incidenza oncologica, ricoveri ospedalieri) per patologie come le malattie respiratorie e il tumore del polmone, per i quali si suggerisce un ruolo delle emissioni di raffinerie e poli petrolchimici.

Nel II Rapporto, fra i lavoratori dell’area industriale, «sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato … e la leucemia mieloide», mentre nella popolazione residente dei Comuni interessati dall’area industriale «sono stati osservati eccessi di mortalità per tutte le cause, le malattie dell’apparato digerente, i tumori maligni e il tumore del fegato», inoltre «si trovano eccessi significativi per tumore del fegato, tumore polmonare e tumore della prostata» e, infine, dal Registro tumori sassarese, si riscontrino “sia negli uomini sia nelle donne, aumenti per tutti i tumori maligni e tumore del colon, fegato e polmone” (Rapporto S.E.N.T.I.E.R.I. - studio epidemiologico, Ministero della salute, aree industriali di Porto Torres, 2012).
Nel III Rapporto la situazione è peggiorata per Porto Torres e i quartieri settentrionali di Sassari (esposti a maestrale e tramontana), con un eccesso generalizzato di mortalità per tumori rispetto al resto della Sardegna. Purtroppo, a donte di tanta inadempienza istituzionale, risulta un incremento (2011) dei tumori maligni all’apparato respiratorio con 108 casi sui 100 teoricamente previsti per gli uomini e 149 casi sui 100 teoricamente previsti per le donne.

In loco le bonifiche ambientali non sono mai partite, eppure l'ente Provincia di Sassari, infischiandosene della salute collettiva (nota protocollo  numero 9935 del 21 marzo 2014) ha rilasciato l’autorizzazione integrata ambientale (A.I.A.) numero 1/2014 del 18 marzo 2014 per la realizzazione e l’esercizio di un inceneritore di rifiuti Enipower s.p.a. (Gruppo ENI s.p.a.), spacciato per centrale a biomasse.

Perché gli italiani e i sardi (i più colpiti) non si ribellano?

riferimenti:

http://www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf

http://www.iss.it/binary/epam/cont/EP2011Sentieri2_lr_bis.pdf

di Gianni Lannes

fonte: sulatestagiannilannes.blogspot.it

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