IL PIANO ASTRALE: il suo scenario, gli abitanti ed i fenomeni

Prefazione - Bastano poche parole per presentare questo piccolo libro. Esso è il quinto di una serie di Manuali creati per soddisfare la richiesta fatta da molte persone di una esposizione semplice degli insegnamenti teosofici. Alcuni si sono lamentati che i nostri testi sono allo stesso tempo troppo astrusi, troppo tecnici e troppo costosi per il lettore ordinario, ed è quindi nostra speranza che la presente serie possa riuscire a soddisfare le loro esigenze. La Teosofia non si rivolge solo alle persone erudite; ma a tutti. Forse tra coloro che attraverso questi libri se ne faranno una prima idea, ci potrebbero essere alcuni che saranno spinti a penetrare più profondamente nei suoi aspetti filosofici, scientifici e religiosi, confrontandosi con i suoi reconditi problemi, sostenuti dallo zelo dello studente e dall'ardore del neofita. Ma questi manuali non sono scritti per gli studiosi, i quali non si scoraggiano di fronte alle prime difficoltà; sono scritti per uomini e donne impegnati nella vita di tutti i giorni, e cercano di rendere comprensibili alcune grandi verità che rendono più semplice sopportare la vita e più facile confrontarsi con la morte. Scritti dai servitori dei Maestri, che sono i Fratelli Anziani della nostra razza, non possono avere altra finalità che servire gli esseri umani nostri fratelli.


Indice

Introduzione.

Lo Scenario.
Le Sette Suddivisioni - Gradi di Materialità - Caratteristiche della Visone Astrale – L'Aura - Il Doppio Eterico - Potere di Magnificazione dei Piccoli Oggetti - La “Terra Promessa” - Records della Luce Astrale.

Gli Abitanti.
  1. Gli Umani. (1) I Viventi: - Gli Adepti o Chela in Mayavirupa - Le Persone Psichicamente Sviluppate - Le Persone Ordinarie nel loro Corpo Astrale - I Maghi Neri. (2) I Morti: - I Nirmanakaya - I Chela in Attesa di Reincarnarsi - Le persone Ordinarie dopo la Morte - Le Ombre - I Gusci - I Gusci Vitalizzati - I Suicidi - Le Vittime di Morte Improvvisa - I Vampiri - I Lupi Mannari - I Maghi Neri dopo la Morte.
  2. Non umani: - L'Essenza Elementale - I Kamarupa degli Animali – Varie Classi di Spiriti di Natura, comunemente chiamati Fate – Kamadevas – Rupadevas – Arupadevas - I Devarajahs.
  3. Artificiali: - Elementali Creati Inconsapevolmente - Angeli Custodi - Elementali Creati Consapevolmente - Esseri Umani Artificiali - La Vera Origine dello Spiritualismo.
Fenomeni.
Fantasmi dei Cimiteri - Apparizioni di Morenti - Luoghi Stregati - Fantasmi di Famiglia - Suono di Campane, Lancio di Pietre, etc. - Fate - Entità che Comunicano - Risorse Astrali – Chiaroveggenza – Preveggenza - Seconda Vista - Forze Astrali - Correnti Eteriche - Pressione Eterica - Energia Latente - Vibrazione Simpatica – Mantra – Disintegrazione – Materializzazione - Perché L'Oscurità è necessaria nella Seduta Spiritica - Fotografie Spiritiche - Sdoppiamento-Precipitazione di Lettere e di Disegni – Scrittura su Lavagna – Lievitazione – Spiriti Luminosi – Fuochi Maneggiabili – Trasmutazione - Ripercussione.


IL PIANO ASTRALE

INTRODUZIONE

Riferimenti al piano astrale, o Kamaloka come è chiamato in Sanscrito, vengono frequentemente fatti dagli scrittori Teosofici, e un grande quantitativo di informazioni di questo genere su questo stesso aspetto della natura si può trovare sparso qua e là nei nostri libri; ma non c'è, fino ad oggi, per quanto ne so, un singolo libro nel quale si possa trovare un riepilogo completo dei fatti a noi noti fino ad oggi su questo interessante argomento. L'obiettivo di questo manuale è quello di raccogliere e tentare di organizzare le informazioni disseminate un po' ovunque, ed è anche quello di approfondire i nuovi fatti di cui siamo venuti a conoscenza. Deve essere chiaro che qualunque altra nuova aggiunta è soltanto il risultato delle ricerche di pochi esploratori e non deve pertanto essere presa in nessun modo come autorevole, ma accolta semplicemente per il valore che può avere. D'altra parte abbiamo preso ogni precauzione per assicurarne l'accuratezza, e
nessun fatto, vecchio o nuovo, è stato accolto in questo manuale, senza che sia stato prima confermato da più testimoni attendibili, o da almeno due esperti ricercatori indipendenti, e che sia stato inoltre sottoposto a convalida da parte di studiosi più esperti, i quali hanno in questo ambito conoscenze sicuramente superiori alle nostre. Speriamo pertanto che la descrizione del piano astrale, sebbene non possa essere considerata del tutto completa, possa comunque essere ritenuta il più possibile attendibile.
Il primo punto che è necessario chiarire nella descrizione del piano astrale è la sua assoluta realtà.
Certamente nell'utilizzare questa parola, io non sto parlando dal punto di vista metafisico, per il quale tutto, eccetto l'Uno Non Manifesto, è irreale perché impermanente; sto usando la parola nel suo significato semplice e quotidiano, volendo con questo dire che gli oggetti e gli abitanti del piano astrale sono reali esattamente come sono reali i nostri corpi, i nostri mobili, le nostre case o i nostri monumenti- reali come Charing Cross, per citare un'espressiva osservazione tratta da uno dei nostri primi lavori Teosofici. Essi non sono eterni, più di quanto non lo siano gli oggetti del piano fisico, ma dal nostro punto di vista non sono meno reali; e non possiamo costringerci a far finta che non esistano solo perché la maggior parte dell'umanità è inconsapevole, o solo vagamente consapevole della loro esistenza.
Vi è anche un considerevole fraintendimento fra gli studenti di Teosofia sulla questione della realtà dei vari piani dell'universo. Questo può forse essere parzialmente dovuto al fatto che la parola “piano” è stata occasionalmente usata in modo molto inesatto nella nostra letteratura da scrittori che parlavano in modo impreciso del piano mentale, del piano morale e così via; e questa imprecisione ha portato molte persone a supporre che le informazioni sull'argomento, trattato nei libri Teosofici, siano approssimative o congetturali- cioè mere ipotesi non sostenute da prove definitive. Nessuno può giungere ad una chiara comprensione degli insegnamenti della Religione della Saggezza fino a quando non abbia colto a livello intellettuale il fatto che nel nostro sistema solare esistono piani perfettamente definiti, ognuno dei quali è di differenti gradi di densità, e che alcuni di questi piani possono essere visitati e osservati da persone che hanno addestrato se stesse a questo lavoro, esattamente nello stesso modo in cui si può visitare e osservare un paese straniero, e che, grazie al confronto tra coloro che lavorano costantemente su questi piani, la prova della loro esistenza e della loro natura può essere ottenuta in modo altrettanto esauriente come quella che la maggior parte di noi ha riguardo la Groenlandia e Spitzbergen. I nomi usualmente dati a questi piani, elencandoli in ordine di materialità, partendo dal più denso al più sottile, sono il piano fisico, il piano astrale, il piano devachanico, il piano sushuptico e il piano nirvanico. Al di sopra di questi ve ne sono altri due, ma essi sono talmente lontani rispetto le nostre attuali capacità di concepirli che per il momento possiamo non prenderli in considerazione. Ora dovremmo comprendere che la materia di ciascuno di questi piani differisce da quella del piano sottostante nello stesso modo in cui, portato ad un livello di differenza molto più elevato, il vapore differisce dalla materia solida: infatti, gli stati della materia che noi chiamiamo solido, liquido e gassoso sono semplicemente le tre suddivisioni più basse della materia appartenente a questo piano fisico.
La regione astrale che sto tentando di descrivere è il secondo di questi grandi piani di natura – quello immediatamente sopra e all'interno di quel piano fisico che ci è familiare. Esso è stato spesso chiamato il regno dell'illusionenon perché esso stesso sia più illusorio del mondo fisico, ma a causa dell'assoluta inattendibilità delle impressioni riportate su di esso da osservatori inesperti. Ciò può essere spiegato principalmente attraverso due importanti caratteristiche del mondo astrale - in primo luogo, molti dei suoi abitanti hanno il meraviglioso potere di mutare il loro aspetto con rapidità proteiforme, e anche di lanciare un numero praticamente illimitato di incantesimi su quelli con i quali decidono di divertirsi; ed in secondo luogo, la vista su questo piano è una facoltà molto diversa e molto più estesa rispetto alla vista fisica. Un oggetto viene visto come esso è, da ogni lato nello stesso tempo, e l'interno di un solido è altrettanto chiaramente accessibile alla vista quanto il suo esterno; è pertanto ovvio che un osservatore inesperto di questo nuovo mondo si trovi in considerevole difficoltà nel cercare di capire che cosa egli stia realmente vedendo, e le difficoltà diventano ancora più grandi quando tenta di riferire le sue visoni con il linguaggio ordinario, che è assolutamente inadeguato a questo scopo. Un buon esempio del tipo di errore nel quale facilmente si incorre è la frequente inversione dei numeri che l'osservatore ha letto nella luce astrale, cosicché egli potrebbe riportare, diciamo, 139 al posto di 931, e così via. Per uno studente di occultismo, preparato da un Maestro esperto, questo errore sarebbe impossibile, a meno che agisca con negligenza o spinto da eccessiva fretta , poiché un tale allievo deve attraversare un lungo e articolato corso di preparazione nell'arte di vedere correttamente. Il Maestro, o in certi casi alcuni degli allievi più avanzati, lo pongono prima, più e più volte, di fronte a tutti i tipi possibili di illusioni, domandandogli “Cosa vedi?” Qualsiasi sua risposta sbagliata viene quindi corretta e le cause dell'errore vengono spiegate, fino a che, gradualmente, il neofita acquisisce una tale sicurezza e una tale confidenza nei confronti dei fenomeni del piano astrale da superare ampiamente qualsiasi insicurezza possibile anche nella vita fisica. Ma egli deve imparare non solo a vedere correttamente, ma anche a riportare da un piano all'altro con accuratezza i ricordi di quello che ha visto; e per aiutarlo in questo, viene allenato a portare la sua coscienza senza discontinuità dal piano fisico all'astrale o al devachanico e ritorno; fino a che non raggiunge questa capacità, infatti, esiste sempre la possibilità che i suoi ricordi possano venire parzialmente persi o distorti durante l'intervallo buio che separa i suoi periodi di coscienza sui vari piani. Quando il potere di trasportare la sua coscienza sarà perfettamente acquisito, l'allievo avrà il vantaggio di poter usare tutte le facoltà astrali, non solo mentre è fuori dal suo corpo durante il sonno o la trance, ma anche quando è completamente sveglio, alle prese con la vita fisica.
E' abitudine di alcuni Teosofi parlare con disprezzo del piano astrale, e trattarlo come se fosse assolutamente non meritevole di attenzione; ma questa mi sembra un'opinione piuttosto scorretta. Sono sicurissimo che ciò a cui noi dobbiamo aspirare è il puro piano spirituale, e sarebbe assolutamente disastroso per qualsiasi studente disdegnare tale evoluzione, accontentandosi del raggiungimento della coscienza astrale. Il Karma di alcuni è tale per cui essi sono in grado di sviluppare, prima di tutte, le pure facoltà spiritualisaltando momentaneamente, a piè pari, al di là del piano astrale; e quando successivamente fanno la conoscenza dello stesso, essi hanno, se il loro sviluppo spirituale è stato perfetto, l'immenso vantaggio di immergervisi dall'alto, con il sostegno di una visione spirituale che non può essere tratta in inganno e una forza spirituale alla quale nulla può resistere. E', comunque, un errore supporre, come alcuni scrittori hanno fatto, che questo è il solo, o addirittura il metodo comunemente adottato dai Maestri della Saggezza con i loro allievi. Quando è possibile questo ci risparmia molti problemi, ma per la maggior parte di noi tali progressi a passi da giganti vengono impediti dai nostri falli e dalle nostre follie del passato: tutto quello che noi possiamo sperare è di conquistare la nostra strada, lentamente, passo dopo passo, e poiché il piano astrale si estende vicino al nostro mondo, fatto di materia più densa, è abitualmente nelle connessioni con esso che possono avere luogo le nostre prime esperienze extracorporee. Questo piano è perciò interessante per quelli come noi che non sono principianti in questi studi, e per i quali una chiara comprensione dei suoi misteri può spesso essere di grande importanza, non solo perché ci mette in grado di capire molti dei fenomeni presenti nelle sedute spiritiche, nelle case stregate, etc, che sarebbero altrimenti inesplicabili, ma anche perché ci mette in grado di proteggere noi stessi e gli altri da possibili pericoli.Il primo contatto con questa straordinaria regione avviene in vari modi. Alcuni, soltanto una volta nella loro vita, sotto l'azione di influssi particolari divengono sufficientemente sensitivi da riconoscere la presenza di uno dei suoi abitanti, e forse, poiché questa esperienza non si ripete, arrivano col tempo a credere che in quell'occasione furono vittime di allucinazioni; altri si trovano sempre più frequentemente a vedere o sentire cose alle quali quelli attorno a loro sono sordi o ciechi; altri ancora - e questa forse è l'esperienza più comune di tutte, incominciano a ricordarsi con sempre maggiore chiarezza quello che hanno visto o sentito sugli altri piani durante il sonno. Tra coloro che studiano questi argomenti, alcuni cercano di sviluppare la visione astrale tramite le sfere di cristallo o altri metodi, mentre quelli che hanno l'inestimabile vantaggio di essere sotto la guida diretta di un maestro qualificato, saranno condotti la prima volta in quel piano sotto la sua speciale protezione, che continuerà fino a che, attraverso l'utilizzo di vari test, egli si sarà accertato che l'allievo è protetto da quei pericoli e da quelle esperienze terrifiche che potrebbe probabilmente incontrarvi. Ma, in qualsiasi modo accada, la prima percezione reale che tutti noi siamo nel mezzo di un grande mondo pieno di vita attiva, della quale la maggior parte di noi ciò non di meno è completamente inconsapevole, non può tuttavia che essere l'inizio di un'epoca memorabile nella vita di un uomo.
Così abbondante e così multiforme è la vita del piano astrale che la prima impressione che se ne ha è assolutamente stupefacente per il neofita; e anche per il più esperto investigatore non è un compito facile tentare di classificarla e catalogarla. Se ad un esploratore di qualche sconosciuta foresta tropicale venisse richiesto non solo di dare un resoconto completo del paese che ha attraversato, con i dettagli accurati delle piante e dei minerali del luogo, ma anche di specificare il genere e le specie di ogni miriade di insetti, uccelli, animali e rettili che egli ha visto, egli potrebbe ben ritrarsi, spaventato dalla grandezza dell'impresa: eppure anche questo non fornisce un adeguato confronto con la difficoltà dell'investigatore psichico, perché nel suo caso la materia è ancora più complicata, prima di tutto per la difficoltà di riportare correttamente i ricordi, da quel piano a questo, di ciò che egli ha visto, in secondo luogo per l'assoluta inadeguatezza del linguaggio comune ad esprimere la gran parte di quello che ha da riferire. Comunque, proprio come un esploratore del piano fisico comincerebbe probabilmente il suo resoconto di un paese attraverso una qualche sorta di descrizione generale del suo scenario e delle sue caratteristiche, così sarà bene iniziare questo inadeguato schizzo del piano astrale cercando di dare qualche idea dello scenario che costituisce lo sfondo di queste attività meravigliose e in continuo cambiamento. Anche qui, al principio, ci confrontiamo con una difficoltà pressoché insuperabile, rappresentata dalla estrema complessità dell'argomento. Tutti coloro che vedono pienamente questo piano concordano che il tentare di fornire, a quelli i cui occhi sono ancora chiusi, una vivida immagine di questo scenario astrale, sia come parlare ad un cieco della meravigliosa varietà di colori di un tramonto – dato che, per quanto dettagliata ed elaborata possa essere la descrizione, non vi è alcuna certezza che il concetto offerto alla mente dell'ascoltatore sia una adeguata rappresentazione della realtà.

SCENARIO

Prima di tutto bisogna sapere che il piano astrale ha sette livelli, ognuno dei quali ha il suo corrispondente piano di materialità e i suoi corrispondenti tipi di materia. Enumerandoli dall'alto verso il basso dal più alto grado di materia al più basso, troviamo che essi ricadono naturalmente in tre classi, i livelli 1,2 e 3 appartengono ad una stessa classe, i 4, 5, e 6 un'altra, mentre il settimo, che è il più basso di tutti, sta da solo.
Le differenze tra la materia di una di queste classi e quella vicina potrebbe essere paragonata alla differenza tra un solido e un liquido, mentre la differenza tra la materia delle suddivisioni di una stessa classe potrebbe piuttosto essere paragonata a quella tra due tipi di solidi, come, ad esempio, l'acciaio e la sabbia. Mettendo da parte, per il momento, il settimo, possiamo dire che i livelli 4,5 e 6 del piano astrale hanno per loro sfondo il mondo fisico dove viviamo ed i suoi, per noi familiari, complementi. La vita sul sesto livello è semplicemente la nostra vita comune su questa terra, eccettuato il corpo fisico ed i suoi complementi; mentre come si sale attraverso il quinto ed il quarto livello essa diventa sempre meno materiale, ed è sempre più lontana dal nostro mondo inferiore e dai suoi interessi.
Lo scenario di questi livelli inferiori, poi, è quello della terra come noi la conosciamo: ma è anche molto più di questo; poiché quando viene guardato da questa differente posizione, con l'aiuto dei sensi astrali, anche gli oggetti puramente fisici presentano un aspetto molto diverso. Come è già stato detto, essi vengono visti da persone i cui occhi sono completamente aperti, e quindi osservati non da un solo punto di vista come di solito, ma da tutti i lati contemporaneamente - un'idea già di per sé sufficientemente sconcertante; e quando poi aggiungiamo a questo che tutti i particolari, all'interno di un corpo solido, sono altrettanto chiaramente e pienamente visibili, come quelli esterni, è comprensibile che in queste condizioni anche l'oggetto più familiare inizialmente possa apparire totalmente irriconoscibile. Anche una rapida valutazione evidenzierà che una tale visione si avvicina molto più alla vera percezione di quanto possa fare la vista fisica. Guardando sul piano astrale, per esempio, i lati di un cubo di vetro apparirebbero tutti uguali, come realmente sono, mentre sul piano fisico noi vediamo il lato più lontano in prospettiva-cosicché, esso appare più piccolo rispetto al lato più vicino, il che è, ovviamente, una mera illusione. E' questa caratteristica della visione astrale che l'ha portata talvolta ad essere definita come la vista della quarta dimensione- una frase molto espressiva e suggestiva. Ma, in aggiunta a queste possibili fonti di errore, le cose sono ulteriormente complicate dal fatto che le forme della materia conosciute nella visione astrale, per quanto puramente fisiche, sono tuttavia invisibili nelle situazioni comuni. Tali, per esempio, sono le particelle che compongono l'atmosfera, tutte le varie emanazioni che vengono sempre esalate da tutto ciò che ha vita, e anche i quattro gradi di un ordine ancora più sottile della materia fisica che, per quanto si vogliano utilizzare nomi più distintivi, deve tutta essere descritta come eterica. Queste ultime costituiscono già di per se stesse un tipo di sistema, interpenetrando liberamente tutta l'altra materia fisica; e l'investigazione delle loro vibrazioni e del modo nel quale le varie forze più elevate le interessano, costituisce di per se stesso un vasto campo di interessanti e approfondite ricerche per alcuni uomini di scienza che possiedono la vista necessaria per studiarla.
Anche quando la nostra immaginazione ha pienamente afferrato tutto quello che è compreso in ciò che è appena stato detto, noi non abbiamo ancora afferrato nemmeno la metà della complessità del problema; per di più dobbiamo ancora occuparci di tutte quelle nuove forme di materia fisica con le loro numerose suddivisioni di materia astrale che ci lasciano perplessi. Dobbiamo per prima cosa renderci conto che ogni oggetto materiale, anche la singola particella, ha la propria controparte astrale; e questa controparte è essa stessa non un corpo semplice, ma una struttura estremamente complessa, essendo composta da vari tipi di materia astrale. Inoltre, ogni creatura vivente è circondata da un'atmosfera sua propria, chiamata aura, e nel caso degli esseri umani quest'aura formagià di per se stessa una branca di studio molto affascinante.
Essa è visibile come una massa ovale luminescente di struttura altamente complessa, e a causa della sua forma è stata talvolta chiamata l'uovo aurico. I lettori di Teosofia udranno con piacere che fin dai primi stadi del suo sviluppo l'allievo comincia ad acquisire questa vista astrale, ed egli è in grado di confermare a se stesso, attraverso l'osservazione diretta, la precisione dell'insegnamento datoci dalla nostra grande fondatrice, Madame Blavatsky, riguardo almeno alcuni dei sette corpi dell'uomo. Per quanto riguarda gli esseri umani suoi simili, egli non vede più solo il loro aspetto esteriore; egli ne distingue il doppio eterico come una estensione esatta del corpo fisico; esso in letteratura Teosofica viene chiamato la Linga Sharira: mentre la Jiva, che è sia assorbita che contenuta nel Prana, sia circolante in forma di luce rosa all'interno del corpo, sia irradiata dalle persone sane nella sua forma trasformata, è anch'essa perfettamente evidente. La più brillante e la più facilmente visibile di tutte, forse, per quanto appartenga completamente ad una differente classe di materia – l'astrale - è l'aura kamica, che manifesta attraverso i suoi vividi lampi di colore in continuo cambiamento le differenti passioni che attraversano la mente dell'uomo momento per momento.
Questo è il vero corpo astrale. Al di là di questo, e composto da una materia di grado più fine – quella dei livelli rupa del Devachanico- si trova il corpo devachanico o aura del Manas inferiore, i colori del quale, cambiando solo molto gradualmente mentre l'uomo vive la sua vita, rispecchiano la disposizione e il carattere della personalità; mentre ancora più elevata e infinitamente più bella, dove si rivela in tutta la sua chiarezza, è la luce vivente del Karana Sharira, l'aura o il veicolo del Manas superiore, che mostra il grado di sviluppo del vero Sé nei suoi passaggi di nascita in nascita. Ma per vedere queste l'allievo deve aver sviluppato qualche cosa di più della semplice visione astrale.
Lo studente si risparmierà molte difficoltà se imparerà da subito a considerare queste aure non come mere emanazioni, ma come la vera manifestazione del Sé nei suoi rispettivi piani – comprendendo che il vero essere umano è l'ovoide aurico, e non il suo corpo fisico, che è solo una sua cristallizzazione in mezzo a questo piano. Considerando che il Sé che sta reincarnandosi rimane sul piano che è la sua vera casa nei livelli arupa del Devachanico, il corpo che egli abita è il Karana Sharira, ma quando egli discende nei livelli rupa egli deve, per poter essere in grado di funzionare, vestire se stesso con la loro materia; e la materia che egli perciò attrae a sé fornisce un corpo devachanico o mentale. Similmente, scendendo nel piano astrale, egli forma il suo corpo astrale o kamico traendolo dalla sua materia, e così via ovviamente ancora costituisce tutti gli altri suoi corpi, nella sua lunga discesa fino a questo piano, che è il più basso di tutti, il corpo fisico è costituito nel centro del ovoide aurico, il quale perciò contiene l'uomo nella sua interezza.
Spiegazioni più dettagliate dei corpi aurici potranno essere trovate in Transaction No. 18 del London Lodge, e in uno dei miei recenti articoli su The Theosophist, ma qui è già stato detto abbastanza per dimostrare che tutti essi occupano lo stesso spazio (che incidentalmente essi condividono con l’aura fisica), il più sottile compenetrando il più grossolano, e questo obbliga il neofita ad attenti studi ed a molta pratica, per arrivare ad essere in grado di distinguerli chiaramente l'uno dall'altro. Tuttavia l'aura umana, o più comunemente una parte sola di essa, rappresenta non di rado uno dei primi oggetti astrali visti dalle persone non addestrate, sebbene in questi casi sia naturale che la sua visione venga verosimilmente fraintesa.
Nonostante l'aura Kamica, a causa della brillantezza dei suoi lampi colorati, possa essere spesso più cospicua, l'etere nervoso e il doppio eterico sono di un tipo di materia molto più densa, parlando strettamente entro i limiti del piano fisico, anche se invisibili alla vista ordinaria. E' stata abitudine nella letteratura Teosofica descrivere il Linga Sharira come la controparte astrale del corpo umano, dato che la parola “astrale” è stata comunemente adoperata per indicare tutto quello che c'è oltre i nostri sensi fisici. Poiché ricerche più approfondite ci consentono di essere più precisi nella nostra terminologia, ci troviamo obbligati ad ammettere che molta di questa materia invisibile è puramente fisica, e quindi a definire il Linga Sharira non più come il doppio astrale, ma come il doppio eterico. Questo sembra un nome appropriato per esso, poiché è costituito da vari tipi di materia che gli scienziati chiamano “etere”, nonostante questo venga provato non essere una sostanza separata, come è stato generalmente supposto, ma uno stato di suddivisione ancora più sottile del gassoso, al quale qualsiasi tipo di materia fisica può essere ridotto, applicando le forze opportune. Il nome “doppio eterico”sarà perciò usato in futuro negli scritti teosofici al posto di “Linga Sharira”: e questo cambiamento non ci darà solo il vantaggio di avere un nome nella nostra lingua, che è chiaramente esplicativo delle caratteristiche del corpo che definisce, ma anche ci libera dai frequenti fraintendimenti che sorgono dal fatto che in tutti i libri Orientali viene dato un significato completamente differente al nome che abbiamo usato finora.
Ciò non deve comunque far supporre che nel realizzare questo cambiamento di nome stiamo proponendo un nuovo significato; stiamo semplicemente correggendo, per amore di una maggiore precisione, l'etichetta precedentemente attaccata a certe realtà naturali. Se noi esaminiamo con le facoltà psichiche il corpo di un bimbo appena nato, lo troveremo permeato non solo dalla materia astrale di ogni grado di densità, ma anche dai diversi gradi di materia eterica; e se ci prendiamo la briga di risalire alle origini di questi corpi segreti, troviamo che è di quest'ultimo alla fine che il doppio eterico, il modello sul quale il corpo fisico è costruito, è formato dagli agenti del Signore del Karma; mentre la materia astrale è aggregata insieme dal Sé discendente – ovviamente non consapevolmente, ma automaticamente- quando egli attraversa il piano astrale. (Manuale No. IV.).
Nella composizione del doppio eterico deve entrare una parte di tutti i gradi differenti di materia eterica; ma le proporzioni possono variare grandemente, e sono determinate da parecchi fattori, come la razza, la sotto-razza, il tipo di uomo, come pure il suo karma individuale. Ricordandoci che queste quattro suddivisioni della materia sono fatte di numerose combinazioni, che a loro volta, formano aggregazioni che entrano nella composizione dell'”atomo” dei cosiddetti “elementi” della chimica, sarà evidente che questo secondo corpo dell'uomo è molto complesso, e che il numero delle sue possibili combinazioni è praticamente infinito, cosicché, per quanto complicato e inusuale il Karma di un uomo possa essere, i LIPIKA sono in grado di dare un modello in conformità del quale può essere formato un corpo esattamente appropriato.
Un altro punto merita di essere menzionato riguardo all'aspetto della materia fisica quando viene vista dal piano astrale, e cioè che la visone astrale possiede il potere di ingrandire a volontà le più minute particelle fisiche fino alla dimensione desiderata, come attraverso un microscopio, anche se il suo potere di ingrandimento è enormemente più grande di quello di qualsiasi microscopio mai fatto o che si possa fare.
L'ipotetica molecola o l'atomo postulati dalla scienza sono quindi realtà visibili allo studente di occultismo, anche se quest'ultimo le riconosce come molto più complesse nella loro natura di quanto l'uomo di scienza abbia ancora scoperto che esse siano. Questo pure è un vasto campo di studio interessantissimo al quale potrebbe essere facilmente dedicato un intero volume; e un ricercatore scientifico che acquisisse perfettamente la vista astrale, non scoprirebbe soltanto che i suoi esperimenti sui fenomeni conosciuti sarebbero da ciò estremamente facilitati, ma vedrebbe anche aprirsi davanti a sé panorami di conoscenza completamente nuovi che richiederebbero più di una vita intera per essere pienamente investigati. Per esempio, una novità curiosa e molto bella portata alla sua attenzione dallo sviluppo di questa visione, sarebbe l'esistenza di altri colori, completamente differenti, oltre i limiti dello spettro comunemente visibile, essendo i raggi infrarossi e ultravioletti, che la scienza ha scoperto con altri mezzi, chiaramente visibili con la vista astrale. Non dobbiamo, tuttavia, permetterci di seguire queste affascinanti deviazioni, ma dobbiamo recuperare il nostro obiettivo di dare una idea generale dell'aspetto del piano astrale.
Sarà a questo punto ovvio che. sebbene, come sopra stabilito, gli oggetti ordinari del mondo fisico formino lo sfondo per la vita di certi livelli del piano astrale, il poter vedere molto di più del loro aspetto reale e delle loro caratteristiche farà si che l'effetto generale differisca profondamente da quello che ci è familiare. Per esempio, prendiamo una pietra come modello della classe più semplice di oggetti. Quando la osserviamo con la vista allenata essa non è più una semplice inerte massa di roccia. Prima di tutto, viene vista l'interezza della materia fisica della pietra invece che solo una piccola parte di essa; secondariamente le vibrazioni delle sue particelle fisiche divengono visibili; in terzo luogo diviene visibile la sua controparte astrale formata da vari tipi di materia astrale, le cui particelle sono in continuo movimento; in quarto luogo, si vede la Jiva o vita universale che circola attraverso essa e si irradia da essa; in quinto luogo, si vedrà un'aura che la circonda, sebbene questa, ovviamente, sia meno estesa e variegata rispetto a quella degli appartenenti ai regni superiori; in sesto luogo, la si vede permeata dalla sua appropriata essenza elementale, sempre attiva e sempre fluttuante. I regni vegetale, animale e umano sono naturalmente più complicati.
Alcuni lettori potrebbero obiettare che le descrizioni fornite dalla maggior parte delle persone psichiche che occasionalmente percepiscono sprazzi del mondo astrale non sono così complesse, e neppure sono riportate in tal modo dalle entità che si manifestano nelle sedute spiritiche; ma questo è prontamente spiegato. Poche persone non preparate a muoversi su quel piano, durante la vita o la morte, vedono le cose come esse sono realmente se non dopo una pratica molto lunga; anche quelle che vedono pienamente sono spesso troppo stupite e confuse per comprendere o ricordare: e anche in quella piccola minoranza di coloro che riescono sia a vedere che a ricordare, vi è difficilmente qualcuno che possa tradurre i ricordi in un linguaggio sul nostro piano inferiore. Molte persone psichiche non allenate non esaminano affatto in modo scientifico le loro visioni: loro semplicemente ottengono una visione che può essere completamente corretta, ma può anche essere per metà falsa, o anche completamente errata.
Quest'ultima ipotesi diventa la più probabile quando prendiamo in considerazione i frequenti scherzi giocati dai gioviali abitanti dell'altro mondo, contro i quali le persone non allenate, abitualmente, sono assolutamente prive di difese.
Deve anche essere ricordato che gli abitanti del piano astrale, siano essi umani o elementali, sono in circostanze ordinarie consapevoli solo degli oggetti di quel piano, essendo la materia fisica completamente invisibile a loro, così come la materia astrale lo è per la maggioranza degli esseri umani incarnati.
Poiché, come prima sottolineato, ogni oggetto fisico ha la sua controparte astrale, che sarebbe visibile a loro, si potrebbe pensare che la distinzione sia insignificante, eppure è una parte essenziale della concezione simmetrica del soggetto. Se, tuttavia, una entità astrale lavora costantemente attraverso un medium, i suoi più fini sensi astrali possono essere gradualmente persi fino a diventare insensibile ai più alti gradi della materia di quel suo stesso piano, ed includere nella sua vista il mondo fisico come invece noi lo vediamo; ma solo il visitatore preparato proveniente da questa vita, che sia pienamente cosciente di entrambi i piani, può contare sulla chiara visone di entrambi simultaneamente. Si capirà, quindi, che la complessità esiste, e che solo quando essa è pienamente percepita e scientificamente chiarita vi è totale sicurezza contro gli inganni e gli errori.
Per la settima o la più bassa suddivisione del piano astrale anche questo nostro mondo fisico potrebbe esserne detto lo sfondo, sebbene ciò che si vede sia solo una visione distorta o parziale dello stesso, poiché tutto quello che è luce, buono e bello sembra invisibile. Esso venne così descritto quattromila anni fa nei papiri egizi dello Scriba Ani: “che tipo di posto è questo dove io sono arrivato? Non vi è acqua, non vi è aria; esso è profondo, insondabile; è nero come la notte più scura, e gli uomini vagano all'interno senza aiuto; in esso un uomo non può vivere nella pace del cuore.” Per le sfortunate entità di quel livello è di fatti vero che “tutta la terra è piena di oscurità e di crudeli dimore,” ma è un'oscurità che irradia da dentro loro stessi e fa sì che la loro esistenza venga trascorsa in una notte perpetua di male e orrore- un inferno molto reale, anche se, come tutti gli altri inferni, interamente creato dall'uomo.
La maggior parte degli studenti trova che l'investigazione di questa sezione sia un compito sgradevole, per la sensazione di densità e di materialità grossolana che la riguarda che è di una sgradevolezza indescrivibile per il libero corpo astrale, determinando su di sé la sensazione di essere spinto attraverso un fluido nero e viscoso, mentre gli abitanti e gli influssi che vi si incontrano sono abitualmente assolutamente indesiderabili.
La prima, la seconda e la terza suddivisione appaiono molto lontane da questo mondo fisico, e corrispondentemente meno materiali. Le entità che abitano questi livelli hanno perso la capacità di vedere la terra e le cose che le appartengono; esse sono abitualmente molto assorte in se stesse, ed in larga misura impegnate a creare la realtà che le circonda, anche se questa non è unicamente soggettiva, come nel piano Devachanico, ma al contrario abbastanza oggettiva da essere percepita da altre entità e anche da persone chiaroveggenti. Questa regione è senza dubbio la “terra promessa” della quale sentiamo molto parlare nelle sedute spiritiche, e le entità che discendono da questi livelli e li descrivono stanno dicendo la verità limitatamente a quanto sanno. Su questi piani si trova quello che gli “spiriti” chiamano ad esistere temporaneamente: le loro case, le scuole e le città, giacché questi oggetti sono spesso transitoriamente abbastanza reali, anche se ad una visione più chiara esse talvolta sono pietosamente diverse da quello che i loro incantati creatori pensano che siano. Ciononostante, molte delle cose immaginarie che qui prendono forma sono realmente, anche se transitoriamente, belle, e un visitatore che non conosca niente di più elevato potrebbe vagare lì con sufficiente soddisfazione tra foreste e montagne, amabili laghi e piacevoli giardini fioriti, o potrebbe anche costruire taluni ambienti per soddisfare le proprie fantasie.
Può essere detto incidentalmente che la comunicazione sul piano astrale è limitata dal sapere delle entità, proprio come qui sulla terra. Una persona in grado di muoversi liberamente su quel piano può comunicare con qualsiasi entità umana più prontamente e più rapidamente che sulla terra, per mezzo della comunicazione mentale, mentre gli abitanti stessi non sembrano abitualmente in grado di esercitare questa capacità, ma appaiono essere condizionati dagli stessi limiti che regnano sulla terra, anche se forse meno rigidi. Il risultato di questo è che essi si trovano associati, come qui, in gruppi riuniti da fattori comuni, quali simpatie, credenze e linguaggio.
Un resoconto dello scenario del piano astrale sarebbe incompleto senza menzionare quelli che sono chiamati i Record della Luce Astrale, la rappresentazione fotografica di tutto quello che è mai accaduto. Questi record sono realmente e permanentemente impressi sopra quel mezzo più elevato chiamato l'Akashico, e vengono riflessi in modo più o meno spasmodico nella luce astrale, cosicché una persona la cui capacità di vedere non salga oltre questo piano, sarà in grado verosimilmente di ottenere solo immagini occasionali e discontinue del passato, invece di una narrazione coerente. Ma, ciò nonostante, immagini di tutti i tipi di eventi del passato vengono costantemente riprodotti sul piano astrale e formano una parte importante delle condizioni ambientali in cui si muove l'investigatore.

GLI ABITANTI

Avendo disegnato sommariamente, sebbene lievemente, lo sfondo del nostro quadro, dobbiamo tentare di riempire le illustrazioni – descrivendo gli abitanti del piano astrale.
L'immensa varietà di queste entità rende eccessivamente complicato ordinarle e catalogarle. Forse il metodo più conveniente è dividerle in tre grandi classi, gli umani, i non umani e gli artificiali.

I. GLI UMANI

Gli abitanti umani del Kamaloka ricadono naturalmente in due gruppi, i vivi e i morti, o per esprimersi in modo più appropriato, quelli che hanno ancora un corpo fisico e quelli che non lo hanno.


1 I VIVENTI

Le entità che si manifestano sul piano astrale durante la vita fisica possono essere suddivise in quattro classi:

1. L'Adepto o Chela nel Mayavirupa. Questo corpo è il veicolo artificiale usato nei quattro livelli più bassi o nelle quattro divisioni rupa del piano devachanico da coloro che sono capaci di muoversi qui durante la vita terrena, e sono formate con la materia del corpo mentale. Gli allievi sono inizialmente incapaci di costruirselo, e devono perciò accontentarsi del loro corpo astrale ordinario formato dalla meno raffinata materia dell'aura kamica: ma ad un certo punto della sua crescita il Maestro stesso forma per lui il suo Mayavirupa per la prima volta, e successivamente lo istruisce e lo assiste fino a che egli non è in grado di farselo da solo facilmente e rapidamente. Quando questa capacità viene raggiunta questo veicolo è abitualmente usato al posto del più grossolano corpo astrale, poiché esso permette il passaggio istantaneo dal piano astrale al devachanico e ritorno senza limitazioni, e permette sempre l'uso dei più alti poteri inerenti il piano in cui ci si muove. Dobbiamo tener presente, comunque, che una persona che sta viaggiando con il Mayavirupa non è percepibile con la semplice visione astrale a meno che ella non scelga di raggruppare attorno a se particelle di materiale astrale, creandosi così un corpo temporaneo adatto a quel piano, però una tale creazione temporanea può solo rassomigliare ad un corpo astrale normale come una materializzazione rassomiglia ad un corpo fisico: in ogni caso essa è una manifestazione di un entità superiore su un piano inferiore con lo scopo di rendersi visibile a coloro i cui sensi non possono trascendere quel piano. Ma che sia nel Mayavirupa o nel corpo astrale, l'allievo introdotto sul piano astrale sotto la guida di un insegnante competente ha sempre la maggiore consapevolezza possibile, ed è infatti se stesso esattamente come i suoi amici lo conoscono sulla terra, senza però i quattro corpi inferiori nel primo caso ed i tre corpi inferiori nel secondo, avendo in più i poteri e le facoltà addizionali della sua condizione più elevata, che lo mettono in grado di portare avanti con maggior facilità e maggior efficienza su quel piano, durante il sonno, il lavoro Teosofico che occupa così tanto i suoi pensieri quando è sveglio. Se poi ricorderà pienamente e accuratamente nel piano fisico quello che egli ha fatto o appreso negli altri piani dipende grandemente, come già detto, da quanto egli è in grado di trasferire da uno stato all'altro la sua coscienza libera da interferenze.

2. Le Persone Psichicamente sviluppate che non sono sotto la guida di un Maestro. La persona può essere o non essere spiritualmente evoluta, poiché i due tipi di crescita non procedono necessariamente insieme, e l'essere nato con poteri psichici è il semplice risultato di sforzi fatti durante una precedente incarnazione, che può essere stata contraddistinta da un carattere nobile e altruista, o al contrario da un carattere ignorante ed egoista o anche assolutamente indegno. Una persona così è perfettamente conscia quando è fuori dal suo corpo, ma per mancanza di un allenamento appropriato è esposto ad essere grandemente ingannato da quello che vede.
Egli spesso sarà capace di spostarsi attraverso le differenti suddivisioni del piano astrale altrettanto pienamente come le persone appartenenti alla classe precedente; ma talvolta è particolarmente attratto da una suddivisione e raramente viaggia al di fuori della sfera d'influenza di questa. I ricordi di quello che ha visto possono variare a seconda del grado di sviluppo da lui raggiunto, attraverso tutti i gradi, dalla perfetta chiarezza, alla completa distorsione, all'oblio totale. Egli appare sempre nel corpo astrale, secondo l'ipotesi che egli non sappia come formare il Mayavirupa.

3. Le Persone Comuni – che sono le persone senza alcuno sviluppo psichico- fluttuano nel loro corpo astrale in una condizione di maggior o minor inconsapevolezza. Nel dormiveglia profondo i corpi superiori nel loro veicolo astrale invariabilmente fuoriescono dal corpo, e si librano nelle sue immediate vicinanze, praticamente addormentate almeno quanto quest'ultimo. In alcuni casi, tuttavia, questo veicolo astrale è meno letargico, e fluttua sognante tra le varie correnti astrali, occasionalmente riconoscendo altre persone nelle stesse condizioni, e imbattendosi in esperienze di ogni sorta, piacevoli e spiacevoli, le memorie delle quali, irrimediabilmente confuse e spesso trasformate in grottesche caricature di quello che è realmente accaduto, faranno sì che la mattina dopo egli pensi a quale notevole sogno abbia fatto. Questi corpi astrali estrusi sono piuttosto informi e molto poco definiti nel profilo in caso di razze o di individui meno evoluti, ma via via che l'uomo si sviluppa nell'intelletto e nella spiritualità il suo fluttuante astrale diviene meglio definito e rassomiglia di più al suo involucro fisico. Poiché le facoltà psichiche dell'umanità sono in via di sviluppo, questa classe svanisce naturalmente con una velocità impercettibile nel gruppo precedente.

4. I maghi Neri e i loro Allievi. Questa classe corrisponde strettamente alla prima, eccettuato il fatto che lo sviluppo è per il male invece che per il bene, e i poteri acquisiti sono usati per puri fini egoistici invece che per il bene dell'umanità. Tra i loro ranghi più bassi troviamo membri della razza nera che praticano gli spaventosi riti delle scuole Obeha o Voodoo, e gli uomini-medicina di molte tribù selvagge. Mentre quelli intellettualmente più elevati e perciò i più riprovevoli, sono i maghi neri tibetani, che sono spesso, anche se in modo errato, chiamati dagli europei Dugpas – un titolo propriamente spettante, come piuttosto correttamente spiegato dal Maggiore Chirurgo Waddell nel suo recente lavoro su Il Buddismo Del Tibet, solo alla sottodivisione Bhotanese della grande setta Kargyu, che è parte di quella che può essere chiamata la scuola semi-riformata del Buddismo Tibetano. I Dugpas senza alcun dubbio trattano di magia tantrica, ma la setta interamente non riformata del berretto rosso è quella dei Nin-ma-pa, anche se ben al di là di loro, ad un livello ancora inferiore, ci sono i Bonpa, i devoti della religione originaria che non hanno mai accettato nessuna forma di buddismo. Questo non deve, comunque, far supporre che tutte le sette tibetane, eccetto la Gelupga, siano necessariamente e interamente malvagie; un punto di vista più veritiero potrebbe essere che, poiché le regole delle altre sette permettono un grande lassismo nella vita e nella pratica, la proporzione di coloro che perseguono fini egoistici sia più alta tra loro che tra i riformisti più stretti. Il ricercatore potrà occasionalmente incontrare sul piano astrale studenti di occultismo da ogni parte del mondo (appartenenti a logge completamente scollegate dai Maestri conosciuti dai Teosofi) che sono a dire il vero in molti casi i più onesti e più altruisti cercatori della verità. E' notevole, comunque, che tutte queste grandi logge sono alla fine informate dell'esistenza della grande Fratellanza Himalayana, e riconoscono che essa accoglie tra i suoi membri gli Adepti più evoluti che si siano conosciuti fino ad oggi sulla terra.

2. I MORTI

In primo luogo, naturalmente questa parola “morti” è un'assurda denominazione inappropriata, poiché la maggioranza delle entità classificate sotto questo titolo sono piene di vita tanto quanto lo siamo noi stessi; il termine deve essere inteso col significato di coloro che per il momento sono staccati da un corpo fisico. Essi possono essere suddivisi in nove classi principali, come qui di seguito esposto:

1. I Nirmanakaya. Questa classe è menzionata con il solo scopo di dare una catalogazione completa, ma è naturalmente molto raro che esseri così elevati manifestino se stessi su di un piano così basso come questo. Quando per qualche ragione connessa con il loro sublime lavoro, trovano desiderabile farlo, essi possono probabilmente creare un corpo astrale temporaneo per lo scopo, proprio come farebbero gli Adepti in Mayavirupa, dal momento che il più raffinato rivestimento sarebbe invisibile alla visione astrale. Ulteriori informazioni circa la condizione ed il lavoro dei Nirmanakaya possono essere trovate in Theosophical Glossary e in The Voice of the Silence di madame Blavatsky.

2. I Chela in attesa di reincarnarsi. E' statofrequentemente dichiarato nella letteratura Teosofica che quando l'allievo raggiunge un certo livello è in grado, con l'assistenza del suo Maestro, di sfuggire all'azione di quella che sarebbe nei casi normali la legge di natura che porta un essere umano dopo la morte nella condizione devachanica, lì a ricevere la dovuta ricompensa nella piena elaborazione di tutte le forze spirituali che le sue più alte aspirazioni hanno messo in movimento mentre era sulla terra. Essendo l'allievo, secondo questa ipotesi, un uomo dalla vita pura e dagli alti pensieri, è probabile che in questo caso queste forze spirituali saranno di una energia enorme, e quindi se egli, per usare l'espressione tecnica, “prendesse il suo Devachanico” è probabile che sarebbe un periodo estremamente lungo; ma se invece di prenderlo egli sceglie il Sentiero della Rinuncia (iniziando in questo modo a seguire, anche al suo basso livello e nella sua umile strada, i passi del Grande Maestro della Rinuncia, GAUTAMA IL BUDDHA), egli è in grado di spendere quella riserva di forze in tutta un'altra direzione - usandola per il bene del genere umano, e così, per quanto infinitesimale la sua offerta possa essere, prendere parte nel suo piccolo al grande lavoro dei Nirmanakayas. Per intraprendere questa via egli non esita a sacrificare secoli di intensa beatitudine, guadagnando d'altro canto l'enorme vantaggio di poter continuare la sua vita di lavoro e di progresso senza interruzione. Quando un allievo ,che ha deciso di fare questo, muore, esce semplicemente dal suo corpo, come ha spesso fatto prima, e aspetta sul piano astrale fino a che una incarnazione adatta può essere predisposta per lui dal suo Maestro. Essendo questa una partenza notevolmente differente rispetto alle normali procedure, bisogna ottenere il permesso di una autorità molto elevata prima che il tentativo possa essere fatto; però, anche quando questo viene accordato, è così forte la legge naturale, che si dice che l'allievo deve stare attento a relegarsi all'interno del Kamaloka mentre la materia viene preparata, per timore che se egli una volta, anche solo per un momento, tocca il piano devachanico, possa essere spazzato via da una corrente inarrestabile dentro le linee dell'evoluzione comune. In alcuni casi, anche se raramente, gli è consentito di evitare le fatiche di una nuova nascita, venendo collocato direttamente nel corpo di un adulto il cui precedente proprietario non ne ha più bisogno, ma naturalmente non capita così spesso che sia disponibile un corpo adatto. Più frequentemente, egli deve attendere sul piano astrale, come detto prima, fino a che non si presenta l'opportunità di una nascita idonea. Nel frattempo, comunque, egli non perde tempo, perché egli è pienamente se stesso come è sempre stato, ed è in grado di andare avanti con il lavoro assegnatoli dal suo Maestro in modo anche più rapido ed efficiente di quando è in un corpo fisico, perché non è più ostacolato dalla possibilità di stancarsi. La sua consapevolezza è naturalmente completamente conservata ed egli si aggira liberamente attraverso tutte le divisioni del Kamaloka con eguale destrezza. I chela in attesa di reincarnazione sono ben lungi dall'essere presenze comuni del piano astrale, ma tuttavia possono essere incontrati occasionalmente, e pertanto formano una delle nostre classi. Non c'è nessun dubbio circa il fatto che via via che l'evoluzione del genere umano procede, e che una proporzione sempre maggiore entra nel Sentiero della Santità, questa classe diventerà sempre più numerosa.

3. Le Persone Comuni dopo la morte. Non c'è bisogno di dire che questa classe è milioni di volte più grande di quelle di cui abbiamo appena parlato, e che le caratteristiche e le condizioni dei suoi membri variano entro limiti estremamente ampi. Entro limiti altrettanto ampi può variare anche la lunghezza della loro permanenza sul piano astrale, perché mentre ci sono quelli che trascorrono lì solo pochi giorni o poche ore, ce ne sono altri che rimangono su questo piano per molti anni o addirittura per secoli. Un uomo che abbia condotto una vita pura e buona, le cui più forti aspirazioni sono state altruistiche e spirituali, non avrà attrazione per questo piano. E, se lasciato completamente solo, troverà poco che lo trattenga lì, o che lo coinvolga in attività anche durante il periodo relativamente breve della sua permanenza qui. Per ciò bisogna sapere che dopo la morte l'uomo reale si ritira dentro sé stesso, e come primo passo del processo si spoglia del corpo fisico, successivamente del doppio eterico e del Prana, ed è poi previsto che si spogli il più presto possibile anche del corpo astrale o kamico, per passare nella condizione devachanica, dove solo le sue aspirazioni spirituali possono trovare la loro piena realizzazione. L'uomo nobile dalla mente pura è in grado di fare questo, perché egli ha sottomesso tutte le passioni terrene durante la sua vita; la forza della sua volontà sarà stata diretta verso canali più elevati, e ci sarà perciò solo un poco di energia dei desideri più bassi che deve essere elaborata nel Kamaloka. La sua permanenza lì sarà di conseguenza molto breve, e molto probabilmente egli avrà poco più una sognante mezza consapevolezza dell'esistenza fino a sprofondare nel sonno durante il quale i suoi più alti principi libereranno se stessi dall'involucro kamico ed entreranno nel beato riposo del Devachanico.
Per la persona che non è ancora entrata nel percorso della crescita occulta, quello che è stato descritto è lo stato ideale delle cose, ma esso naturalmente non è raggiunto da tutti, e nemmeno dalla maggioranza. L'uomo medio è ben lungi dal liberare se stesso dai bassi desideri prima della morte, e necessita di un lungo periodo di vita più o meno pienamente consapevole sul piano astrale prima di permettere alle forze che ha generato di esaurirsi, liberando così l'Ego superiore. Il corpo che occupa durante questo periodo è il Kamarupa, che può essere definito come un riordinamento della materia del suo corpo astrale; ma è molto meglio definito nei contorni e c'è anche questa importante differenza tra i due – che mentre il corpo astrale se sufficientemente risvegliato durante la vita per funzionare del tutto liberamente, potrà essere in grado di visitare tutti, o almeno la maggioranza, delle suddivisioni del suo piano, il Kamarupa non ha questa libertà, ma è strettamente confinato a quel livello cui le sue affinità lo hanno condotto.
C'è, comunque, un certo grado di progresso connesso con esso, perché accade generalmente che per esaurire appropriatamente le forze che un uomo ha messo in movimento durante la vita terrena egli ha bisogno di soggiornare su più divisioni e non unicamente su quella del Kamaloka, e quando questo è necessario si segue un percorso regolare, cominciando dal livello più basso; cosicché quando il Kamarupa ha esaurito la sua attrazione per quel livello, la maggior parte delle sue particelle grossolane si staccano, ed egli sente se stesso affine a qualche altro stato di esistenza più elevato. Il suo peso specifico, è come se fosse, in costante decremento e perciò risale costantemente dagli strati più densi a quelli più leggeri, fermandosi solo quando è esattamente bilanciato per un po'.
Questa è evidentemente la spiegazione di una osservazione frequentemente fatta delle entità che appaiono durante le sedute spiritiche riguardo al fatto che stanno sollevandosi a una sfera più alta, dalla quale sarà impossibile, o non così facile, “comunicare” attraverso un medium; e di fatto è vero che per una persona che si trova sulle più alte suddivisioni di questo piano è quasi impossibile relazionarsi con un medium ordinario.
Forse deve essere qui spiegato che la definizione del contorno che distingue il Kamarupa dal corpo astrale è di natura completamente diversa dalla definizione che è stata descritta come un segno di progresso nel piano astrale dell'uomo prima della morte. Non può esserci alcuna possibilità di confusione tra le due entità, perché mentre nel caso dell'uomo collegato ad un corpo fisico i differenti livelli delle particelle astrali sono tutte mescolate in modo indivisibile e cambiano di continuo la loro posizione, dopo la morte la loro attività è molto più circoscritta, dal momento che infatti si raggruppano in base al loro grado di materialità, e diventano come una serie di guaine o gusci che lo circondano, trovandosi le più grossolane sempre all'esterno e dissolvendosi così prima delle altre. Questo dissolvimento non è necessariamente completo, essendo l'estensione al quale esso è portato governato dal potere del Manas per liberare se stesso dalle sue connessioni con qualsiasi dato livello; e da questo dipende anche, come si vedrà dopo, la natura delle “ombre”.
L'idea poetica della morte come una livellatrice universale è una semplice assurdità generata dall'ignoranza, perché, nella grande maggioranza dei casi, la perdita del corpo fisico non fa alcuna differenza nel carattere e nell'intelletto della persona, e ci sono tuttavia così tanti differenti tipi di intelligenza tra coloro che chiamiamo morti come ce ne sono tra quelli che chiamiamo vivi. Il comune insegnamento della religione nell'occidente riguardo gli accadimenti del post mortem nell'uomo è stato per tanto tempo cosi ampiamente inaccurato che anche le persone intelligenti sono spesso terribilmente confuse quando, dopo essere morte, recuperano la coscienza nel kamaloka. La condizione nella quale i nuovi arrivati trovano se stessi differisce così radicalmente da quella che sono stati portati ad attendersi, che non è raro che inizialmente essi si rifiutino completamente di credere che hanno attraversato il portale della morte; in verità, di così piccolo valore pratico è la nostra presunta fede nella immortalità dell'anima che la maggior parte della gente ritiene il fatto che essi siano ancora coscienti una prova assoluta che non sono morti. Anche l'orribile dottrina della punizione eterna è grandemente responsabile della maggior parte del deplorevole e totalmente infondato terrore tra coloro che sono appena arrivati nel Kamaloka, i quali, in molti casi, trascorrono lunghi periodi di acute sofferenze mentali prima di potersi liberare dalla fatale influenza di quell'odiosa bestemmia, e comprendere che il mondo non è governato secondo il capriccio di qualche demone che gode degli umani tormenti, bensì secondo la benevolente e prodigiosamente paziente legge dell'evoluzione.
Molti membri della classe che stiamo prendendo in considerazione realmente non hanno un apprezzamento intelligente di questo fatto, ma si lasciano trasportare attraverso il loro interludio astrale senza alcuno scopo, nello stesso modo nel quale hanno trascorso la porzione fisica della loro vita. Così nel Kamaloka, esattamente come sulla terra, ci sono pochi che capiscono qualcosa della loro condizione e che sanno come trarne il meglio, e molti che non hanno ancora acquisito questa consapevolezza; e là, proprio come qua, gli ignoranti sono raramente pronti a far tesoro degli avvertimenti e degli esempi dei saggi.
Ma di qualsiasi grado possa essere l'intelligenza dell'entità, essa è sempre una quantità fluttuante e nel complesso in graduale diminuzione, perché il Manas inferiore viene attratto in direzioni opposte dalla Triade superiore che agisce sopra il suo livello e dal Kama che opera dal basso; e perciò essa oscilla tra due poli d'attrazione, con una sempre maggiore tendenza verso la prima giacché le forze kamiche si esauriscono. E qui arriva nell'inferno di quello che è chiamato nelle sedute spiritiche lo “sviluppo” di uno spirito attraverso un medium – un processo il cui obiettivo è di intensificare la trazione verso il basso esercitata dal Kama, per risvegliare la parte inferiore dell'entità (essendo ciò tutto quello che può essere raggiunto) dalla naturale e desiderabile inconsapevolezza che sta attraversando, e prolungare così in modo innaturale la sua permanenza nel Kamaloka. Il particolare pericolo di questo è evidente se pensiamo che l'uomo reale sta tutto il tempo ritirandosi fortemente dentro se stesso ed è perciò col passare del tempo sempre meno capace di influenzare o guidare questa porzione più bassa, che ciò nonostante, finché la separazione non è completa, ha il potere di generare karma, e in queste circostanze è altamente più probabile che aggiunga del male piuttosto che del bene ai suoi record. Cosicché il danno fatto è triplice: il primo è il ritardo nella separazione tra Manas e Kama, ed il conseguente spreco di tempo e il prolungamento dell'intervallo tra due incarnazioni; il secondo è l'estrema probabilità (per non dire la certezza) di aver determinato un grosso aumento del karma negativo dell'individuo, che dovrà essere espiato nelle nascite future; il terzo è il terribile pericolo che questa anormale intensificazione delle forze del Kama possa alla fine mettere in grado queste ultime di ingarbugliare in modo inestricabile l'intero Manas inferiore, causando così la perdita completa di un'incarnazione. Tuttavia un risultato come quest'ultimo menzionato è fortunatamente eccezionale; certo, è una cosa che è accaduta più di una volta, ma anche se in moltissimi casi il male non è stato in grado di determinare questa ultima possibilità, ciò nonostante l'individuo ha perso molto più del suo Manas inferiore per questo addizionale ingarbugliamento con il Kama di quanto ne avrebbe perso se fosse stato lasciato libero di ritirarsi dentro se stesso secondo il percorso naturale.
Non si può negare che una certa quantità di bene può essere occasionalmente fatta da entità molto degradate, a circoli spiritualistici; ma l'intenzione della natura ovviamente è che tale assistenza dovrebbe essere data, come frequentemente lo è, da studenti di occultismo che sono in grado di visitare il piano astrale durante la loro vita terrena, e che sono stati addestrati da insegnanti competenti a trattare con qualunque metodo possa essere il più utile a seconda dei vari casi che incontrano. Si vedrà prontamente che un tale schema di aiuto, portando con sé, come di fatto fa, la possibilità di far immediato riferimento alle più alte autorità in caso di situazioni dubbie, è infinitamente più sicuro di qualsiasi assistenza casuale ottenuta attraverso un medium che può essere (e in genere lo è) totalmente ignorante delle leggi che governano l'evoluzione spirituale, e che è soggetto tanto al dominio del male o di influenze moleste quanto di quelle buone.
Completamente a parte da qualsiasi questione di sviluppo attraverso un medium, c'è un'altra influenza, molto più frequentemente esercitata che può seriamente ritardare una entità disincarnata durante il suo cammino verso il Devachanico, ed è l'intenso e incontrollato lutto dei suoi amici o parenti viventi. E' uno tra i molti tristi risultati della terribilmente inaccurata e perfino irreligiosa visione della morte che abbiamo avuto per secoli in occidente, che non solo causa a noi stessi una immensa quantità di dolore completamente inutile circa questa temporanea separazione dai nostri cari, ma spesso causa anche seri danni a coloro verso i quali portiamo un affezione così profonda, per mezzo di questo grande rimpianto che sentiamo così acutamente. Come ci ha recentemente detto uno dei nostri più abili scrittori, quando il nostro fratello trapassato sta immergendosi serenamente e naturalmente nello stato di incoscienza pre-devachanica “un risveglio può essere causato dal dolore appassionato e dai desideri degli amici lasciati sulla terra, e questi, facendo vibrare violentemente gli elementi kamici nella persona disincarnata, possono causare vibrazioni nel Kamarupa del disincarnato, giungendo così e risvegliare il Manas inferiore che non si è ancora allontanato e riunito con la sua fonte, l'intelligenza spirituale. Così egli può essere risvegliato dal suo stato sognante e ricondotto al vivido ricordo della sua vita terrena appena lasciata. Questo risveglio è spesso accompagnato da una acuta sofferenza, e anche se questa viene evitata, il naturale processo di autoliberazione della Triade è brutalmente disturbato, e il completamento della sua liberazione è ritardato”. (Death and After) Sarebbe bene che coloro che amano qualcuno che è trapassato prima di loro imparino da questi fatti incontestabili, il dovere di astenersi, per la salvezza dei loro cari, dal dolore che, per quanto naturale possa essere, è tuttavia, nella sua essenza, egoistico. Non che l'insegnamento dell'occultismo consigli l'oblio della morte - lontani da questo; ma suggerisce che l'affezionato ricordo, da parte di un uomo, del suo amico trapassato è una forza che, se diretta in modo appropriato nel canale del fervido desiderio del suo progresso verso il Devachanico e il suo tranquillo passaggio attraverso il Kamaloca, potrebbe essere di concreto valore per lui, mentre quando sprecato nel cordoglio per lui e nel desiderio di riaverlo indietro, non è solo inutile, ma addirittura dannoso. E' seguendo un istinto conforme alla verità che la religione Hindu prescrive le sue cerimonie Shraddha e la Chiesa Cattolica le sue preghiere per i morti.
A volte capita, comunque, che il desiderio di comunicare provenga dall'altro lato, e che una entità della classe che stiamo prendendo in esame abbia il particolare desiderio di parlare con qualcuno di coloro che si è lasciata dietro. Occasionalmente questi messaggi sono importanti, come, per esempio, l'indicazione del luogo dove è nascosto un testamento scomparso; ma più spesso essi ci appaiono piuttosto banali. Tuttavia, di qualunque tipo possa essere, se questo è fermamente impresso nella mente della persona morta, è senza dubbio desiderabile che egli sia messo in condizioni di recapitarlo, altrimenti l'ansia di farlo potrebbe perpetuamente attirare la sua coscienza indietro verso la vita terrena, e impedirgli il passaggio alle sfere più alte. In taluni casi una persona psichica che possa capirlo, o un medium per mezzo del quale egli possa scrivere o parlare, gli è di aiuto concreto. Si può osservare che la ragione per la quale egli non può abitualmente scrivere o parlare senza un medium è che un certo livello di materia può ordinariamente agire solo sul livello inferiore più vicino, e, siccome egli ora non ha materia più densa nel suo organismo, di quella con cui è composto il Kamarupa, egli trova impossibile determinare vibrazioni nella sostanza fisica dell'aria o di muovere una matita fisica senza farsi prestare la materia vivente del livello intermedio contenuta nel doppio eterico, per mezzo del quale un impulso può essere prontamente trasferito da un piano all'altro. Ora egli potrebbe essere incapace di prendere in prestito questa materia da una persona ordinaria, perché tali corpi di un uomo sono uniti insieme troppo strettamente per essere separati dai mezzi a sua disposizione, ma la vera essenza di un medium è la pronta separabilità dei suoi corpi, cosicché egli può attirare da un medium, senza difficoltà, la materia che egli necessita per la sua manifestazione, qualunque essa sia. Quando egli non può reperire un medium o non sa come usarne uno, talvolta fa goffi e grossolani tentativi per comunicare per suo proprio conto, e con il forzare la sua volontà pone al lavoro in modo cieco le forze elementali, producendo forse alcune manifestazioni senza scopo come il rotolamento di pietre, il suono di campane, etc.
Di conseguenza accade frequentemente che una persona psichica o un medium, andando in una casa dove avvengono tali manifestazioni, possa scoprire quello che l'entità che le produce sta tentando di dire o fare, ponendo così fine ai disturbi. Questo non è, comunque, invariabilmente la ragione di questi fenomeni, perché queste forze elementali possono essere messe in moto anche da cause completamente differenti.
Ma per un'entità che è legata alla terra dal suo desiderio di comunicare con i suoi amici viventi, ce ne sono migliaia che, se lasciati soli, non penserebbero mai di comportarsi in questo modo, benché, quando l'idea sia suggerita loro attraverso un medium, essi possano rispondere abbastanza rapidamente, dal momento che durante la loro vita terrena i loro interessi sono stati probabilmente centrati meno sulle cose spirituali che su quelle materiali, e non è difficile risvegliare in loro vibrazioni assonanti agli argomenti connessi con l'esistenza che essi hanno appena lasciato; questa indesiderabile intensificazione dei pensieri terreni è frequentemente determinata dalle interferenze di amici ben intenzionati, ma ignoranti, che tentano di entrare in comunicazione con il trapassato attraverso un medium, con il risultato che proprio in proporzione del loro successo, egli è soggetto ai vari pericoli sopra menzionati. Si dovrebbe anche ricordare che il possibile danno fatto all'entità stessa non è da intendere come tutto il danno che può derivare da questo tipo di pratiche, perché quelli che abitualmente presenziano alle sedute spiritiche durante la loro vita sono quasi certi che svilupperanno una tendenza a ricercare le stesse sedute dopo la morte, e così a loro volta correranno i rischi nei quali hanno così spesso posto i loro predecessori. Inoltre, è ben noto che l'energia vitale necessaria a produrre manifestazioni fisiche è frequentemente presa tanto dai partecipanti quanto dal medium, e l'eventuale effetto alla fine è invariabilmente cattivo, come si evince dal grande numero di tali sensitivi che sono andati in rovina sia moralmente che fisicamente – alcuni diventando epilettici, alcuni iniziando a bere, altri cadendo sotto influssi che li inducono a piegarsi a frodi e inganni di ogni tipo.

4. Le Ombre. Quando la separazione dei principi è completa, la vita del Kamaloka della persona è finita, e, come sopra detto, ella passa nello stato devachanico. Ma proprio come quando ella muore su questo piano lascia il suo corpo fisico dietro di sé, così quando muore sul piano astrale lascia il suo Kamarupa dietro di sé. Se durante la vita ha purificato se stessa da tutti i desideri terreni, e diretto tutte le sue energie nei canali della aspirazione spirituale non egoistica, il suo Sé superiore sarà in grado di richiamare dentro se stesso l'intero Manas inferiore che aveva estroflesso nell'incarnazione; in questo caso il Kamarupa lasciato indietro nel piano astrale sarà una semplice salma, come il dissolto corpo fisico, ed esso così non entrerà in questa classe ma nella prossima. Anche nel caso di uomo con una vita in qualche modo meno perfetta può essere conseguito lo stesso risultato se è permesso alle forze dei desideri inferiori di esaurirsi indisturbate nel Kamaloka, ma la maggioranza dell'umanità fa degli sforzi così insignificanti e superficiali mentre è sulla terra per sbarazzarsi dei meno elevati impulsi della sua natura, condannando conseguentemente se stessa non solo ad un grandemente prolungato soggiorno sul piano astrale, ma anche a ciò che non può essere descritto in altro modo che come la perdita di una porzione del Manas inferiore. Questo è, senza dubbio, un metodo molto materiale di spiegare il grande mistero del riflettersi del Manas superiore in quello inferiore, ma poiché solo coloro che hanno superato i portali dell'iniziazione possono pienamente comprendere questo, dobbiamo accontentarci della approssimazione più vicina all'esattezza che sia possibile per noi; e, di fatto, una idea abbastanza accurata di quello che realmente avviene sarà ottenuta adottando l'ipotesi che il principio manasico mandi giù una porzione di se stesso nel mondo inferiore della vita fisica ad ogni incarnazione, e si aspetti di essere in grado di ritirarlo nuovamente alla fine della vita, arricchito da tutte le varie esperienze. L'uomo comune, comunque, usualmente consente a se stesso di essere così pietosamente schiavizzato da ogni tipo di infimo desiderio che una certa porzione del Manas inferiore diventa intrecciato molto strettamente con il Kama, e quando ha luogo la separazione, essendo terminata la sua vita nel Kamaloka, il principio manasico deve essere lacerato, restando la porzione degradata all'interno del Kamarupa.
Questo Kamarupa quindi è costituito dalle particelle della materia astrale delle quali il Manas inferiore non è stato in grado di liberarsi, e che quindi lo trattengono prigioniero; perché quando il Manas passa nel Devachanico questi frammenti attaccati aderiscono ad una porzione di esso come se fossero degli scarti. La porzione di materia di ogni livello presente nel Kamarupa dipenderà perciò dall'estensione di quel Manas che è stato inestricabilmente intrecciato con le passioni più basse. Sarà ovvio che poiché il Manas nel passare da un livello all'altro non è in grado di liberarsi completamente dalla materia di ognuno di essi, il Kamarupa mostrerà la presenza di ogni tipo più grossolano che è riuscito a mantenere la sua connessione con esso.
Così viene a crearsi la classe di entità che è stato chiamato “ L'Ombra” - un entità, è stato osservato, che non è in nessun senso l'individuo reale (perché egli è passato nel Devachanico) ma tuttavia, non solo genera le sue sembianze personali, ma possiede la sua memoria e tutte le sue piccole idiosincrasie, e può, perciò, senza difficoltà impersonarlo, come in realtà fa davvero nelle sedute spiritiche. Esso non è, ovviamente, consapevole di alcun atto di impersonificazione, perché per quanto il suo intelletto funzioni esso deve necessariamente immaginare se stesso come se fosse l'individuo, ma chiunque può immaginare l'orrore e il disgusto degli amici del trapassato, se essi potessero solo realizzare che sono stati imbrogliati accettando come il loro amato un fagotto di tutte le sue peggiori qualità privo di anima. La durata della sua vita varia in relazione con la quantità di Manas inferiore che lo muove, ma poiché questo è nel processo di dissolversi, il suo intelletto diminuisce costantemente, anche se può possedere una grande quantità di una certa specie di astuzia animale; e perfino verso la fine della sua carriera è ancora in grado di comunicare prendendo in prestito temporaneamente l'intelligenza dal medium.
A causa della sua propria natura, l’ombra è eccessivamente esposta ad essere condizionata da ogni di influsso malefico, ed essendosi separata dal suo Sé superiore, non ha nulla nella sua costituzione capace di rispondere a quelli benefici. Essa perciò si presta facilmente a vari scopi di alcuni dei più infimi tipi di maghi neri. Tanta parte della materia di natura manasica come essa possiede gradualmente si disintegra e ritorna al suo proprio piano, ma a nessuna mente individuale, e così l'ombra sfuma, attraverso gradazioni quasi impercettibili, in un membro della nostra prossima classe.

5. I Gusci. Il Guscio è assolutamente la semplice salma astrale in corso di disintegrazione, essendo stata abbandonata da ogni particella del Manas inferiore. Esso è completamente privo di qualsiasi tipo di consapevolezza o intelligenza, ed è trasportato passivamente in giro lungo le correnti astrali proprio come una nuvola può essere spazzata in qualsiasi direzione da una brezza passeggera; ma ancora esso può essere galvanizzato per pochi momenti in una orrenda parodia della vita se accade che arrivi a portata dell'aura di un medium. In certe situazioni esso può ancora prendere apparentemente le esatte sembianze della personalità trapassata, e può anche riprodurre fino ad un certo punto le sue espressioni familiari o la calligrafia, ma esso agisce così per l'azione automatica delle cellule delle quali è composto, che tendono sotto stimolazione a ripetere i tipi di azioni alle quali sono maggiormente abituate, e qualsiasi quantità di intelligenza possa trovarsi dietro tali manifestazioni, essa non ha assolutamente alcuna connessione con l'entità originale, ma è prestata dal medium o dalle sue “guide” per l'occasione. E', tuttavia, più di frequente vitalizzato temporaneamente in tutt'altro modo, il quale verrà descritto nel prossimo capitolo. Esso possiede anche la qualità di essere ancora ciecamente sensibile ad alcune vibrazioni- usualmente di basso livello- come furono frequentemente emesse durante l'ultima fase di esistenza come ombra, e conseguentemente le persone nelle quali passioni o desideri malvagi sono predominanti sarà molto probabile che trovino questi intensificati, quando presenziano a sedute spiritiche, come se fossero riverberati su di loro attraverso i gusci inconsapevoli.
C'è ancora un altro tipo di corpi che è necessario menzionare in questo capitolo, tuttavia essi appartengono alla fase più immediata della storia post-mortem dell'uomo. E' stato affermato che dopo la morte del corpo fisico il Kamarupa è formato relativamente in fretta, e il doppio eterico viene respinto, essendo questo ultimo corpo destinato ad una lenta disintegrazione, esattamente come il guscio kamarupico al più avanzato stadio del procedimento. Questo guscio eterico, comunque, non si incontra in giro senza scopo, come lo è il tipo che abbiamo appena finito di descrivere, al contrario, esso rimane entro poche metri dal corpo fisico in putrefazione, ed è facilmente visibile a qualcuno che sia anche un poco sensitivo, ed è responsabile di molte delle storie dei fantasmi dei cimiteri che comunemente girano. Una persona psichicamente sviluppata attraversando uno dei nostri grandi cimiteri vedrà centinaia di queste vaghe forme bianco-bluastre, che si librano sopra le tombe, dove sono deposte le vestigia fisiche che hanno recentemente lasciato; e poiché essi sono, come la loro controparte più bassa, in vari stadi di disintegrazione, la loro visone non è assolutamente piacevole.
Anche questo, come l'altro tipo di guscio, è completamente privo di consapevolezza ed intelligenza; e anche se può, in particolari circostanze, essere galvanizzato in una forma veramente orribile di vita temporanea, questo è possibile solo per mezzo di alcuni dei più disgustosi riti di una delle peggiori forme di magia nera, di cui meno si dice, meglio è. Si vedrà così che negli stadi successivi del suo progredire dalla dalla vita terrena al Devachanico l'uomo si spoglia e abbandona alla lenta disintegrazione non meno di tre corpi – il corpo fisico, il doppio eterico e il Kamarupa- tutti questi vengono gradualmente dissolti nei loro elementi costituenti e nuovamente utilizzati sui loro rispettivi piani dalla meravigliosa chimica della natura.

6. I Gusci Vitalizzati. Queste entità non possono, strettamente parlando, essere classificati nel capitolo “umani”, poiché è solo il loro involucro esterno, il guscio passivo, privo di sensibilità, quello che fu una volta appannaggio dell'umanità; la vita, il desiderio, la volontà e l'intelligenza che questi può possedere sono quelle dell'elementale artificiale che lo anima, e che, per quanto purtroppo in verità sia una creazione del pensiero malvagio dell'uomo, non è esso stesso umano. Sarà perciò forse meglio trattarlo più pienamente nella sua classe appropriata, tra le entità artificiali, dal momento che la sua natura e la genesi saranno più facilmente comprensibili nel momento in cui si tratterà quel soggetto. Ci basti dire che essi sono sempre esseri malvagi- veri demoni tentatori, la cui maligna influenza è limitata solo dall'estensione del loro potere.
Come le ombre, sono frequentemente usate per secondare gli orribili scopi delle forme di magia del Voodoo e dell'Obeha.
Alcuni autori hanno parlato di essi sotto il nome di “elementali”, ma siccome questo titolo è stato usato in una occasione o un'altra per quasi tutti i tipi di entità post-mortem, è divenuto così vago e privo di significato che è forse meglio evitarlo.

7. I Suicidi, o le Vittime di Morte Improvvisa. Si può facilmente capire che un uomo che viene strappato dalla vita fisica precipitosamente mentre è nel pieno della salute e della forza, a causa di un incidente o per suicidio, si trova sul piano astrale in condizioni considerevolmente differenti da quelle che circondano uno che muoia o per vecchiaia o per malattia.
Nell'ultimo caso la presa dei desideri terreni sull'entità è più o meno indebolita, e probabilmente le particelle molto più grosse sono già state eliminate, cosicché il Kamarupa formerà più verosimilmente se stesso nella quinta o sesta suddivisione del Kamaloka, o forse anche più alto; i corpi sono stati gradualmente preparati alla separazione, e lo shock non è perciò così grande. Nel caso della morte accidentale o per suicidio nessuno di tali preparativi ha avuto luogo, e l'allontanamento dei corpi dal loro rivestimento fisico è stato giustamente paragonato all'estrazione del nocciolo da un frutto acerbo; moltissima materia astrale del tipo più grossolano si stringe attorno alla personalità, che è conseguentemente tenuta nella settima o più bassa sottodivisione del Kamaloka. Questa è già stata descritta come un posto per nulla piacevole, anche se non è certo lo stesso per tutti quelli che sono costretti ad abitarlo per un certo tempo. Le vittime di morte improvvisa la cui vita terrena è stata pura e nobile non hanno affinità per questo piano, e il tempo del loro soggiorno qui viene trascorso, citando un antico scritto su questo soggetto, o “nella felice ignoranza e nel totale oblio, oppure in uno stato di totale dormiveglia, un sonno pieno di sogni rosa”. Ma d'altra parte, se la loro vita terrena è stata bassa e brutale, egoistica e sensuale, essi , come i suicidi, saranno pienamente consapevoli in questa indesiderabile regione; e sono esposti a svilupparsi in terribili entità maligne. Ardendo di ogni tipo di orribile appetito che non possono più soddisfare direttamente ora che sono senza un corpo fisico, soddisfano le loro disgustose passioni attraverso un medium o qualche persona sensitiva che possono ossessionare; e traggono una diabolica delizia nell'usare tutte le arti dell'illusione che il piano astrale mette in loro potere, allo scopo di condurre altri negli stessi eccessi che si sono mostrati così fatali per loro stessi. Citando ancora dallo stesso scritto: - “Questi sono i Pisachas, gli incubi o i succuba degli scrittori medioevali- demoni dell'avidità e dell'ingordigia, della lussuria e dell'avarizia, dell'inganno, della malvagità e della crudeltà estrema, che incitano le loro vittime a compiere orribili crimini, e che gozzovigliano mentre gli stessi vengono commessi”. Da questa classe e dall'ultima vengono tratti i tentatori – i diavoli della letteratura ecclesiastica; ma il loro potere fallisce completamente davanti alla purezza di mente e di intenzioni; essi non possono fare nulla ad un uomo a meno che questi non abbia prima animato in se stesso i vizi nei quali essi cercano di attirarlo.
Chi ha una vista psichica attivata vedrà spesso una moltitudine di queste sfortunate creature aggirarsi attorno ai negozi di macelleria, i bar, e altri luoghi ancor più disdicevoli. - dovunque si possano trovare i grossolani influssi che li deliziano, e dove possano incontrare uomini e donne ancora in carne ed ossa che hanno i loro stessi orientamenti. Per un'entità di questo tipo incontrare un medium con il quale egli sia in affinità è davvero una grande disgrazia; non solo questo lo mette in grado di prolungare enormemente la sua terribile vita nel Kamaloka, ma esso rinnova per forse un periodo indefinito il suo potere di generare Karma cattivo, e così preparare per se stesso una incarnazione futura del tipo più degradato, correndo inoltre il rischio di perdere una grossa parte o anche tutto l'intero Manas inferiore. In questi livelli più bassi del piano astrale egli deve infine permanere per tutto il tempo che sarebbe durata la sua vita terrena se non fosse stata troncata prematuramente; e se egli è abbastanza fortunato da non incontrare un sensitivo attraverso il quale le sue passioni possano essere appagate in via vicariale, i desideri non soddisfatti si dissolveranno gradualmente, e la sofferenza patita durante questo processo, servirà probabilmente da espiazione del cattivo karma della vita passata.
La posizione del suicida è inoltre complicata dal fatto che il suo atto sconsiderato ha enormemente diminuito il potere del suo Sé superiore nel richiamare la sua porzione inferiore dentro di sé, e si è perciò esposto a grandi e molteplici pericoli addizionali: ma deve essere ricordato che la colpa del suicidio differisce considerevolmente a seconda delle sue circostanze, dall'atto moralmente irreprensibile di Seneca o di Socrate attraverso tutti i gradi giù fino al nefando crimine del disgraziato che si toglie la vita allo scopo di sfuggire alla confusione nella quale la sua scelleratezza lo ha condotto, e naturalmente la situazione nel dopo morte varia in accordo ai contesti.
Dovrebbe essere notato che questa classe, così come le ombre ed i gusci vitalizzati, sono tutte quelle che possono essere chiamate vampiri minori; cioè, tutte le volte che essi hanno l'opportunità prolungano la loro esistenza succhiando la vitalità degli esseri umani che riescono ad influenzare. Questo è il motivo per cui i medium e i partecipanti sono così deboli ed esausti dopo una seduta spiritica. Ad uno studente di occultismo viene insegnato come proteggere se stesso dai loro tentativi, ma senza quelle conoscenze è difficile per chiunque metta se stesso sulla loro strada evitare di essere più o meno sottoposto a pagar loro un tributo.

8. I Vampiri ed I Lupi Mannari. Ci rimangono ancora da menzionare due eventualità più terribili ma fortunatamente molto rare prima che questa parte del nostro soggetto sia completato, e, anche se differiscono ampiamente, possiamo comunque raggrupparli, poiché essi hanno in comune le qualità di orrore sovrannaturale e di estrema rarità – derivando l'ultima dal fatto che sono in effetti vestigia di razze più antiche. Noi, della quinta razza radice, dovremmo esserci evoluti al di là della possibilità di incontrare un così orrendo destino, e infatti ci siamo quasi riusciti dal momento che queste creature sono comunemente considerate delle mere leggende medioevali;  eppure ci sono esemplari che si trovano occasionalmente perfino adesso, anche se principalmente in quei paesi dove vi sono considerevoli tracce della quarta razza, come la Russia o l'Ungheria. Le leggende popolari su di loro sono spesso notevolmente esagerate, ma c'è tuttavia un substrato di verità terribilmente serio sotto le misteriose storie che si tramandano di bocca in bocca tra la gente di campagna dell'Europa Centrale. Le caratteristiche generali di tali racconti sono fin troppo note perché ci sia bisogno di qualcosa di più di una rapido accenno; un esemplare abbastanza tipico di storia di vampiri, anche se essa dichiara di non essere niente di più di una semplice novella, è Carmilla di Sheridan Le Fanu, mentre una spiegazione molto rimarchevole di una forma inusuale di queste creature si trova in Isis Unveiled, vol. i. . Tutti i lettori di letteratura teosofica sono a conoscenza del concetto che sia possibile per un uomo vivere una vita così degradata ed egoistica, cosi totalmente malvagia e brutale, che l'intero suo Manas inferiore diventa completamente aggrovigliato nel Kama, ed infine separato dalla sua sorgente spirituale che è nel Sé superiore. Sembra che alcuni studenti pensino perfino che una tale eventualità sia un evento molto comune, e che noi possiamo incontrare una gran quantità di “uomini senza anima”, come sono stati chiamati, per la strada tutti i giorni della nostra vita, ma questo, fortunatamente, è falso. Per arrivare alla spaventosa preminenza del male che implica l'intera perdita della personalità e l'indebolimento dell'individualità in fase di sviluppo, un uomo deve soffocare ogni barlume di altruismo o di spiritualità, e non deve avere nessun punto di redenzione; e quando noi ricordiamo quanto spesso, anche nei peggiori scellerati, si può trovare qualcosa di non completamente cattivo, possiamo capire che le personalità corrotte devono essere sempre una piccola minoranza. Tuttavia, per quanto essi siano relativamente pochi, esistono, ed è dai loro ranghi che provengono gli ancor più rari vampiri. L'entità persa molto presto dopo la morte si troverebbe incapace di stare nel Kamaloka, e sarebbe irresistibilmente tratta in piena consapevolezza, dentro “il suo proprio posto”, la misteriosa ottava sfera, per lentamente disintegrarsi dopo esperienze che è meglio non descrivere. Se, comunque, egli muore per suicidio o per morte improvvisa, può in certe circostanze, specialmente se conosce qualcosa della magia nera, resistere a quel terribile destino, affrontando però una morte in vita altrettanto terribile – l'orrenda esistenza del vampiro. Poiché l'ottava sfera non può reclamarlo se non dopo la morte del corpo, egli lo mantiene in una specie di trance catalettica attraverso l'orribile espediente della trasfusione in esso di sangue preso da altri esseri umani dal suo Kamarupa semi-materializzato, e in tal modo pospone il suo destino finale attraverso il perpetrare omicidi su vasta scala. Come la “superstizione” popolare ancora a piena ragione suppone, il rimedio più facile e più efficace in questo caso è riesumare e cremare il corpo, privando così la creatura del punto d'appoggio. Quando la tomba viene aperta, il corpo appare usualmente completamente fresco e in salute, e la cassa è frequentemente piena di sangue. Naturalmente nei paesi dove la cremazione è la tradizione il vampirismo di questo tipo non è possibile.
I Lupi Mannari, per quanto altrettanto orribili, sono il prodotto di un karma un poco differente, e in realtà dovremmo collocarli sotto la prima suddivisione degli abitanti umani del Kamaloka, poiché è sempre nel corso di una esistenza umana che essi si manifestano la prima volta sotto questa forma.
Questo implica invariabilmente la conoscenza di qualche arte magica- sufficiente in ogni caso a proiettare il corpo astrale.
Quando un uomo assolutamente crudele e brutale fa ciò, vi sono alcune circostanze nelle quali il corpo può essere ricalcato su altre entità astrali e materializzato, non in forma umana, ma in quella di qualche animale selvaggio- usualmente il lupo; in questa condizione può aggirarsi per la campagna circostante uccidendo altri animali, o anche esseri umani, soddisfacendo così non solo il suo desiderio di sangue, ma anche quello dei demoni che lo guidano. In questo caso, e così come anche spesso con l'ordinario corpo astrale, qualsiasi ferita inflitta alla materializzazione dell'animale si riprodurrà sul corpo fisico umano per lo straordinario fenomeno della ripercussione; tuttavia dopo la morte di quel corpo fisico il Kamarupa, che probabilmente continuerà ad apparire nella medesima forma, sarà meno vulnerabile. Esso sarà poi, comunque anche meno pericoloso, e finché non potrà trovare un medium adatto sarà incapace di materializzarsi completamente.
E' stata la moda di questo secolo deridere quelle che sono state chiamate le stolte superstizioni di campagnoli ignoranti; ma, come nei casi sopra, così in molti altri lo studente dell'occulto trova ad un attento esame che, dietro a quello che a prima vista appare come un semplice non senso, si trovano oscure e dimenticate verità della natura, ed egli impara ad essere cauto nel rifiutarle come pure nell'accettarle. Gli esploratori attenti del piano astrale non devono avere molta paura di incontrare le creature spiacevoli descritte in questo capitolo, perché, come detto prima, esse sono ora estremamente rare, e col passare del tempo fortunatamente il loro numerodiminuirà costantemente. In ogni caso le loro manifestazioni sono usualmente ristrette ai dintorni dei loro corpi fisici, come si può supporre dalla loro natura estremamente materiale.
9. I Maghi Neri o I Loro Allievi. Queste persone si trovano all'estremo opposto della scala all'interno del secondo gruppo delle entità trapassate, i chela in attesa dell'incarnazione, ma in questo caso, invece di ottenere il permesso di adottare un modo inusuale per progredire, gli uomini stanno sfidando il naturale processo di evoluzione per mantenere se stessi nel Kamaloka attraverso le arti magiche- a volte della natura più orribile. Sarebbe facile fare varie suddivisioni di questa classe, in relazione ai loro obiettivi, i loro metodi, e la possibile durata della loro esistenza su questo piano, ma poiché essi non sono affatto un affascinante oggetto di studio, e tutto quello che uno studente dell'occulto dovrebbe sapere su loro è come evitarli, sarà molto più interessante passare oltre per esaminare un'altra parte del soggetto. Può, comunque, essere detto che qualunque entità umana che prolunghi la sua vita così sul piano astrale oltre il suo limite naturale lo fa invariabilmente a spese degli altri, attraverso l'assorbimento della loro vita in un modo o in un altro.

II. I NON UMANI

Sebbene si possa pensare facilmente che molti degli ordinamenti naturali terrestri che ci interessano non siano stati progettati nell'ottica esclusiva del nostro comfort o anche a nostro vantaggio finale, è tuttavia probabilmente inevitabile che la razza umana, per lo meno nella sua infanzia, immagini che questo mondo e tutto ciò che contiene esista esclusivamente a suo uso e beneficio. Indubbiamente a questo punto dovremmo aver superato quest'infantile illusione, ed aver compreso la nostra posizione e i doveri collegati a questa; che la maggior parte di noi non ha ancora fatto ciò è dimostrato in molti modi nella nostra vita quotidiana- in particolare dall'atroce crudeltà che abitualmente è manifestata nei confronti del regno animale sotto il nome di sport da molti che probabilmente si considerano persone molto civili. Ovviamente ogni occultista, per quanto sia agli inizi dei suoi studi, sa che tutta la vita è sacra, e che senza la compassione universale non c'è vero progresso; ma è solo via via che egli avanza nei suoi studi che egli scopre quanto multiforme sia l'evoluzione, e che posto relativamente piccolo l'umanità occupi realmente nell'economia della natura. Gli diventa chiaro che proprio come la terra, l'aria e l'acqua sostengono miriadi di forme di vita che, anche se invisibili ad occhi comuni, ci sono rivelate dal microscopio, così i piani più alti connessi con la nostra terra hanno una uguale densità di popolazione della cui esistenza noi siamo completamente inconsapevoli. Via via che le sue conoscenze aumentano, egli diventa sempre più certo che in un modo o nell'altro è stato fatto il massimo uso di ogni possibilità di evoluzione, e che dovunque ci appaia che la forza della natura o le opportunità siano state sprecate o trascurate, non è lo schema dell'universo che è in fallo, ma la nostra ignoranza dei suoi metodi e delle sue intenzioni.
Per lo scopo del nostro esame presente degli abitanti non umani del piano astrale, sarà meglio non prendere in considerazione quelle forme iniziali di vita universale che stanno evolvendo, in modi che sono poco comprensibili per noi, attraverso i rivestimenti progressivi di atomi, molecole e cellule: perché se cominciamo inferiormente a quelli che sono comunemente chiamati il regni elementali, dovremo anche poi raggruppare insieme sotto questo capitolo generale un numero enorme di abitanti del piano astrale che sarà possibile solo sfiorare leggermente, perché qualcosa come un loro resoconto dettagliato dilaterebbe questo manuale fino alle dimensioni di una enciclopedia.
Il modo più conveniente di ordinare le entità non umane potrebbe essere in quattro classi- essendo chiaro che in questo caso la classe non è, come le precedenti, una sottodivisione relativamente piccola, ma abitualmente un grande regno di natura almeno grande e variegata come, diciamo, il regno animale o vegetale. Alcune di queste stanno decisamente più in basso degli esseri umani, alcuni sono nostri pari, altri ancora si elevano sopra di noi in bontà e potere. Alcuni appartengono al nostro schema di evoluzione- cioè, sono stati o saranno esseri umani come noi; altri stanno evolvendo su linee totalmente distinte loro proprie. Prima di procedere ad esaminarle è necessario, per evitare il rischio di essere incompleti, dire che in questa parte del trattato sono state fatte due esclusioni.
Primo, nessuna menzione viene fatta delle occasionali apparizioni di Adepti molto elevati provenienti da altri pianeti del sistema solare e di Visitatori ancora più augusti provenienti da distanze ancora più grandi, poiché tale materia non può essere descritta appropriatamente in un saggio per lettori comuni; e d'altronde è praticamente inconcepibile, anche se naturalmente teoricamente possibile, che Esseri di tale gloria abbiano mai bisogno di manifestare Loro stessi su un piano così basso come l'astrale. Se per qualche ragione dovessero voler fare ciò, il corpo appropriato per quel piano sarebbe temporaneamente creato dalla materia astrale appartenente a questo pianeta, proprio come nel caso del Nirmanakaya.
Secondo, completamente al di fuori e interamente sconnesse con le quattro classi nelle quali stiamo dividendo questa sezione, ci sono due altre grandi linee evolutive che al momento spartiscono l'uso di questo pianeta con l'umanità; ma riguardo loro è proibito dare alcun dettaglio a questo punto del percorso, perché sembra deciso che in circostanze ordinarie né loro possano essere consapevoli dell'esistenza umana, né gli uomini della loro. Se mai noi venissimo in contatto con loro, sarebbe molto probabilmente sul puro piano fisico, perché in qualsiasi caso la loro connessione con il nostro piano astrale è delle più sottili, poiché la sola possibilità di una loro apparizione lì dipende da un evento estremamente improbabile nell'esecuzione di cerimoniali magici, che fortunatamente solo pochi dei più avanzati stregoni sanno come eseguire.
Ciononostante, se anche solo una volta un tale incidente fosse capitato ne avremmo comunque parlato.

1. Le Essenze Elementali che appartengono alla nostra linea evolutiva. Proprio come il nome “elementare” è stato dato indiscriminatamente da diversi scrittori ad alcune o a tutte le condizioni possibili del post mortem dell'uomo, così questa parola “elementale” è stata usata in differenti occasioni a indicare qualsiasi spirito non umano, dai deva più simili a dei, giù giù attraverso tutte le varietà di spiriti di natura fino alle essenze senza forma che pervadono i regni inferiori al minerale, finché, dopo aver letto diversi libri, lo studente resta contrariato dalle affermazioni contraddittorie fatte sull'argomento. Per lo scopo di questo trattato importerà semplicemente restringere il suo significato solo all'ultima classe citata, e usarlo solo per indicare i tre grandi regni che precedono il minerale nell'ordine della nostra evoluzione. Deve essere ricordato che questi regni elementali sono riferiti in una delle prime lettere di un Adepto insegnante, e viene affermato che il primo e il secondo non possono essere facilmente compresi eccetto che da un iniziato. Fortunatamente questa parte, la più incomprensibile del vasto soggetto, non rientra nelle competenze di questo manuale, così il primo e il secondo regno elementale esistono ed adempiono la loro funzione rispettivamente sopra i livelli arupa e rupa del piano devachanico. Noi dobbiamo conseguentemente occuparci per il momento solo del terzo regno- quello più vicino prima del regno minerale; sebbene anche quello si troverà essere piuttosto complicato, come si capirà quando si dirà che contiene più di duemilaquattrocento distinte varietà di essenze elementali, per ognuna delle quali l'allievo che desidera ottenere il perfetto controllo delle forze astrali dovrà imparare la distinzione a prima vista, e anche il modo precipuo di trattarla. Ovviamente fenomeni di vario tipo possono essere, e in effetti lo sono costantemente, prodotti da quelli che sono capaci di controllare solo una o due di queste forze, ma l'Adepto preferisce compiere lo sforzo richiesto per capire tutti gli elementali completamente, e usa in ogni caso con precisione la forza o la combinazione di forze più appropriate, così che può raggiungere il suo obiettivo con accuratezza scientifica e con il minor dispendio possibile di energia.
Parlare, come noi spesso facciamo, di un elementale in connessione con il gruppo che stiamo ora considerando è un po’ fuorviante, perché, strettamente parlando, esso non esiste.
Quello che troviamo è una grande quantità di essenze elementali, potentemente sensibili ai pensieri umani più fluttuanti, che rispondono con inconcepibile sensibilità, in una frazione infinitesimale di secondo, ad una vibrazione insorta anche per una volontà o desiderio umano totalmente inconsapevoli. Ma nel momento in cui l’elementale viene plasmato in forza vitale dall’influsso di un qualche pensiero o esercizio di volontà – plasmato in qualcosa che può essere correttamente definito come un elementale – esso nello stesso tempo cessa di appartenere alla categoria di cui siamo parlando, e diventa un membro della classe degli artificiali. Perfino allora la sua esistenza separata è usualmente del tipo più evanescente, e non appena il suo impulso si è esaurito, esso sprofonda nella massa indifferenziata di quella particolare suddivisione dell’essenza elementale dalla quale proveniva. Sarebbe noioso tentare di catalogare queste suddivisioni, e in verità, anche se fosse fatta una loro lista, essa sarebbe incomprensibile, eccetto che ad uno studente esperto che può ricordarle e paragonarle.
Una certa idea delle linee generali di classificazioni può essere tuttavia compresa senza troppi problemi ed essere di un certo interesse. Per prima c’è l’ampia divisione che ha dato agli elementali il loro nome - la classificazione secondo il tipo di materia che abitano. Qui come al solito si mostra il carattere settenario della nostra evoluzione in quanto ci sono sette gruppi principali relativi a sette stati della materia fisica – “terra, acqua, aria e fuoco” o traducendo dal simbolismo medioevale alla moderna accuratezza di espressione stati solido, liquido, gassoso ed eterico. Per molto tempo si è compatita e disprezzata l’ignoranza degli alchimisti del medioevo perché hanno dato il nome di “elementi” a sostanze che la chimica moderna ha poi scoperto essere composti; ma con questo atteggiamento sconsiderato non abbiamo reso loro giustizia, perché la loro conoscenza di questo soggetto era in realtà più ampia della nostra, non certo minore. Essi possono o no aver catalogato tutte le sessanta o settanta sostanze che noi oggi chiamiamo elementi; ma certamente non le chiamarono così perché i loro studi occulti avevano loro insegnato che in senso stretto c’è solo un elemento, l’Akasha stesso, di cui queste e tutte le altre forme della materia non sono che derivati – una verità che alcuni dei più grandi chimici di oggi stanno solo cominciando a sospettare.
Il fatto è che in questo caso particolare l’analisi dei nostri disprezzati progenitori andò molto più in profondità che non la nostra. Essi capirono e furono in grado di osservare l’etere, che la scienza moderna può solo postulare come necessità per le sue teorie; essi sapevano che consiste di materia fisica in quattro stati completamente distinti sopra il gassoso – cosa che non è ancora stata riscoperta. Essi sapevano che tutti i soggetti fisici consistono di materia di uno o dell’altro di questi sette stati, e che nella composizione di ogni corpo organico tutti e sette entrano in maggior o minor misura; di qui tutto il loro parlare di umori acquosi o ignei, o “elementi”, ciò che ci sembra così grottesco. E’ ovvio che essi usavano quest’ultima parola come un sinonimo per “parti costituenti”, senza realmente con questa creare l’idea di sostanze che non potessero essere ulteriormente scomposte.
Essi sapevano anche che ognuno di questi tipi di materia serviva come un Upadhi o base della manifestazione per una grande classe di essenza monadica in evoluzione e per questo definirono l’essenza “elementale”.
Ciò che allora dobbiamo cercare di capire è che in ogni particella di materia solida, finché resta in quella condizione, risiede, per usare la terminologia pittoresca dello studente medioevale, un elementale terra – cioè, una certa quantità dell’essenza elementare vivente appropriato ad essa, mentre allo stesso modo in ogni particella di materia degli stati liquido gassoso eterico sono legati gli elementari acqua aria e fuoco. Si osserverà che questa prima ampia divisione del terzo dei regni elementali è per così dire orizzontale – cioè le sue classi sono come gradini ognuno in qualche modo meno materiale rispetto a quello sotto che ascende verso di esso attraverso gradi quasi impercettibili; ed è facile capire come ognuna di queste può essere di nuovo divisa orizzontalmente in sette dal momento che ci sono ovviamente molti gradi di densità tra i solidi i liquidi e i gas. C’è tuttavia anche ciò che può essere descritta come una divisione perpendicolare e ciò è un po’ più difficile da comprendere, specialmente perché a questo proposito viene mantenuta una grande riservatezza dagli occultisti su alcuni fatti che sarebbero chiarificatori di essa. Forse il modo più chiaro di esprimere ciò che è permesso dire sul soggetto sarà affermare che in ognuna delle classi e sottoclassi orizzontali si trovano sette tipi di elementali perfettamente distinti, diversi fra loro non per il grado di materialità ma piuttosto per carattere e affinità. Ognuno di questi tipi interagisce con gli altri in modo che, sebbene sia impossibile che si scambino la loro essenza, in ognuno di essi verranno a formarsi sette sottotipi distinti dalla colorazione data loro dall’influsso che li imprime per primo. Si vedrà anche che questa divisone perpendicolare e suddivisione differisce completamente nel suo carattere da quella orizzontale, perché è molto più permanente e fondamentale; infatti mentre l’evoluzione del regno elementale passa con infinita lentezza in successione attraverso le varie classi e sottoclassi orizzontali appartenendo volta per volta a tutte, ciò non è così riguardo ai tipi e ai sottotipi che rimangono immodificati per tutto il tempo. Un punto che non dobbiamo mai dimenticare nel cercare di capire questa evoluzione elementale è che ha luogo su ciò che a volte viene chiamata la curva di un arco volto all’ingiù; cioè progredisce verso il completo groviglio della materia che vediamo nel regno minerale, invece che via da esso, come la maggior parte dei processi evolutivi di cui sappiamo qualcosa; e questo fatto a volte dà ai nostri occhi un curioso senso di inversione fino a che non abbiamo afferrato il concetto.
Nonostante queste molteplici suddivisioni, ci sono certe proprietà possedute in comune da tutte le varietà di questa strana materia vivente; ma anche queste sono così diverse da ciò con cui siamo familiari sul piano fisico che è veramente difficile spiegarle a coloro che non possono vederle in azione di persona. Che sia premesso, allora, che quando una qualsiasi porzione di questa essenza rimane per alcuni momenti interamente svincolata da qualsiasi influenza esterna (una condizione che si realizza difficilmente) è assolutamente senza nessuna forma propria definita anche se anche in quel caso il suo movimento è rapido e incessante; ma alla minima interferenza, magari da parte di qualche flusso di pensiero transitorio, esplode in una confusione selvaggia di forme che mutano incessantemente, che appaiono, si affrettano e scompaiono con la rapidità delle bolle sulla superficie di acqua in ebollizione. Queste forme evanescenti, sebbene generalmente siano di creature viventi di vario tipo, umane o altro, non esprimono più l’esistenza di entità separate di quanto non lo facciano onde ugualmente multiformi che nascono in breve per un’improvvisa burrasca su un lago prima tranquillo.
Sembrano essere puri riflessi del gran magazzino della luce astrale, eppure hanno in genere una certa inerenza al carattere della corrente di pensiero che le fa nascere, anche se quasi sempre con distorsioni grottesche, a volte terrificanti o spiacevoli. Qui nasce spontaneamente una domanda su quale sia l’intelligenza che si è applicata nella selezione di una forma appropriata o nella sua distorsione. Non stiamo trattando dell’elementale artificiale più potente e duraturo creato da un pensiero fortemente definito, ma semplicemente del risultato prodotto dalla corrente di pensieri semiconsci e involontari che la maggior parte degli uomini lascia scorrere pigramente nel proprio cervello, perciò l’intelligenza non deriva ovviamente dalla mente del pensatore; e certamente non possiamo attribuirla all’elementale stesso che appartiene ad un regno più lontano dalla individualizzazione rispetto perfino al regno minerale, con nessun tipo di consapevolezza o qualità manasica. Eppure possiede una meravigliosa adattabilità che spesso sembra avvicinarglisi, ed è proprio questa proprietà che ha fatto sì che gli elementali venissero descritti in uno dei nostri primi libri come “le creature semi-intelligenti della luce astrale”. Troveremo ulteriore evidenza di questo potere quando consideriamo il caso della classe artificiale. Quando leggiamo di un elementale buono o cattivo, ciò che si intende deve sempre essere o un’entità artificiale o una delle molte varietà degli spiriti di natura, perché il regno elementale vero e proprio non ammette simili concetti di bene e male, anche se indubitabilmente c’è una sorta di tendenza che permea quasi tutte le suddivisioni che operano rendendosi ostili piuttosto che amichevoli verso l’uomo, come ogni neofita sa, visto che nella maggior parte dei casi la sua prima impressione dei piani astrali è la presenza intorno a sé di una vasta folla di spettri multiformi che avanzano con fare minaccioso, ma sempre si ritirano o scompaiono senza far male se fronteggiati con decisione. E' a questa curiosa tendenza che l’aspetto distorto o sgradevole prima descritto deve essere riferito e gli scrittori medioevali ci dicono che l’uomo deve ringraziare solo se stesso per la loro esistenza. Nell’età dell’oro prima di questa epoca gli uomini Kaliyuga erano nel complesso meno egoisti e più spirituali e a quei tempi gli “elementali” erano amichevoli, mentre ora non lo sono più a causa dell’indifferenza dell’uomo verso di essi e del sua simpatia verso altri esseri viventi. Dalla meravigliosa delicatezza con cui l’essenza risponde alla più lieve azione delle nostre menti o desideri, sembra chiaro che questo regno elementale nel complesso è veramente plasmato dal pensiero collettivo dell’umanità. Chiunque pensi per un momento quanto il pensiero collettivo nel momento presente sia ben lontano da agire verso l’elevazione non si meraviglierà del fatto che raccogliamo ciò che abbiamo seminato e che questa essenza, visto che non ha potere di percezione ma solamente riceve ciecamente e riflette ciò che gli viene proiettato sopra, comunemente manifesterà caratteristiche non amichevoli. Non v’è dubbio che nelle successive razze o ronde, quando l’umanità sarà più evoluta, i regni elementali saranno influenzati dal cambiamento del pensiero che continuamente li imprime e non li troveremo più ostili ma docili e utili, come ci viene detto che saranno gli animali. Qualsiasi cosa sia accaduta nel passato è evidente che possiamo guardare avanti a una “età dell’oro” nel futuro, se potremo arrivare a un punto in cui la maggioranza degli uomini saranno nobili e altruisti e le forze della natura coopereranno volontariamente con esse.
Il fatto che siamo così capaci di influenzare gli elementali ci indica che abbiamo una responsabilità verso di loro per il modo in cui usiamo quest’influenza; in realtà quando consideriamo le condizioni in cui esistono, è ovvio che l’effetto prodotto su di loro dai pensieri e desideri di tutte le creature intelligenti che abitano lo stesso mondo deve essere stato calcolato nello schema del nostro sistema come un fattore importante per la loro evoluzione. Nonostante gli insegnamenti di tutte le grandi religioni, la massa dell’umanità è indifferente alle sue responsabilità sul piano del pensiero; se un uomo può illudersi che le sue parole e le sue azioni non hanno fatto del male, egli crede di aver fatto tutto ciò che gli viene richiesto, dimentico del fatto che può aver esercitato per anni una pesante influenza sulle menti di quelli intorno a lui e riempito lo spazio circostante con le creazioni spiacevoli di una mente sordida. Un aspetto di questa questione ancora più serio apparirà quando discuteremo l’elementale artificiale; ma riguardo all’essenza sarà sufficiente affermare che senza dubbio abbiamo il potere di accelerare o ritardare la sua evoluzione a seconda dell’uso che ne facciamo continuamente più o meno consciamente.
Questo trattato, con i suoi limiti, non riuscirebbe a spiegare i diversi usi che si possono fare di questa essenza elementale da chi è stato addestrato per questo. La gran parte delle cerimonie magiche dipende quasi completamente dalla sua manipolazione, sia direttamente dalla volontà del mago, o da qualche entità astrale più definita evocata da lui a questo scopo. Attraverso di essa vengono prodotti quasi tutti i fenomeni fisici delle sedute spiritiche ed è anche l’agente della maggior parte dei fenomeni di lancio di sassi o suoni di campanelli in case infestate. Questi ultimi fenomeni , o sono sforzi per attrarre l’attenzione da parte di qualche entità legata alla terra, oppure sono monellerie moleste di qualche spirito di natura minore che appartiene alla nostra terza classe. Ma non si deve mai pensare che l’”elementale” sia il primo mandante; è semplicemente una forza latente che ha bisogno di un potere esterno per essere messo in movimento. Si può notare che nonostante tutte le classi di essenza abbiano il potere di riflettere le immagini dalla luce astrale, come descritto, ce ne sono alcune che ricevono certe impressioni più velocemente di altre – come se avessero forme preferite in cui fluire naturalmente se stimolate, a meno che non siano decisamente forzate verso altre forme, e tali forme tendono ad essere meno evanescenti del solito.
Prima di lasciare questa parte dell’argomento, bisognerà mettere in guardia lo studente sulla confusione di pensiero in cui qualcuno è incappato nel non distinguere questa essenza elementale che abbiamo trattato dall’essenza monadica che si manifesta nel regno minerale. Si deve ricordare che l’essenza monadica, in uno stadio della sua evoluzione verso l’umanità, si manifesta attraverso il regno elementale, mentre successivamente si manifesta attraverso il regno minerale: ma il fatto che due corpi di essenza monadica in questi stadi differenti si manifestino nello stesso momento, e che una di queste manifestazioni (l’elementale terra) occupi lo stesso spazio e abiti l’altra (per esempio una roccia), non interferisce in nessun modo con l’evoluzione dell’una o dell’altra, né implica alcuna relazione fra i corpi delle essenze monodiche che giacciono entrambe lì. La roccia sarà anche permeata dalla sua varietà appropriata dell’onnipresente Jiva, o principio vitale, ma ovviamente questo è di nuovo completamente distinto da entrambe le essenze summenzionate.

2. I Kamarupa degli animali. Questa è una classe molto vasta, eppure non occupa una posizione particolarmente importante sul piano astrale, dal momento che i suoi membri risiedono là solo per poco tempo. La grande maggioranza degli animali non ha ancora acquisito una individualizzazione permanente, e quando uno di essi muore l’essenza monadica che si è manifestata attraverso di esso refluisce indietro allo stato particolare da cui proveniva, portando con sé l’esperienza o l’evoluzione che ha percorso durante questa vita. Però non è in grado di fare questo immediatamente; l’aura kamica dell’animale prende la forma di un Kamarupa, proprio come nel caso dell’uomo, e l’animale ha un’esistenza reale, sul piano astrale, la durata della quale, anche se mai prolungata, varia secondo l’intelligenza che ha sviluppato. Nella maggior parte dei casi non sembra essere più che una coscienza di sogno, ma appare perfettamente felice. I pochi animali domestici che hanno già raggiunto l’individualità, e che perciò non rinasceranno più come animali in questo mondo, hanno una vita molto più lunga e più vivida nel Kamaloka rispetto ai loro simili meno evoluti, e alla fine di essa affonderanno gradualmente in una condizione soggettiva, che è probabile duri per un periodo considerevole. Una interessante suddivisione di questa classe comprende i Kamarupa di quelle scimmie antropoidi menzionate ne La Dottrina Segreta (vol I), che sono già individualizzate, e pronte per incarnarsi come esseri umani nella ronda successiva, o forse anche prima.

3. Spiriti di natura di ogni genere. Le suddivisioni di questa classe sono così numerose e variegate che per far loro giustizia bisognerebbe scrivere un trattato solo su di esse. Tuttavia, alcune caratteristiche sono comuni a tutti, e sarà sufficiente darne un’idea sommaria. Per iniziare, dobbiamo comprendere che stiamo parlando di entità che differiscono radicalmente da tutte quelle che abbiamo considerato fino ad ora. Anche se possiamo correttamente classificare l’essenza elementale e il Kamarupa animale come non umani, l’essenza monadica che si manifesta attraverso di essi nel futuro dei tempi si manifesterà, evolvendosi , al livello di qualche futura umanità comparabile con la nostra, e se potessimo guardare indietro nelle ere della nostra evoluzione in manvantara precedenti, troveremmo che ciò che adesso siamo noi ha percorso il suo sentiero attraversando stadi simili. Questo, invece, non è ciò che accade nel vasto regno degli spiriti di natura; essi non sono mai stati, e non saranno mai, membri di un’umanità come la nostra; la loro linea evolutiva è totalmente differente, e la loro unica connessione con noi consiste nel fatto che occupiamo temporaneamente lo stesso pianeta. Naturalmente, poiché per il momento siamo vicini, è giusto che ci trattiamo l’un l’altro con gentilezza, quando capita di incontrarci, ma le nostre linee di sviluppo differiscono così tanto che non possiamo fare molto gli uni per gli altri.
Molti scrittori hanno incluso questi spiriti fra gli elementali, e in realtà essi sono gli elementali (o forse, per parlare più accuratamente, gli animali) di una evoluzione superiore. Anche se molto più evoluti della nostra essenza elementale, hanno certe caratteristiche comuni con essa; per esempio, anche essi sono divisi in sette grandi classi, abitando rispettivamente isette strati di materia già menzionati, come permeati dalle corrispondenti varietà di essenza. Perciò, per parlare di quelli che ci sono più facilmente comprensibili, ci sono spiriti di terra, acqua, aria, fuoco (o etere) – definiti entità astrali intelligenti che risiedono e funzionano in questi mezzi. Ci si può chiedere come è possibile per una creatura abitare la solida sostanza di una roccia, o della crosta terrestre. La risposta è che, poiché gli spiriti di natura sono costituiti di materia astrale, la sostanza della roccia non è un ostacolo al loro movimento o alla loro vista, e inoltre la materia fisica, nel suo stato solido, è il loro elemento naturale – il solo al quale sono abituati e nel quale essi si sentono a casa. Lo stesso, naturalmente, è vero, per quelli che vivono nell’acqua, nell’aria, o nell’etere. Nella letteratura medioevale, questi spiriti di terra sono spesso chiamati gnomi, mentre gli spiriti d’acqua sono chiamati ondine, gli spiriti dell’aria silfidi, e gli spiriti dell’etere salamandre. Nel linguaggio popolare essi sono conosciuti con molti nomi – fate, pixies, elfi, brownies, trolls, satiri, fauni, goblins, folletti, peri, coboldi, ecc…- alcuni di questi nomi sono applicati solo ad una varietà, ed altri indiscriminatamente a tutti. Le loro forme sono molte e varie, ma più frequentemente di forma umana e in qualche modo di dimensioni ridotte. Come quasi tutti gli abitanti del piano astrale, sono capaci di assumere qualsiasi aspetto vogliano, ma essi senza dubbio hanno forme loro proprie ben definite, o forse dovremmo dire forme preferite, che essi assumono quando non hanno nessuna ragione particolare per assumerne un’altra. Naturalmente in condizioni comuni essi non sono affatto visibili alla vista fisica, ma hanno il potere di rendersi tali attraverso la materializzazione, quando vogliono essere visti.
Tra di loro c’è un immenso numero di suddivisioni o razze, e gli individui di queste suddivisioni differiscono in intelligenza e caratteri precisamente come gli esseri umani. La grande maggioranza di loro apparentemente preferisce evitare l’uomo; le sue abitudini ed emanazioni sono spiacevoli per loro, e il costante tumulto delle correnti astrali determinato dai suoi incessanti desideri sregolati li disturba e li infastidisce.
D’altro canto, non mancano esempi in cui spiriti di natura sono diventati amici di uomini e offrono loro quell’aiuto che è in loro potere, come nelle ben note storie raccontate sui brownies scozzesi o sulle fate scintillanti della letteratura spiritualistica.
Questi atteggiamenti di aiuto, comunque, sono relativamente rari, e in molti casi, quando essi vengono in contatto con l’uomo, mostrano indifferenza o disgusto, oppure traggono un piacere malizioso nell’ingannarlo o nel giocargli scherzi infantili. Molte storie che illustrano questa curiosa caratteristica possono essere trovate nei racconti dei contadini di quasi tutti i solitari paesi di montagna, e chiunque abbia partecipato a sedute spiritiche con fenomeni fisici, si ricorderà casi di scherzi pratici e sciocchi giochi scatenati, anche se in genere non malvagi, che sempre indicano la presenza di alcuni spiriti di natura dei livelli più bassi. Essi sono decisamente aiutati nei loro scherzi dal formidabile potere che possiedono di gettare incantesimi su coloro che soggiacciono alla loro influenza,così che tali vittime momentanee vedono e sentono solo quello che queste fate imprimono su di loro, esattamente come il soggetto ipnotizzato vede, sente e percepisce e crede qualsiasi cosa l’ipnotizzatore voglia. Gli spiriti di natura, comunque, non hanno il potere dell’ipnotizzatore di dominare la volontà umana, eccetto nel caso di persone di intelligenza debole, o di quelli che si terrorizzano a tal punto che la loro volontà si annulla; essi non possono andare oltre l’inganno dei sensi, se non con quell’arte di cui sono indubbiamente maestri, e non mancano casi in cui hanno gettato incantesimi su un considerevole numero di persone contemporaneamente. E’ invocando il loro aiuto nell’esercizio di queste capacità peculiari, che vengono effettuati alcuni dei più strabilianti giochi di prestigio indiani – essendo di fatto l’intero auditorio sotto allucinazione, e portato ad immaginare di vedere e sentire un’intera serie di eventi che in realtà non sono mai accaduti.
Potremmo considerare gli spiriti di natura come un tipo di umanità astrale, se non fosse per il fatto che nessuno di loro – nemmeno il più elevato – possiede una individualità permanente in grado di reincarnarsi. Apparentemente, perciò, un punto in cui la loro linea evolutiva differisce dalla nostra, è il fatto che una gran parte di intelligenza si sviluppa prima che abbia luogo la individualizzazione permanente; ma degli stadi attraverso cui sono passati, o di quelli attraverso cui dovranno passare, sappiamo ben poco. La durata della vita delle differenti suddivisioni varia grandemente, essendo alcune vite molto brevi, altre molto lunghe, rispetto alla vita umana. Siamo così totalmente al di fuori di un tale tipo di vita, che è impossibile per noi capire molto della loro condizione; ma nel complesso appare un tipo di esistenza semplice, gioiosa, irresponsabile, come quella che potrebbe condurre un gruppo di bambini felici in un ambiente fisico eccezionalmente favorevole. Anche se dispettosi e ingannevoli, essi sono raramente maliziosi, a meno che non vengano provocati da intrusioni gratuite o da fastidi; in genere prendono parte all’universale sentimento di sfiducia verso l’uomo, in genere sembrano inclini ad offendersi in qualche modo alla prima comparsa di un neofita sul piano astrale; così che egli usualmente fa la loro conoscenza sotto aspetti sgradevoli o terrificanti. Se, comunque, decide di non spaventarsi per i loro tiri, essi rapidamente lo accettano come un male necessario e non lo considerano più, mentre alcuni tra loro possono, dopo un certo tempo, diventare amichevoli e manifestare piacere nell’incontrarlo.
Alcune fra le molte suddivisioni di questa classe sono molto meno infantili e più dignitose di quelle che sono state descritte , ed è da questi sottogruppi che provengono le entità che talvolta sono state riverite come divinità del bosco, o del villaggio. Tali entità sarebbero sensibili all’adulazione mostrata loro, la amerebbero, e senza dubbio farebbero in cambio qualsiasi piccolo servizio (la divinità del villaggio è anche, spesso, una entità artificiale, ma questo tipo verrà considerato a suo tempo). L’Adepto sa come fare uso dei servizi degli spiriti di natura quando ne ha bisogno, ma il mago ordinario può ottenere la loro assistenza solo attraverso i procedimenti di invocazione o evocazione – cioè, o attraendo la loro attenzione supplicandoli e stipulando un patto con loro, o mettendo in essere influenze che li costringano all’obbedienza. Entrambi i metodi sono assolutamente indesiderabili, e l’ultimo è anche notevolmente pericoloso, perché l’operatore scatena una determinata ostilità che gli potrebbe risultare fatale. Non c’è bisogno di dire che a nessuno che studi occultismo sotto un maestro qualificato sarà mai permesso di tentare qualcosa del genere.

4. I Deva. Il sistema di evoluzione più alto connesso con questa terra, per quanto sappiamo, è quello degli esseri che gli Indù chiamano Deva, e che altrove sono stati chiamati angeli, figli di Dio, eccetera. Possono infatti essere considerati come un regno che sta sopra l’umanità, nello stesso modo in cui l’umanità sta sopra il regno animale, ma con l’importante differenza che, mentre per un animale non c’è alcuna possibilità di evoluzione attraverso altri regni che non l’umano, per l’uomo, quando arriva ad un certo livello, si aprono diversi possibili percorsi di avanzamento, e l’evoluzione in Deva è soltanto uno di questi. In confronto alla sublime rinuncia del Nirmanakaya, l’accettazione di questa linea evolutiva è descritta in qualche modo, nei libri, come “cedere alla tentazione di diventare un Dio”, ma non si deve dedurre da questa espressione che ci sia alcunché di condannabile nell’uomo che fa questa scelta. Il sentiero che egli così sceglie non è il più breve, ciò nonostante è molto nobile, e se il suo intuito ormai sviluppato lo spinge verso quella scelta, probabilmente essa è la più adatta alle sue capacità. Non dobbiamo dimenticare che nella scalata spirituale come nella fisica, non tutti possono sostenere la fatica del sentiero più ripido; ce ne sono molti per cui la via più lenta sembra l’unica possibile, e saremmo davvero indegni allievi dei nostri Maestri se permettessimo alla nostra ignoranza di spingerci verso il benché minimo senso di disistima per coloro la cui scelta differisce dalla nostra. Per quanto pensiamo che la nostra ignoranza delle difficoltà future ci permetta comunque di ipotizzare qualcosa, in realtà è impossibile per noi, ora, dire come troveremo noi stessi quando, dopo molte vite di lotta paziente, ci saremo guadagnati il diritto di scegliere il nostro futuro; e in realtà, anche coloro che “cedono alla tentazione di diventare dei”, hanno davanti una carriera sufficientemente gloriosa, come si vedrà adesso. Per evitare possibili fraintendimenti, si deve accennare fra parentesi che c’è un altro senso, niente affatto buono, legato nei libri a questa frase del “diventare un dio”, ma in quella forma certamente non ci potrà essere nessun tipo di “tentazione” per l’uomo evoluto e in ogni caso è comunque estraneo al presente soggetto.
Nella letteratura orientale questa parola”Deva” è usata frequentemente in maniera vaga per indicare quasi ogni tipo di entità non umana, cosicché spesso include DHYAN CHOHANS da un lato e spiriti di natura ed elementali artificiali dall’altro.
Qui, tuttavia, il suo uso sarà limitato alla magnifica linea evolutiva che stiamo considerando. Anche se connessi con questa terra, i Deva non sono affatto confinati in essa, perché l’intera nostra presente catena di sette mondi, è un solo mondo per loro, passando la loro evoluzione attraverso un grande sistema di sette catene. Le loro moltitudini sono state fino ad ora reclutate principalmente dalle altre umanità del sistema solare, alcune meno elevate altre più della nostra, dal momento che solo una piccola proporzione della nostra ha già raggiunto il livello in cui è possibile unirci a loro; ma sembra sicuro che alcune delle loro numerose classi non siano passate affatto nel loro sviluppo progressivo attraverso alcuna umanità paragonabile alla nostra. Al momento presente, non è possibile capire molto di loro, ma è chiaro che ciò che può essere descritto come lo scopo della loro evoluzione è considerevolmente più elevato del nostro; cioè, mentre lo scopo dell’evoluzione umana è elevare la porzione successiva dell’umanità ad un certo grado di sviluppo occulto per la fine della settima ronda, l’obiettivo dell’evoluzione dei deva è elevare i loro ranghi principali a livelli molto più elevati nello stesso periodo. Per loro, come per noi, un sentiero più ripido ma più corto verso altezze ancora più sublimi è aperto al fervido sforzo; ma cosa quelle altezze possano essere, nel loro caso, è solo oggetto di congettura.
E’ naturalmente solo la frangia inferiore di questo augusto corpo che dobbiamo menzionare in questo trattato sul piano astrale. Le loro tre grandi divisioni inferiori (iniziando dal basso) sono generalmente chiamate Kamadeva, Rupadeva, e Arupadeva . Come qui il nostro corpo ordinario – il corpo più basso possibile per noi – è il fisico, così il corpo ordinario di un Kamadeva è quello astrale, così che egli si trova nella stessa posizione dell‘umanità quando essa raggiunge il pianeta F, ed egli, vivendo comunemente nel corpo astrale, potrebbe uscirne verso più alte sfere in un Mayavirupa, proprio come noi potremmo in un corpo astrale, mentre entrare nel Karama Sharira sarebbe per lui (quando opportunamente sviluppato) uno sforzo non più grande di quello che per noi è formare un Mayavirupa. Allo stesso modo, il corpo ordinario del Rupadeva sarebbe il Mayavirupa, dal momento che il suo habitat è uno dei quattro livelli inferiori o livelli rupa dello stato spirituale che noi usualmente chiamiamo devachanico; invece l’Arupadeva appartiene ai tre livelli più alti di quel piano e non può accostarsi ad un corpo inferiore al Karara Sharira. Ma per Rupa e Arupadeva manifestarsi sul piano astrale è una evenienza almeno altrettanto rara come per le entità astrali lo è il materializzarsi sul piano fisico, per cui adesso non c’è bisogno di parlarne. Riguardo alla divisione inferiore – i Kamadeva – sarebbe un errore immaginarli come esseri immensamente superiori a noi, dal momento che alcuni di essi sono stati reclutati da umanità in qualche modo inferiori alla nostra; ovviamente la media generale, tra loro, è molto più elevata della nostra; perché tutto ciò che è volontariamente malvagio è stato da lungo tempo eliminato dai loro ranghi; ma essi differiscono ampiamente nel carattere, e un uomo realmente nobile, altruista, spiritualmente orientato, può trovarsi più alto, nella scala evolutiva, rispetto ad alcuni di loro.
La loro attenzione può essere attratta da alcune evocazioni magiche, ma la sola volontà umana che può dominare la loro è quella di una certa classe di adepti. Di regola, essi sembrano scarsamente consapevoli di noi o del nostro piano fisico, ma ogni tanto accade che uno di loro si accorga di certe difficoltà umane, che lo muovono a pietà, ed egli può forse aiutare, proprio come ognuno di noi farebbe con un animale ferito. Ma è ben chiaro a loro che qualsiasi interferenza negli affari umani, all’attuale livello, è facile che faccia più male che bene. Sopra gli Arupadeva, ci sono altre quattro grandi divisioni, e ancora sopra e sotto il regno dei Deva nel suo complesso, stanno le grandi moltitudini dei Dhyan Chohans , ma il trattare tali regni pieni di gloria sarebbe fuori luogo in questo saggio.
Nonostante non possiamo considerarli esattamente appartenenti ad una delle nostre classi, questo forse è il luogo migliore nel quale parlare di quei magnifici e importanti esseri, i quattro Devarajah. In questo nome la parola Deva non deve essere presa nel senso in cui l’abbiamo usata, perché essi non regnano sul regno dei Deva ma sul regno dei quattro elementi di terra, acqua, aria e fuoco, con i loro abitanti essenze e spiriti di natura. Non possiamo dire attraverso quali stati è passata la loro evoluzione fino a giungere l’altezza presente di potere e saggezza così elevati, salvo che certamente non è passata attraverso niente di simile alla nostra umanità. Si parla spesso di loro come dei Reggenti della Terra, o Angeli dei quattro punti cardinali, e i libri Indù li chiamano Chatur Maharajahs, dando loro il nome di Dhritarashtra, Virudhaka, Virupaksha, e Vaishravana. Negli stessi libri le loro moltitudini sono chiamate Gandharvas, Kumbhandas, Nagas, e Yakshas, nell’ordine corrispondente di Est, Sud, Ovest, e Nord, e i loro colori simbolici bianco, blu, rosso, e oro. Essi sono menzionati ne La Dottrina Segreta come “globi alati e sfere ignee”; e nella Bibbia cristiana Ezechiele fece un tentativo di descriverli usando parole molto simili. Riferimenti a loro sono stati trovati nella simbologia di tutte le religioni ed essi sono sempre stati riveriti come protettori dell’umanità. Sono essi che sono gli agenti del karma umano durante la sua vita sulla terra, perciò giocano un ruolo estremamente nel destino umano. I LIPIKA, le grandi divinità karmiche del cosmo, pesano le azioni di ogni persona quando ha luogo la separazione finale dei suoi corpi nel Kamaloka, e preparano lo stampo di un doppio eterico assolutamente adatto al karma dell’uomo per la sua prossima incarnazione; ma è il Devarajah che, avendo il comando degli “elementi” dei quali il doppio eterico deve essere composto, combina le loro proporzioni per realizzare accuratamente le intenzioni del Lipika. Sono sempre essi che costantemente guardano attraverso la vita per controbilanciare i cambiamenti introdotti in essa dall’uomo attraverso il libero arbitrio, e dacoloro che lo circondano, così che nessuna ingiustizia possa essere fatta, e il karma possa essere accuratamente assolto, in un modo o nell’altro. Una dotta dissertazione su questi magnifici esseri può essere trovata ne La Dottrina Segreta.
Essi sono capaci di assumere forma umana a loro piacimento, e sono riportati parecchi casi in cui l’hanno fatto. Tutti i più elevati spiriti di natura e moltitudini di elementali artificiali agiscono al loro servizio nello stupendo lavoro che compiono, eppure tutti i fili sono in mano loro, e l’intera responsabilità ricade su di loro. Non capita spesso che si manifestino sul piano astrale, ma quando lo fanno sono certamente i più notevoli degli abitanti non umani. Uno studente di occultismo non avrà bisogno di sentirsi dire che, siccome ci sono sette grandi classi sia di spiriti di natura che di essenze elementali, ci devono in realtà essere sette, e non quattro, Devarajah, ma, al di fuori del circolo degli iniziati, poco è noto e meno ancora può essere detto degli altri tre più elevati.

III. GLI ARTIFICIALI

Questa, la più grande classe di entità astrali, è anche la più importante per l’uomo. Essendo interamente una sua creazione, essa è correlata a lui con i più stretti legami karmici, e la sua azione su di lui è diretta e incessante. E’ un’enorme massa rudimentale di entità semiintelligenti, che differiscono tra loro come differiscono i pensieri umani, praticamente incapaci di qualsiasi tipo di classificazione o ordine. La sola divisione che può essere utile è quella che distingue fra gli elementali artificiali creati inconsciamente dalla maggioranza dell’umanità, e quelli creati dai maghi con scopi definiti; mentre possiamo relegare in una terza classe, il piccolissimo numero di entità create artificialmente che non sono affatto elementali.

1. Elementali formati inconsciamente. E’ già stato spiegato che l’essenza elementale che ci circonda è, nelle sue numerose varietà, singolarmente sensibile all’influenza del pensiero umano. Abbiamo già descritto l’azione su di essa di un pensiero che vaga in modo puramente casuale, e che la fa esplodere in una nuvola in rapido movimento, e in forme evanescenti; dobbiamo adesso notare come essa sia influenzata quando la mente umana formula un pensiero definito di proposito, o desiderio. L’effetto prodotto è della natura più scioccante. Il pensiero conforma e modella l’essenza plastica istantaneamente in un essere vivente di aspetto appropriato- un essere che, una volta creato, non è più sotto il controllo del suo creatore, ma vive di una sua vita autonoma, la durata della quale è proporzionata all’intensità del pensiero o desiderio che l’ha portata ad esistere. Dura, in effetti, tutto il tempo in cui la forza del pensiero la tiene insieme. I pensieri della maggioranza delle persone sono così leggeri e indecisi che gli elementali creati da loro durano solo pochi minuti o poche ore, ma un pensiero ripetuto spesso o un forte desiderio formerà un elementale la cui esistenza può durare per molti giorni. Dal momento che i pensieri dell’uomo ordinario riguardano in gran parte se stesso, gli elementali che egli forma restano intorno a lui e tendono costantemente a provocare una ripetizione dell’idea che rappresentano, dal momento che tali ripetizioni, invece di formare nuovi elementali, rafforzano il vecchio, e gli danno nuova vita. Perciò, un uomo che si trattiene frequentemente su un desiderio, spesso dà luogo ad un suo guardiano astrale che, costantemente nutrito da pensiero fresco, può inseguirlo per anni, guadagnando sempre più forza e influenza su di lui; e si capirà facilmente che se il desiderio è malvagio gli effetti sulla moralità del suo creatore saranno devastanti.
Ancora più efficaci riguardo al bene e al male, sono i pensieri di un uomo verso altre persone, perché, in questo caso, non restano attorno al pensatore, ma attorno all’oggetto del pensiero. Un pensiero gentile su una persona o un desiderio onesto per il suo bene, formerà e proietterà su di lui un elementale artificiale e amichevole; se il desiderio sarà definito, come per esempio, che egli possa guarire da una malattia, allora l’elementale sarà una forza sempre aleggiante su di lui per favorire la sua guarigione, o per scacciare influssi che potrebbero ostacolarla, e nel fare questo mostrerà molta intelligenza ed adattabilità, nonostante sia solo una forza che agisce lungo una linea di minor resistenza – spingendo fermamente e continuamente in una sola direzione, e avvantaggiandosi di qualsiasi accesso che possa trovare; proprio come l’acqua di una cisterna che trova un tubo aperto in mezzo tra molti altri chiusi in un solo momento, e procede per vuotare tutta la cisterna. Se il desiderio è solo vagamente riferito al bene generale, l’essenza elementale, nella sua meravigliosa plasticità, risponderà esattamente anche a questa idea meno definita, e la creatura formata impiegherà la sua forza in qualunque azione che possa rivolgersi a vantaggio dell’uomo. Naturalmente in tutti i casi , la quantità di tale forza deve esaurirsi, e il tempo che impiegherà a farlo dipende completamente dalla forza del desiderio originale o del pensiero che l’ha generata; anche se dobbiamo ricordare che essa può essere nutrita e rinforzata, e il suo periodo vitale prolungato da altri pensieri buoni o amichevoli proiettati nella stessa direzione.
Inoltre, sembra che sia guidata, come per la maggior parte degli esseri, da un istintivo desiderio di prolungare la propria vita, e così agisce sul suo creatore come una forza tendente costantemente a provocare il rinnovarsi del sentimento che ha determinato la sua esistenza. Nello stesso modo influenza anche altri con cui viene in contatto, anche se il suo rapporto con loro non è altrettanto perfetto.
Tutto ciò che è stato detto riguardo l’effetto dei desideri buoni e dei pensieri amichevoli, è anche vero del contrario, per i desideri malvagi e i pensieri di rabbia; e considerando la quantità di invidia, odio, malizia, e di tutto ciò di non compassionevole che esiste al mondo, si può facilmente capire che tra gli elementali artificiali si possono trovare molte terribili creature. Un uomo i cui pensieri e desideri sono malevoli, brutali, sensuali, avari, si muove nel mondo portando ovunque con sé un’atmosfera pestifera, popolata da esseri nauseanti che egli ha creato come suoi compagni, e così egli non danneggia solo se stesso, ma è un pericolo per i suoi simili, imponendo a coloro che hanno la sfortuna di entrare in contatto con lui il rischio di un contagio morale degli influssi di abominazione coi quali ha scelto di circondarsi. Un sentimento di odio, invidia, e gelosia, verso un’altra persona, invierà un elementale malvagio a incombere su quella e cercare un punto debole attraverso il quale poter operare; e se il sentimento è persistente, tale creatura può essere continuamente nutrita e messa in grado di protrarre la sua attività indesiderabile per un tempo molto lungo. Può comunque non produrre nessun effetto sulla persona verso la quale è diretta, a meno che questi non abbia in sé qualche tendenza con la quale può nutrirla – come se fosse un punto d’appoggio per la sua leva; tutte queste influenze rimbalzano immediatamente dall’aura di un uomo di pensieri puri e dalla vita buona, , non trovando niente sulle quali poter agganciarsi, e, in quel caso, per una legge curiosa, reagiscono con tutta la loro forza contro il loro creatore. In esso essi trovano una sfera d’azione congeniale, e così il karma della sua malvagità si compirà subito per mezzo della stessa entità che egli stesso ha creato. Accade occasionalmente, tuttavia, che un elementale artificiale di questo tipo è, per varie ragioni, incapace di manifestare la sua forza sia sull’obiettivo che sul creatore, e in questo caso diventa una specie di demone vagante, rapidamente attratto da qualsiasi persona che indulga in sentimenti simili a quello che l’ha determinato, e parimenti pronto a stimolare in lui tali sentimenti per il desiderio della forza che può trarre da essi, o a riversare il suo bagaglio di influenze malvagie sopra di lui attraverso qualsiasi apertura che possa offrire. Se sufficientemente potente per impossessarsi e abitare alcuni gusci di passaggio, spesso lo fa, dal momento che possedere una casa temporanea lo mette in grado di amministrare le sue terribili risorse più oculatamente. Sotto questa forma, può manifestarsi attraverso un medium, e mascherandosi come un qualche amico ben conosciuto, può a volte esercitare un‘influenza su persone su cui altrimentiavrebbe poca presa.
Ciò che è stato appena scritto, servirà a rinforzare l’affermazione già fatta di quanto sia importante uno stretto controllo sui propri pensieri. Molte persone bene intenzionate, scrupolosamente attente a compiere il loro dovere verso il prossimo con parole e azioni, sono abituate a credere che i loro pensieri siano solo fatti loro, e così li lasciano correre in varie direzioni, profondamente inconsapevoli della frotta di funeste creature che liberano nel mondo. Per tali uomini, la comprensione della capacità dei pensieri e dei desideri di produrre elementali artificiali, potrebbe giungere come una orribile rivelazione; d’altro canto, questo può essere di grande consolazione a molte persone devote e anime grate, oppresse a volte dal sentimento di non poter ricambiare il bene ricevuto dai loro benefattori. Perché i pensieri amichevoli e i desideri sinceramente buoni, sono formulati con la stessa facilità ed efficacia sia dai ricchi che dai poveri, ed è nel potere di quasi ogni uomo, se egli vuole impegnarsi in ciò, di mantenere ciò che praticamente è un angelo buono, a fianco del fratello o della sorella, dell’amico o del bambino che ama di più, in qualsiasi parte del mondo egli si trovi. Molte volte, i pensieri d’amore e le preghiere di una madre si sono trasformate in un angelo custode per un bambino, e, a parte alcuni rarissimi casi in cui il bambino non possedeva l’istinto di rispondere a un buon influsso, hanno senza dubbio fornito aiuto e protezione.
Tali custodi possono spesso essere visti dai chiaroveggenti, e ci sono stati casi in cui qualcuno di loro aveva sufficiente forza da materializzarsi e diventare transitoriamente visibile alla vista fisica. Un fatto curioso che merita di essere ricordato è che, dopo il passaggio della madre nel livello devachanico, l’amore che ella porta verso i figli ai quali pensa come vicini a sé, agirà sui bimbi ancora viventi in questo mondo, e aiuterà spesso i custodi elementali che ella ha creato mentre era sulla terra, finchè i suoi cari trapasseranno a loro volta. Come dice Madame Blavatsky, “il suo amore sarà sempre sentito dal bambino nella propria carne; si manifesterà nei suoi sogni e spesso in vari eventi; in protezioni provvidenziali e vie di fuga – perché l’amore è un grande scudo, e non è limitato dallo spazio o dal tempo” (Key to Teosophy). Tutti i racconti di interventi di angeli custodi non devono comunque essere attribuiti all’azione di elementali artificiali, perché in molti casi tali “angeli” erano le anime di persone o viventi o trapassate da poco, e raramente anche Deva.
Il potere di questi buoni desideri, specie se ripetuti frequentemente, nel creare un elementale attivo che preme continuamente nella direzione della realizzazione del suo obiettivo, è la spiegazione scientifica di ciò che i devoti non filosofi attribuiscono al potere della preghiera. Ci sono occasioni, anche se al momento sono rare, in cui il karma della persona che prega è tale da permettergli di farsi aiutare direttamente da un Adepto o da un suo allievo, e c’è anche la possibilità ancora più rara dell’intervento di un Deva o di un qualche spirito di natura amico; ma in tutti questi casi la più semplice e ovvia forma di aiuto sarà il rinforzo e la guida intelligente dell’elementale già formato dal desiderio.
Recentemente, venne a conoscenza di uno dei nostri ricercatori un esempio molto curioso e istruttivo della estrema persistenza in circostanze favorevoli di questi elementali artificiali . Tutti i lettori di questi argomenti sanno che si pensa che molte nostre famiglie antiche abbiano un tradizionale preavviso di morte – un fenomeno di qualsiasi genere che preannuncia alcuni giorni prima l’avvicinarsi del decesso del capofamiglia. Un esempio pittoresco è la ben nota storia del bianco uccello degli Oxenhams, la cui apparizione, fin dai tempi della regina Elisabetta, è stata riconosciuta essere un sicuro presagio di morte di alcuni membri della famiglia; mentre un altro è il carro fantasma che si racconta arrivi alla porta di un certo castello del nord, quando sta per accadere un simile evento. Un fenomeno di questo tipo accade nella famiglia di uno dei nostri membri, ma è molto più comune e molto meno sconvolgente di quelli precedenti, poiché consiste semplicemente in una musica solenne e impressionante, del genere di un inno, che viene udita, apparentemente sospesa nell’aria, nei tre giorni precedenti la morte. Il nostro membro, avendo udito due volte questa musica, scoprendo che quell’ avvertimento in entrambi i casi era stato molto accurato, e sapendo anche che, secondo la tradizione familiare, la stessa cosa era accaduta per vari secoli, si impegno a cercare con metodi occulti la causa che determinava questo strano fenomeno. Il risultato fu inaspettato ma interessante. Si scoprì che intorno al dodicesimo secolo il capofamiglia, partito per le crociate come molti altri uomini coraggiosi, e prese con sé al seguito il suo giovane figlio favorito, un giovane promettente il cui successo nella vita era il più forte desiderio del suo cuore di padre. Sfortunatamente, tuttavia, il giovane fu ucciso in battaglia, e il padre si trovò nella più profonda disperazione, lamentando non solo la perdita di suo figlio, ma ancor più il fatto che era stato reciso senza alcuna colpa, nel pieno della giovinezza spensierata,. I sentimenti dell’uomo erano in realtà così cocenti che egli abbandonò l’armatura e si unì a uno dei grandi ordini monastici, dedicando tutta la sua restante vita alla preghiera, prima per l’anima di suo figlio, e poi affinché nessun suo discendente potesse mai più incontrare ciò che alla sua mente semplice e pia sembrava il più terribile pericolo: morire impreparati. Giorno dopo giorno, per molti anni, egli pose tutta l’energia della sua anima in quell’unico intenso desiderio, credendo fermamente che in un modo o nell’altro il risultato sarebbe stato raggiunto. Uno studente di occultismo avrà poca difficoltà nel capire quale sarebbe stato l’effetto di una tale definita e protratta corrente di pensiero; il nostro monaco cavaliere creò un elementale artificiale di immenso potere e risorse, per il suo scopo, e accumulò in esso una quantità di forza che lo avrebbe reso capace di soddisfare quel desiderio per un periodo indefinito. Un elementale è un perfetto accumulatore – in pratica senza dispersione; e se ricordiamo quale deve essere stata la sua forza originaria, e quanto raramente sia stato chiamato ad entrare in azione, non ci meravigliamo che ancora adesso esso mostri una ineguagliabile vitalità, e avvisi i diretti discendenti del vecchio crociato dell’avvicinarsi del momento, ripetendo nelle loro orecchie la strana musica che fu l’inno funebre di un giovane e coraggioso soldato sette secoli fa in Palestina.

2. Elementali creati consapevolmente. Poiché risultati come quelli descritti prima sono stati raggiunti dalla forzapensiero di uomini completamente all’oscuro di ciò che stavano facendo, si può facilmente immaginare che un mago, che conosca l’argomento, e possa vedere esattamente quali effetti sia in grado di produrre, può esercitare un immenso potere in questo campo. E’ un dato di fatto che occultisti sia della scuola bianca che della nera usano frequentemente elementali artificiali nel loro lavoro, e pochi compiti sono al di sopra del potere di tali creature, quando preparate in modo scientifico e dirette con conoscenza e abilità; perché chi sa come far ciò può mantenere una connessione col suo elementale e guidarlo, non importa a che distanza esso debba lavorare, in modo che in pratica agirà come se avesse la stessa intelligenza del maestro.
Angeli custodi molto definiti e efficienti sono stati forniti a volte in questo modo, anche se probabilmente molto raramente il Karma permette un’interferenza così netta nella vita di una persona. In tale caso, tuttavia, come per esempio quello dell’allievo di un Adepto, che nel corso del suo lavoro potrebbe correre il rischio di essere attaccato da forze contro le quali la sua capacità di opporsi sia oggettivamente insufficiente, sono stati forniti aiutanti di questo genere, e hanno pienamente confermato la loro vigilanza continua e il loro grande potere.
Attraverso alcuni dei più avanzati procedimenti di magia nera, possono essere creati elementali artificiali di grande potere, e molto male è stato compiuto in molti modi da tali entità. Ma è vero per loro, come per la classe precedente, che se sono indirizzati verso una persona che , per la sua purezza di carattere, non sono in grado di influenzare, essi reagiscono con forza terribile contro il proprio creatore; così le storie medioevali dei maghi distrutti da quei demoni che essi stessi avevano creato, non sono pure favole, ma possono aver avuto un fondamento reale.
Occasionalmente, tali creature, per varie ragioni, sfuggono al controllo di coloro che hanno cercato di usarle, e diventano demoni erranti e senza scopo, come quelli che abbiamo descritti nel capitolo precedente in simili circostanze; ma quelli di questo capitolo, avendo molta più intelligenza e potere, e un’esistenza molto più lunga, sono in proporzione molto più pericolosi. Invariabilmente cercano mezzi per prolungare la propria vita, nutrendosi come vampiri della vitalità degli esseri umani, o spingendoli a fare loro offerte ; e in alcune semplici tribù mezzo selvagge, sono frequentemente riusciti, con sapienti manovre, a farsi riconoscere come dei del villaggio o della famiglia. Qualsiasi divinità che richieda sacrifici che comportino spargimento di sangue può sempre essere riconosciuta come appartenente alla più orrenda e infima classe di questo gruppo; altri tipi meno riconoscibili si accontentano di offerte di riso e cibo cotto di vario genere. Ci sono parti dell’India dove entrambe queste varietà possono prosperare anche al giorno d’oggi, e in Africa sono probabilmente relativamente numerose. Per mezzo di qualsiasi nutrimento essi possano ottenere dalle offerte, e ancor più attraverso la vitalità che traggono dai loro devoti, essi possono continuare a prolungare la loro esistenza per molti anni o secoli, mantenendo una forza sufficiente a manifestare fenomeni occasionali di un livello tale da stimolare la fede e la devozione dei loro seguaci, e invariabilmente rendendo se stessi sgradevoli in un modo o nell’altro, se queste offerte non vengono fatte. Per esempio, è stato asserito recentemente che in un villaggio indiano gli abitanti hanno visto che, quando per qualche motivo la divinità locale non riceveva i suoi pasti regolari, avvenivano incendi spontanei con allarmante frequenza nelle capanne, a volte tre o quattro contemporaneamente, in casi in cui era impossibile attribuire la colpa all’uomo; e altre storie di natura simile si sono senza dubbio presentate alla memoria di alcuni lettori che conoscono qualche avvenimento fuori dal comune di vari paesi.
L’arte di fabbricare elementali artificiali di estrema virulenza e potere sembra essere stata una specialità dei maghi di Atlantide – “i signori del lato oscuro”. Un esempio delle loro capacità in questo campo è esposto ne La Dottrina Segreta, in cui leggiamo di magnifici animali parlanti che dovevano essere calmati con l’offerta di sangue, altrimenti avrebbero risvegliato i loro maestri per avvisarli della loro imminente distruzione.
Ma, a parte queste strane bestie, essi creavano altre entità artificiali di potere ed energia così incredibilmente forti, che si ipotizza che alcuni di essi si siano mantenuti in vita fino ad oggi, anche se sono passati più di undicimila anni da quando il cataclisma distrusse i loro creatori. Le terribili divinità indiane, i cui devoti furono costretti a commettere in loro nome i terribili crimini dei Thugs – l’orrenda Kali, onorata perfino oggi con riti troppo abominevoli per essere descritti – potrebbero ben essere un relitto di un sistema che dovette essere spazzato via anche a costo di sommergere un continente e di perdere sessantacinque milioni di vite umane.

3. Esseri umani artificiali. Dobbiamo ora considerare una classe di entità che, sebbene contenga scarsi individui, ha acquisito dalla sua intima connessione con uno dei più grandi movimenti dei tempi moderni una importanza assolutamente sproporzionata alla sua numerosità. E’ dubbio se debba essere collocato nella prima o nella terza delle divisioni principali; ma, anche se certamente umani, sono a tutt’oggi allontanati dal corso della evoluzione ordinaria, e così interamente prodotti da una volontà esterna alla propria, che forse è più naturale collocarli tra gli esseri artificiali. Il modo più semplice per descriverli sarà cominciare con la loro storia, e per far ciò dobbiamo ancora una volta guardare indietro alla grande razza atlantidea. Pensando agli Adepti e alle scuole di occultismo di quel notevole popolo, la nostra mente istintivamente pensa alle pratiche malvagie di cui abbiamo sentito parlare così spesso ultimamente; ma non dobbiamo dimenticare che prima di quel periodo di egoismo e degradazione, la potente civiltà di Atlantide ha realizzato molte cose nobili e degne di ammirazione, e che tra i suoi capi ci furono alcuni che salirono sulle più elevate vette mai raggiunte dall’uomo. Fra le logge degli studi occulti preliminari all’iniziazione formate dagli Adepti della Buona Legge, ce n’era una in una certa parte dell’America che era tributaria di uno dei più grandi monarchi di Atlantide – “ I Regolatori Divini del Cancello Dorato”; e anche se dovette attraversare molte e strane vicissitudini, anche se dovette spostare il suo quartier generale di paese in paese, ogni volta che veniva invaso dagli elementi contrastanti della civilizzazione successiva, quella loggia esiste ancora oggi, e osserva lo stesso antico rituale – insegnando ancora come una lingua sacra e nascosta la stessa lingua atlantidea che era usata alla sua fondazione molte migliaia di anni fa. Si conserva ancora inalterata – una loggia di occultismo di scopi puri e filantropici, che può guidare sulla strada della conoscenza quegli studenti che la trovino degna nonostante la difficoltà del suo percorso, e conferisce tali poteri psichici, che appartengono al suo patrimonio, solo dopo i più strenui tests riguardo all’idoneità del candidato. I suoi insegnanti non si trovano sopra il livello di Adepto, eppure in centinaia hanno appreso da loro come muovere i primi passi sul sentiero, che li avrebbe portati a diventare Adepti in vite successive; e nonostante non sia in diretta comunicazione con la Fratellanza Himalayana, ci sono alcuni, di quest’ultima, che sono stati connessi con essa in precedenti incarnazioni, e perciò mantengono un interesse più che amichevole nei suoi confronti.
I capi di questa loggia, anche se hanno tenuto se stessi e la loro società sempre in disparte, ciò nonostante hanno fatto ciò che potevano di volta in volta per aiutare il progresso della verità nel mondo, e circa mezzo secolo fa, in contrapposizione al materialismo rampante che sembrava soffocare tutta la spiritualità in Europa e in America, essi decisero di tentare di combatterlo attraverso nuovi metodi – in particolare per offrire l’opportunità all’uomo ragionevole di acquisire una prova assoluta dell’esistenza di una vita oltre la fisica, cosa che la scienza tendeva a negare. I fenomeni mostrati non erano in se stessi assolutamente nuovi, poiché in una forma o nell’altra possiamo averne sentito parlare attraverso la storia; ma la loro presentazione organica – la loro esposizione – queste furono caratteristiche assolutamente nuove per il mondo moderno. Il movimento che così crearono crebbe gradualmente in una vasta officina di spiritualismo moderno, e anche se non sarebbe corretto ritenere i creatori dello schema direttamente responsabili dei molti risultati che ne sono succeduti, dobbiamo però ammettere che essi raggiunsero il loro scopo fino al punto di convertire un gran numero di persone dal non credere in niente di particolare fino alla fede salda in qualche tipo di vita futura. Questo è senza dubbio un magnifico risultato, anche se, nella opinione dei molti che ci misero in grado di vedere le cose in modo più ampio rispetto alle nostre possibilità, questo fu raggiunto con un costo eccessivo, ritenendo complessivamente gli svantaggi superiori ai benefici. Il metodo adottato era quello di prendere alcune persone comuni, dopo la morte, risvegliarli attraverso il piano astrale, istruirli fino a quanto glielo permettevano le condizioni di quel piano, e poi affidar loro un circolo spiritistico. L’incaricato a sua volta “sviluppava” altre persone trapassate con lo stesso scopo, e tutti agivano sui partecipanti alle loro sedute spiritiche, e li “sviluppavano” come medium; e così lo spiritualismo crebbe e prosperò. Sicuramente i membri viventi della loggia originaria si manifestarono occasionalmente in forma astrale in alcuni dei circoli – forse alcuni lo fanno ancora adesso; ma nella maggior parte dei casi essi dettero semplicemente le direttive e le indicazioni che consideravano necessarie alle persone incaricate. Senza alcun dubbio, il movimento si incrementò in modo talmente rapido, più di quanto si fossero aspettati, che presto uscì dal loro controllo, così che, come fu detto, per molti degli eventi successivi possono essere ritenuti responsabili solo indirettamente.
Naturalmente, l’intensificazione della vita astrale in quelle persone che erano state messe alla guida dei circoli, ritardò in modo definito la loro naturale evoluzione; e, nonostante l’idea che, qualsiasi cosa fosse stata persa in questo modo, sarebbe però stata pienamente riconquistata attraverso il buon karma guadagnato nell’aiutare gli altri verso la verità, si scoprì presto che era impossibile fare uso di uno “spiritoguida” per un tempo sufficientemente lungo senza causargli danni seri e permanenti. In alcuni casi tali “guide” furono allontanate, mettendone altre in sostituzione; in altri casi si considerò non desiderabile, per varie ragioni, attuare un simile cambiamento, e fu allora adottato un notevole espediente che diede luogo alla curiosa classe di creature che abbiamo chiamato gli “esseri umani artificiali”. Ai corpi superiori delle “guide” originali fu consentito il passaggio alla evoluzione, così a lungo posposta, nella condizione devachanica, ma le ombre che si lasciavano dietro vennero prese, sostenute, e elaborate per poter apparire praticamente inalterate al loro circolo. Sembra che questo sia stato fatto all’inizio dagli stessi membri della loggia, ma evidentemente questa soluzione fu trovata dannosa o insoddisfacente, o forse fu considerata uno spreco di forze, e la stessa obiezione fu fatta ad un eventuale uso di un elementale artificiale; perciò si decise alla fine che la persona trapassata che era stata designata a subentrare all’ultimo “spirito –guida”, dovesse farlo, ma dovesse prendere possesso dell’ultima ombra o guscio, e semplicemente indossarlo. Si dice che alcuni membri della loggia obiettarono a questo, che, anche se l’intenzione era buona, questa comportava una certa frode; ma sembra che l’opinione generale sia stata che siccome il guscio in realtà era lo stesso, e conteneva comunque qualcosa del Manas inferiore originale, non c’era niente che potesse essere definito ingannevole.
Questa, dunque, fu la genesi delle entità umane artificiali, e si capisce che in più casi tali cambiamenti furono attuati senza sollevare alcun sospetto, anche se, d’altra parte, alcuni ricercatori dello spiritualismo rimarcarono il fatto che, dopo un considerevole lasso di tempo, certe differenze , nei modi e nel carattere di uno “spirito”, ad un tratto diventavano visibili. Non c’è bisogno di dire che nessuno degli Adepti della Fratellanza ha mai approvato la formazione di un’entità artificiale di questo tipo, anche se non poterono interferire con nessuno di coloro che riteneva giusto agire così. Un punto debole in questo procedimento è che molti altri, oltre la loggia originale, possono adottare questo piano, e non c’è niente che possa impedire ai maghi neri di fornire “spiriti” che comunicano – cosa che in realtà sappiamo che fanno.
Con questo gruppo concludiamo la rassegna degli abitanti del piano astrale. Ricordando le riserve fatte alcune pagine fa, la catalogazione può essere considerata abbastanza completa; ma dobbiamo enfatizzare ancora una volta che questo trattato vuole essere solo uno schizzo a grandi linee di un soggetto molto vasto, la elaborazione dettagliata del quale richiederebbe una intera vita di studio e di duro lavoro.

FENOMENI

Anche se nel corso di questo lavoro abbiamo citato e in qualche modo spiegato più volte vari fenomeni soprasensibili, prima di concludere sarebbe auspicabile ricapitolare con un elenco quelli che sono i più frequentemente incontrati dagli studenti di questa materia, e mostrare gli agenti che abbiamo tentato di descrivere come loro causa. Le risorse del mondo astrale, comunque, sono così varie che almeno alcuni fenomeni che ci sono familiari possono essere prodotti in parecchi modi diversi, per cui è possibile tracciare solo qualche regola generale.
Le apparizioni di fantasmi forniscono un esempio molto calzante dell’osservazione che abbiamo appena fatto, perché nel senso generale in cui queste parole vengono usate tali eventi possono indicare quasi ogni abitante del mondo astrale.
Naturalmente, le persone psichicamente sviluppate vedono costantemente cose del genere, ma perché una persona comune “veda un fantasma”, come si dice abitualmente, deve verificarsi una di queste due condizioni: o che il fantasma si materializzi, o che la persona abbia un flash temporaneo di percezione psichica. Se non fosse che nessuno di questi due eventi è comune, incontreremmo fantasmi per le strade con la stessa frequenza delle persone viventi.

Fantasmi dei cimiteri. Se il fantasma è visto aggirarsi attorno ad una tomba, è probabilmente il guscio eterico di una persona appena sepolta, anche se potrebbe essere il corpo astrale di un essere umano che cerca, nel sonno, la tomba di un amico; o potrebbe anche essere una forma-pensiero materializzata – cioè un elementale artificiale creato dall’energia con cui un uomo pensa di essere presente in un posto particolare. Queste varietà sarebbero facilmente distinguibili l’una dall’altra da qualcuno abituato ad usare la visione astrale, ma una persona non pratica potrebbe limitarsi a chiamarli tutti genericamente fantasmi.

Apparizioni dei morenti. Le apparizione al momento della morte non sono affatto insolite, e sono molto spesso visite reali offerte dalla forma astrale del morente di quello che potremmo chiamare il momento della dissoluzione; potrebbero anche in questo caso essere forme-pensiero create dal desiderio sincero di vedere alcuni amici ancora una volta , prima di trapassare in uno stato ignoto.
Posti stregati. Le apparizioni nei posti in cui fu commesso un qualche crimine sono abitualmente forme-pensiero proiettate dal criminale, che, vivo o morto, ma specialmente se è morto, pensa continuamente alle circostanze della sua azione; e dal momento che questi pensieri sono particolarmente vividi nella sua mente durante l’anniversario del crimine originale, è spesso solo in questa occasione che gli elementali artificiali da lui creati sono abbastanza forti da materializzarsi alla vista ordinaria – un fatto che spiega la periodicità di alcune di queste manifestazioni. Un altro punto a proposito di questi fenomeni è che, tutte le volte che si è verificato un disturbo mentale molto forte, che si sia sopraffatti da terrore, dolore, dispiacere, odio, o comunque qualsiasi altra passione intensa, viene rilasciata sulla luce astrale una impressione così marcata di questa emozione, che anche una persona con minime facoltà psichiche può, con un temporaneo leggero innalzamento della sua sensibilità, diventare capace di visualizzare l’intera scena – vedere l’evento che avviene in tutti i suoi dettagli davanti ai suoi occhi – ed in tale caso egli ovviamente riferirebbe che il posto è stregato, e che ha visto un fantasma. In realtà, persone che non sono ancora capaci di vedere psichicamente in circostanze ordinarie, sono spesso sgradevolmente impressionate quando visitano alcuni luoghi come quelli citati; ci sono molti, per esempio, che si sentono a disagio quando passano dal sito di Tyburn Tree, o non possono stare nella camera degli orrori di Madame Tussaud, anche se non si immaginano certo che il loro disagio è dovuto alla terrificante impressione sulla luce astrale che circonda i posti e gli oggetti risuonanti di orrore e crimine, e alla presenza di disgustose entità astrali che sempre si aggirano in questi posti.

Fantasmi di famiglia. I fantasmi di famiglia, che comunemente troviamo nelle storie sovrannaturali a buon mercato come appannaggio dei castelli feudali, possono essere sia una formapensiero o una impressione particolarmente vivida della luce astrale, o ancora possono realmente essere un antenato legato alla terra che ancora sta infestando le scene a cui i suoi pensieri e speranza durante la vita erano rivolti.

Suono di campane, rotolare di pietre, ecc. Un’altra classe diapparizioni che prende la forma di suono di campane, rotolare di pietre, rottura di vasellame è già stata illustrata, ed è quasi sempre frutto di forze elementali, che siano messe ciecamente in moto dagli sforzi goffi di una persona ignorante che cerca di attrarre l’attenzione dei suoi amici sopravvissuti, o che siano usate intenzionalmente da alcuni ingannevoli infantili spiriti di natura.

Fate. Gli spiriti di natura sono responsabili anche per tutto ciò che di vero ci può essere in tutte le strane storie di fate che sono così comuni in certe parti del paese. A volte una temporanea comparsa di chiaroveggenza, che non è rara negli abitanti di solitarie regioni di montagna, mette in grado alcuni viandanti sperduti di vedere i loro gioiosi giochi; a volte vengono giocati strani tiri su qualche vittima terrorizzata; e su di essa viene gettato un incantesimo, facendole per esempio vedere case o persone dove invece sa che non esistono. E questa spesso non è un’illusione momentanea, perché qualcuno a volte attraverserà una lunga serie di avventure immaginarie e sconcertanti, e poi improvvisamente scoprirà che tutto il suo brillante scenario è svanito in un solo istante, lasciandolo in piedi in qualche vallata solitaria o su qualche landa spazzata dal vento. D’altro canto, non bisogna considerare fondate tutte le leggende popolari sull’argomento, poiché una grossolana superstizione si mescola alle teorie dei paesani circa questi esseri, come dimostrato da un recente terribile caso di omicidio in Irlanda.
Alle stesse entità deve essere attribuita una gran parte di quelli che sono chiamati fenomeni fisici durante le sedute spiritiche – in verità, molte sedute spiritiche sono state tenute interamente da queste creature ingannevoli; e una tale performance potrebbe includere facilmente fenomeni sconvolgenti, come la risposta a domande e consegna di finti messaggi attraverso colpi o ribaltamenti, l’esibizione di “spiriti luminosi”, lo spostamento di oggetti a distanza, la lettura di pensieri nella mente dei presenti, la scrittura automatica o il disegno, o anche materializzazioni. Infatti, gli spiriti di natura, da soli, se capita che qualcuno di loro si voglia prendere la briga di farlo, potrebbero realizzare una seduta spiritica bella come non mai; perché, nonostante ci possano essere alcuni fenomeni non così facili per loro da riprodurre, il loro meraviglioso potere di gettare incantesimi potrebbe renderli capaci senza difficoltà di persuadere l’intero gruppo di astanti che questi fenomeni sono davvero accaduti, a meno che, in realtà, non sia presente uno spettatore allenato che comprenda la loro arte e sappia combatterli. Come regola generale, dovunque abbiano luogo giochi sciocchi o scherzi fisici durante una seduta spiritica, possiamo dedurre la presenza sia di spiriti di natura di livello basso, che di esseri umani viventi di un livello sufficientemente basso da trovare piacevoli tali sciocche manifestazioni.

Entità comunicanti. Per ciò che riguarda le entità che possono “comunicare” durante una seduta spiritica, o possono ossessionare e parlare attraverso un medium in trance, possiamo dire che sono una legione; essi provengono in pratica da tutte le possibili classi di abitanti del piano astrale, anche se, dopo ciò che è stato spiegato, si capirà facilmente che è molto improbabile che provengano da una classe elevata. Uno “spirito” che si manifesta, può essere esattamente ciò che dice di essere, ma nella quasi totalità dei casi, non è niente del genere; e per i partecipanti comuni non c’è assolutamente modo di distinguere la verità dalla menzogna, dal momento che le risorse di cui un abitante del piano astrale dispone a suo piacimento e con le quali può illudere una persona sul piano fisico è così grande che non ci si può fidare nemmeno di quella che sembra una prova convincente. Se qualcosa si presenta come un fratello perso da tanto tempo di qualcuno, colui non può avere la certezza che questo sia vero; se gli racconta qualche fatto noto solo a lui e al fratello, non può convincersi, perché sa che tale informazione potrebbe facilmente essere stata letta nella sua mente, o intorno a lui dalla luce astrale che lo circonda; anche se poi insiste e gli racconta qualcosa connesso al fratello, e che nemmeno lui sa, ma che successivamente potrebbe verificare, deve pensare che anche questo può essere stato letto nel record astrale, o che quello che egli vede davanti a sé è solo l’ombra di suo fratello, e che possiede la sua memoria senza però essere lui. Non neghiamo neanche per un momento che a volte alle sedute spiritiche siano state date importanti comunicazioni da entità che in tali casi avevano detto di essere ciò che in effetti erano; tutto quello che vogliamo dire è che per una persona normale che va ad una seduta spiritica è impossibile esser certo di non essere crudelmente ingannato, in uno o nell’altro modo, da una mezza dozzina di sistemi diversi.
Ci sono stati alcuni casi in cui membri della loggia occultista che abbiamo detto essere la responsabile dell’origine del movimento spiritualista hanno dato essi stessi, attraverso un medium, una serie di insegnamenti di valore su argomenti profondamente interessanti, ma questo è accaduto invariabilmente in sedute spiritiche strettamente private, non in performance pubbliche per le quali sia stato pagato del denaro.

Risorse astrali. Per capire i metodi attraverso i quali una gran massa di fenomeni fisici vengono prodotti, è necessario comprendere le varie risorse menzionate poc’anzi, che una persona in grado di agire sul piano astrale può avere al suo comando; e questa è una branca dell’argomento che non è affatto facile chiarire, specialmente perché viene affrontata con certe necessarie limitazioni. Ci può forse aiutare il ricordare che il piano astrale può essere considerato in molti modi come un’estensione del piano fisico, e l’idea che la materia possa assumere lo stato eterico (nel quale, per quanto intangibile, è ancora puramente fisica) può servire a mostrarci come i due piani sfumano l’uno nell’altro. Infatti, nella concezione induista di Jagrat, o “lo stato risvegliato”, i piani fisico e astrale sono uniti, e le sue sette suddivisioni corrispondono alle quattro della materia fisica, e alle tre ampie della materia astrale.
Ricordandoci questo, è facile muoverci al passo successivo e comprendere l’idea che la visione, o piuttosto la percezione, astrale può essere definita, da un certo punto di vista, come la capacità di recepire una quantità di vibrazioni notevolmente maggiore. Nei nostri corpi fisici un piccolo set di vibrazioni viene percepito come suono; un altro piccolo set di vibrazioni più rapide viene percepito come luce; ancora un altro set come energia elettrica; ma c’è un numero immenso di vibrazioni intermedie che producono effetti che non possiamo assolutamente percepire. Ora si vedrà chiaramente che se tutte, o solo alcune di queste vibrazioni intermedie, con tutte le complicazioni dovute alle diverse lunghezze d’onda, sono percepibili sul piano astrale, la nostra conoscenza della natura sarebbe molto aumentata su quel piano, e potremmo acquisire molte informazioni che adesso ci sono precluse.

Chiaroveggenza. E’ ammesso che alcune di queste (vibrazioni) passino attraverso la materia solida con totale facilità, perciò questo ci rende ragione scientificamente di alcune peculiarità della visione astrale, anche se quelle menti che apprezzano di più la teoria della quarta dimensione, trovano in essa una spiegazione più netta e completa. E’ chiaro che il semplice possesso di questa visione astrale potrebbe subito spiegare la sua capacità di produrre molti effetti che ci apparirebbero meravigliosi – come per esempio, la lettura di un brano da un libro chiuso; e inoltre quando ricordiamo che questa facoltà comprende il potere di leggere interamente il pensiero, la conoscenza di come proiettare correnti nella luce astrale, il poter osservare un oggetto desiderato in qualsiasi parte del mondo, allora capiamo che molti fenomeni di chiaroveggenza
sono spiegabili senza nemmeno andare oltre il livello astrale.
Naturalmente la chiaroveggenza vera, allenata, e assolutamente affidabile riguarda un insieme di facoltà completamente differente, ma poiché queste appartengono ad un piano superiore a quello astrale, esse non fanno parte del presente trattato.

Preveggenza e seconda vista. Anche la facoltà di previsioni accurate appartiene a quel piano più elevato, ma flash o riflessi di essa frequentemente appaiono alla semplice vista astrale, in particolare fra persone semplici che vivono in condizioni appropriate –ben noto esempio quella che è chiamata “seconda vista” fra gli Highlanders della Scozia.
Un altro fatto che non deve essere dimenticato è che un qualche abitante intelligente del piano astrale non è solo capace di percepire queste vibrazioni eteriche, ma può anche – se ha imparato a farlo – adattare le vibrazioni ai propri fini o manipolarle lui stesso.

Forze astrali. Si capirà subito che le forze sovrafisiche e i modi di manipolarle non sono oggetto su cui possiamo scrivere nella presente pubblicazione, anche se c’è ragione di supporre che in breve alcuni applicazioni di una o due di loro diverranno note al mondo intero: forse può essere possibile, superando i limiti di quanto permesso, dare una idea a grandi linee per spiegare come avvengono certi fenomeni. Tutti quelli che hanno esperienza di sedute spiritiche con effetti fisici, prima o poi avranno visto casi in cui una forza viene impiegata per sollevare grandi pesi, e così via; e si saranno chiesti da dove era stata tratta questa forza, e quale leva fosse stata impiegata.
Come al solito, in connessione coi fenomeni astrali, ci sono parecchi modi con i quali questo lavoro può essere stato realizzato, ma per il momento sarà sufficiente indicarne quattro.

Correnti eteriche. Primo, ci sono grandi correnti eteriche che spazzano costantemente la superficie della terra da un polo all’altro, di un volume tale che rende il loro potere altrettanto irresistibile di quello di una marea, e ci sono metodi con i quali queste stupende forze possono essere utilizzate con sicurezza, anche se goffi tentativi di controllarle potrebbero essere estremamente pericolosi.

Pressione eterica. In secondo luogo, c’è quello che può essere meglio descritto come una pressione eterica, qualcosa di corrispondente alla pressione atmosferica, anche se immensamente più grande. Nella vita ordinaria noi non siamo consapevoli né dell’una né dell’altra pressione, ciò nonostante esse esistono, e se la scienza riuscisse a togliere tutto l’etere da un determinato spazio, come può togliere l’aria, l’una potrebbe essere provata come può essere provata l’altra. La difficoltà nel fare ciò sta nel fatto che la materia nella condizione eterica interpenetra liberamente la materia di tutti gli strati inferiori, perciò a tutt’oggi non c’è alcun sistema che possa permettere agli scienziati di eliminare l’etere da un dato spazio.
L’Occultismo pratico, tuttavia, insegna come ciò può essere fatto, e così l’enorme forza della pressione eterica può essere messa in gioco.

Energia latente. In terzo luogo, c’è una vasta riserva di energia potenziale che è diventata dormiente nella materia durante l’involuzione della materia sottile in quella grossolana, e a causa del cambiamento di stato della materia, una parte di questa può essere liberata e utilizzata, in qualche modo come l’energia latente sotto forma di calore può essere liberata da un cambiamento nello stato della materia visibile.

Vibrazione simpatica. In quarto luogo, molti risultati sconvolgenti, sia grandi che piccoli, possono essere prodotti dall’estensione di un principio che può essere descritto come quello di vibrazione simpatica. Le illustrazioni del piano fisico sembrano in genere fuorviare piuttosto che chiarire i fenomeni astrali, perché non possono essere adatte che in parte; ma il ricordo di due semplici fatti della vita ordinaria può aiutarci a chiarire questa importante branca ; se stiamo attenti a non spingere l’analogia oltre quanto possa essere corretto. E’ ben noto che, se una delle corde di un’arpa viene fatta vibrare vigorosamente, il suo movimento provocherà vibrazioni simpatiche nelle corde corrispondenti di altre arpe poste intorno ad essa, se esse sono accordate sullo stesso tono. E’ anche ben noto che quando una grande massa di soldati attraversa un ponte sospeso, è necessario rompere il passo, poiché la regolarità perfetta della loro marcia ordinaria potrebbe determinare una vibrazione nel ponte, che si intensificherebbe dopo ogni passo, fino a superare il punto di resistenza del ferro, momento in cui l’intera struttura collasserebbe. Con queste due analogie in mente (senza dimenticare che sono solo parziali) può sembrare più comprensibile che chi sa esattamente a che frequenza iniziare le sue vibrazioni – conosce, per dire, la nota chiave della classe di materia che vuole influenzare – potrebbe, suonando quella nota, indurre un immenso numero di vibrazioni simpatiche. Quando questo viene fatto nel piano fisico non si sviluppa ulteriore energia; ma , diversamente, nel piano astrale, la materia con cui abbiamo a che fare è molto meno inerte, e così, quando viene attivata da questa vibrazione simpatica, essa aggiunge la sua forza vivente all’impulso originale, che può così essere moltiplicato molte volte; e allora, attraverso ulteriori ripetizioni ritmiche dell’impulso originale, come nel caso dei soldati che marciano sul ponte, le vibrazioni possono intensificarsi a tal punto che il risultato è completamente sproporzionato all’agente causale. In verità, si può dire che non ci sono praticamente limiti ai risultati ottenibili attraverso questa forza nelle mani di un grande Adepto che conosce completamente le sue possibilità; poiché la reale struttura dell’universo stesso non è che il risultato delle vibrazioni iniziate dal Verbo.

Mantra. La classe di mantra o formule che producono i loro risultati non attraverso il controllo di alcuni elementali, ma semplicemente attraverso la ripetizione di certi suoni, trova la sua efficacia anche attraverso l’ azione di vibrazione simpatica.
Disintegrazione. Anche il fenomeno della disintegrazione può essere determinato da vibrazioni estremamente rapide, che superano il punto di coesione delle molecole dell’oggetto interessato. Una frequenza di vibrazione ancora più alta di un tipo diverso, separerà queste molecole nei loro atomi costituenti. Un corpo ridotto con questi mezzi allo stato eterico può essere mosso da una corrente astrale da un luogo a un altro con una grande rapidità; e al momento in cui la forza che gli è stata applicata per portarlo in questo stato viene sottratta, esso sarà forzato dalla pressione eterica a riassumere la forma originale. E’ in questo modo che gli oggetti sono talvolta trasportati istantaneamente a grande distanza durante le sedute spiritiche, ed è ovvio che, quando disintegrati, essi possono passare con totale facilità attraverso qualsiasi sostanza solida, come ad esempio il muro di una casa o la parete di una scatola chiusa, così ciò che è comunemente chiamato “il passaggio della materia attraverso la materia” si intuisce, se propriamente compreso, essere semplice come il passaggio dell’acqua attraverso un setaccio, o di un gas attraverso un liquido in qualche esperimento chimico.

Materializzazione. Poiché è possibile attraverso una variazione di vibrazione cambiare lo stato della materia da solida ad eterica, si comprenderà che è anche possibile invertire il processo e trasformare la materia da eterica a solida. Come un processo spiega il fenomeno della disintegrazione, così si spiega quello della materializzazione; e proprio come nel primo caso è necessario un continuo sforzo di volontà per impedire all’oggetto originario di riprendere la sua forma, così allo stesso modo nel secondo fenomeno uno sforzo continuo è necessario per impedire alla materia materializzata di ritornare nello stato eterico. Nelle materializzazioni viste nelle sedute spiritiche ordinarie, la materia richiesta allo scopo è presa a prestito nella maggior quantità possibile dal doppio eterico del medium – un’operazione che pregiudica la sua salute, e anche non desiderabile per molti altri motivi; e questo spiega il fatto che la forma materializzata è abitualmente strettamente confinata alle vicinanze del medium, e che è soggetta ad una attrazione che la attira costantemente verso il corpo dal quale proviene, così che , se tenuta lontana dal medium troppo a lunga, l’oggetto scompare, e la materia di cui è composto, tornando allo stato eterico, ritorna all’istante alla sua fonte.

Perché è richiesta l’oscurità. La ragione per cui gli esseri che dirigono una seduta spiritica trovano più facile operare nell’oscurità o con luce soffusa viene spiegata col fatto che il loro potere usualmente sarebbe insufficiente a tenere insieme una forma materializzata o perfino una “mano spiritica” per più di pochi secondi in mezzo alle vibrazioni intense determinate da una forte luce. Gli habitueé delle sedute spiritiche senza dubbio hanno notato che le materializzazioni sono di tre tipi: - primo, quelle che sono tangibili ma non visibili; secondo, quelle che sono visibili ma non tangibili; terzo, quello che sono tangibili e visibili. Al primo tipo, il più comune, appartengono le mani invisibili che così frequentemente strofinano i visi degli astanti o che portano in giro piccoli oggetti attraverso la stanza, e gli organi vocali dai quali provengono le voci. In questo caso, viene usato un tipo di materia che non può riflettere né fermare la luce, ma che è capace in certe condizioni, di instaurare vibrazioni nell’atmosfera che colpiscono il nostro udito come un suono.

Fotografia spiritica. Una variazione di questa classe è quel tipo di materializzazione parziale che, anche se incapace di riflettere qualsiasi luce a noi visibile, è però in grado di influenzare alcuni raggi ultravioletti, e perciò può impressionare il materiale fotografico in modo più o meno definito, fornendoci così ciò che è conosciuto come “fotografie spiritiche”. Quando non c’è sufficiente potere a disposizione per produrre una materializzazione perfetta, allora a volte vediamo questa forma vaporosa che costituisce la nostra seconda classe, e in tale caso gli “spiriti” in genere avvertono i partecipanti che ciò che apparirà non deve essere toccato. Nei casi ancora più rari di una piena materializzazione c’è energia sufficiente per tenere insieme, almeno per pochi momenti, una forma che può essere sia vista che toccata.
Quando un allievo o un Adepto ha necessità per qualunque motivo di materializzare il suo Mayavirupa o il suo corpo astrale, non si rifornisce di materia né dal suo doppio eterico, né da quello di qualcun altro, poiché gli è stato insegnato come estrarre la materia di cui ha bisogno direttamente dalla luce astrale o anche dall’Akashico.

Duplicazione. Un altro fenomeno intimamente connesso con questa parte del soggetto, è quello della duplicazione, che è prodotto col semplice formare nella luce astrale una immagine mentale perfetta dell’oggetto che si vuole riprodurre, per poi raccogliere intorno a questo nucleo la materia fisica necessaria.
Naturalmente per questo scopo è necessario che tutte le particelle, sia interne che esterne dell’oggetto che deve essere duplicato, siano accuratamente tenute d’occhio simultaneamente, e conseguentemente il fenomeno è quello che richiede un potere di concentrazione considerevole per poter essere realizzato. Persone incapaci di procurarsi la materia richiesta direttamente dalla luce astrale, a volte l’hanno presa in prestito dalla materia dell’oggetto originale che in questo caso verrebbe parallelamente ridotto di peso.

Precipitazione. Leggiamo molto nella letteratura teosofica di precipitazione di lettere o disegni. Questo risultato, come ogni altro, può essere ottenuto in vari modi. Un Adepto che vuole comunicare con qualcuno può porre un foglio di carta innanzi a sé, formare un immagine o scrivere quello che vuole farvi apparire, e trarre dalla luce astrale la materia con la quale realizzare l’immagine; o se preferisse, potrebbe produrre lo stesso risultato sul foglio del suo corrispondente, indipendentemente dalla distanza. Un terzo metodo che, visto che fa risparmiare tempo, è adottato più frequentemente, è imprimere il contenuto della lettera nella mente di un qualche allievo, e lasciare fare a lui il lavoro meccanico della precipitazione. Quell’allievo, in tal caso, prenderebbe il suo foglio di carta, e, immaginando di vedere la lettera scritta per mano del suo Maestro, procederebbe a oggettualizzare la scrittura come prima descritto. Se trova difficile realizzare contemporaneamente le due operazioni di richiamare la materia dalla luce astrale e precipitarla sulla carta, egli potrebbe usare inchiostro comune o una piccola quantità di polvere colorata poste sul tavolo, che, essendo già nello stato di materia fisica, potrebbero essere utilizzate più rapidamente.
E’ ovvio naturalmente che il possesso di questi poteri potrebbe essere un’arma molto pericolosa nelle mani di persone senza scrupoli, poiché sarebbe facile imitare la grafia di un uomo piuttosto che di un altro, e sarebbe impossibile con i mezzi ordinari riconoscere l’inganno. Un allievo definitivamente connesso col Maestro ha sempre un test infallibile col quale riconosce se un messaggio proviene realmente dal Maestro o meno, ma per altri la prova della sua origine sta solo nel contenuto della lettera e nello spirito che la pervade, visto che la calligrafia, anche se perfettamente imitata, non ha alcun valore come evidenza.
Per quanto riguarda la velocità, un allievo nuovo al lavoro di precipitazione, potrebbe forse immaginare solo poche parole per volta, e perciò potrebbe procedere più velocemente se scrivesse la sua lettera in modo ordinario, ma un individuo più esperto che riesce a visualizzare un’intera pagina o forse un’intera lettera simultaneamente, realizzerebbe questo lavoro più facilmente che non nel modo comune. E’ in questo modo che lettere molto lunghe sono a volte prodotte in pochi secondi durante una seduta spiritica.
Quando deve essere precipitata un’immagine, il metodo è precisamente lo stesso, eccetto che qui è necessario che l’intera scena venga visualizzata allo stesso tempo, e se sono richiesti più colori, esiste ovviamente l’ulteriore complicazione di riprodurli, tenendoli separati, e riproducendo accuratamente le stesse tinte della scena che deve essere rappresentata.
Evidentemente, questo è un campo di azione per l’esercizio di facoltà artistiche, e non si deve supporre che ogni abitante del piano astrale possa produrre con questo metodo un disegno altrettanto buono; un uomo che è stato un grande artista in vita, e ha perciò imparato come vedere e cosa cercare, certamente avrà molto più successo di una persona qualsiasi nel realizzare le precipitazioni dopo la morte, quando è sul piano astrale.

Scrittura su lavagna. La scrittura su lavagna, per la produzione della quale, messi sotto prova, alcuni dei più grandi medium sono diventati così famosi, è talvolta prodotta per precipitazione, anche se più frequentemente il frammento di gesso sulla lavagna è guidato dalla mano di uno spirito, della quale si materializzano solo le punte sufficienti a manovrare il gesso.

Levitazione. Un avvenimento che occasionalmente ha luogo durante le sedute spiritiche e più frequentemente tra gli yogi orientali è quella che viene chiamata levitazione – cioè, il fluttuare di un corpo umano nell’aria. Nessun dubbio quando ciò avviene ad un medium, egli è semplicemente sollevato dalle “mani” dello spirito, ma c’è un altro metodo più scientifico per realizzare questo evento, che è sempre usato in Oriente, e a volte anche qui. La scienza occulta conosce una quantità di metodi per neutralizzare o anche invertire la forza di gravità, ed è ovvio che con l’uso giudizioso di questo potere, tutti i fenomeni di levitazione possono essere facilmente prodotti.
Senza dubbio era grazie alla conoscenze di questo segreto che alcune delle navi volanti dell’antica India e Atlantide venivano sollevate da terra e rese leggere per essere facilmente mosse e dirette; e probabilmente la stessa conoscenza delle forse più sottili della natura ha facilitato il lavoro di quelli che hanno sollevato enormi blocchi di pietra a volte usati in architetture ciclopiche, o nella costruzione delle Piramidi o di Stonehenge.

Spiriti luminosi. Con la conoscenza delle forze della natura che le risorse del piano astrale mettono al comando dei suoi abitanti, la produzione di quelle che sono chiamati “spiriti luminosi” è una cosa veramente semplice, che siano della varietà appena fosforescente o di elettricità brillante, o quei curiosi globi di luce danzanti in cui certe classi di elementali ignei così prontamente si trasformano. Poiché tutta la luce consiste semplicemente di vibrazioni dell’etere, è ovvio che chiunque conosca come mettere in moto tali vibrazioni, può facilmente produrre qualsiasi tipo di luce che vuole.

Fuoco maneggiabile. E’ con l’aiuto dell’essenza elementale eterica che può essere prodotto anche l’evento notevole del fuoco maneggiabile, anche se come al solito, ci sono altri modi in cui può essere realizzato. Lo strato più sottile della sostanza eterica può essere manipolato così da essere assolutamente refrattario al calore, e quando la mano del medium o del partecipante è coperta con questa sostanza, egli può impugnare un carbone ardente o del ferro incandescente con totale sicurezza.

Trasmutazione. Abbiamo ora riportato la maggior parte degli avvenimenti nelle stanze delle sedute spiritiche, ma ci sono un paio di fenomeni più rari, del mondo esterno che dobbiamo menzionare. La trasmutazione dei metalli è comunemente ritenuta essere un mero sogno dell’alchimista medioevale, e senza dubbio nella maggior parte dei casi la descrizione del fenomeno fu meramente un simbolo di purificazione dell’anima; eppure sembra esserci qualche evidenza che fu veramente realizzata in parecchie occasioni, e ci sono piccoli maghi orientali che asseriscono di farla perfino adesso in condizioni provate. Sia come sia, è evidente che poiché l’atomo è indivisibile, e lo stesso in tutte le sostanze, ed è solo la sua combinazione che differisce, chiunque possieda il potere di ridurre un pezzo di metallo allo stato atomico, e di riarrangiare i suoi atomi in qualche altra forma, non dovrebbe avere difficoltà nel realizzare la trasmutazione in ciò che vuole.

Ripercussione. Il principio della vibrazione simpatica già citato ci fornisce anche la spiegazione di quello strano e poco noto fenomeno chiamato ripercussione, per mezzo del quale qualsiasi danno causato o segno applicato al corpo astrale nel corso delle sue peregrinazioni, sarà riprodotto nel corpo fisico.
Troviamo tracce di questo in alcune delle prove fornite ai processi per stregoneria nel Medioevo, in cui non era raro affermare che alcune ferite inferte alla strega quando aveva la forma di un cane o di un lupo venivano poi trovate nelle parti corrispondenti del suo corpo umano. La stessa strana legge ha a volte portato accuse di frode completamente ingiuste contro un medium, perché, per esempio, della materia colorata strofinata sulla mano di uno “spirito” materializzato , fu successivamente trovata sulla sua mano – la spiegazione in quel caso era, come spesso accade, che lo “spirito” era semplicemente il corpo astrale del medium o forse anche il suo doppio eterico, costretto da influssi direttivi a prendere una forma diversa dalla propria. Di fatto i corpi astrale e fisico sono intimamente connessi, così che è impossibile toccare le note vibrazionali dell’uno senza immediatamente porre in vibrazione le corrispondenti note dell’altro.

CONCLUSIONE

Si spera che qualunque lettore che si sia sufficientemente interessato nel seguire fino ad ora questo trattato, posa a questo punto avere una idea generale del piano astrale e delle sue possibilità, tali da metterlo in grado di capire e catalogare qualsiasi fatto in connessione con ciò che ha appreso dalla lettura. Anche se sono stati forniti solo schizzi superficiali di un argomento molto ampio, forse è stato detto sufficientemente per dimostrare l’estrema importanza della percezione astrale nello studio della biologia, della fisica, dell’astronomia, della medicina e della storia, e il grande impulso che potrebbe essere dato attraverso di essa allo sviluppo di tutte queste scienze.
Eppure il suo raggiungimento non dovrebbe essere fine a se stesso, poiché qualsiasi obiettivo raggiunto con questo scopo porterebbe inevitabilmente a ciò che in Oriente è chiamato il metodo laukika di sviluppo – un sistema per il quale vengono sì acquisiti certi poteri psichici, ma solo per la vita presente; e poiché la loro acquisizione non è salvaguardata, è estremamente probabile che lo studente li usi in modo scorretto. A questi metodi appartengono tutti i sistemi che comportano l’uso di droghe, l’invocazione di elementali, o le pratiche dell’Hatha Yoga. L’altro metodo, che è chiamato il lokottara, consiste nel Raj Yoga o progresso spirituale, e, anche se può essere in modo più lento dell’altro, qualunque acquisizione lungo questo percorso è ottenuta dall’individualità permanente, e mai più persa, mentre l’attenzione e la guida di un Maestro garantiscono con sicurezza dal cattivo uso del potere, finché vengono scrupolosamente eseguite le sue indicazioni. L ‘apertura della vista astrale deve , poi, essere considerata solo uno stadio nello sviluppo di qualcosa di infinitamente più nobile – solo un passo, un passo molto piccolo, in quel grande Sentiero diretto verso l’Alto che porta gli uomini alle sublimi altezze del divenire Adepti, e perfino oltre quelle gloriose visione di saggezza e potere che le nostre menti limitate non possono ora concepire.
Eppure, non pensiate che avere una più ampia visuale del mondo astrale sia una pura benedizione, perché in chi acquisisce questa vista il dolore e la miseria, il male e il lutto del mondo premono come un fardello onnipresente, finché egli spesso si sente portato a far eco all’appassionata supplica di Schiller: “ Perché mi hai gettato nella città dei sempre- ciechi, aprendo i miei sensi per proclamare il tuo oracolo ? Riprenditi questa triste chiara-visione; prendi dai miei occhi questa luce crudele! Ridammi la mia cecità – la felice oscurità dei miei sensi; riprenditi il tuo terribile dono!” Questo sentimento forse non è innaturale nei primi passi del Sentiero, eppure una più alta vista e una più profonda conoscenza presto portano lo studente alla perfetta certezza che tutte le cose lavorano insieme per il bene di tutti – che
Ora dopo ora, come un fiore che sboccia, verità dopo verità si diffonderanno; perché il sole può impallidire, e le stelle affievolirsi, ma la Legge del Bene resterà.
Il suo splendore brilla e la sua influenza cresce, come avviene nel lento lavoro della Natura, dal piccolo zoofita al SIGNORE di tutti, attraverso milioni e milioni di anni.
C. W. Leadbeater
Traduzione di Silvia Cecchini e Ezio Sposato

fonte: leguidedelloltre.altervista.org/ilpianoastrale.pdf

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