Epidemia Ebola: il primo paziente infetto è un bambino di 2 anni

Il ‘paziente zero’ nella epidemia di Ebola sarebbe un bambino di 2 anni morto il 6 dicembre scorso, pochi giorni dopo essersi ammalato in un villaggio nei pressi di Guéckédou, nella Guinea sudorientale. E’ quanto sospettano i ricercatori, secondo quanto scrive il New York Times


Tre team di esperti cinesi partiranno tra domenica e lunedì per l’Africa occidentale per fornire il loro contributo contro la diffusione dell’epidemia di Ebola. Lo ha annunciato la Commissione nazionale cinese per la Salute e Pianificazione familiare, secondo quanto riporta l’agenzia Xinhua. Gli specialisti cinesi voleranno in Guinea, Sierra Leone e Liberia, portando con sé materiali e forniture sanitari. Ciascun team è composto da un epidemiologo e da due medici specialisti in disinfezione e protezione personale.

In Liberia, denuncia Msf, l’epidemia del virus ha completamente travolto il sistema sanitario che sta “cadendo a pezzi”. La coordinatrice in Liberia di Medecins sans Frontieres (Msf), Lindis Hurum, ha detto alla Bbc che le cifre ufficiali fornite dalle autorità locali “sottostimano la realtà” della situazione. “Le nostre capacità sono tirate al limite”, ha affermato Hurum, riferendo che nella capitale Monrovia cinque dei maggiori ospedali sono rimasti chiusi per oltre una settimana e “alcuni hanno iniziato a riaprire, ma ci sono altri ospedali in altre zone che vengono abbandonati dal personale”. Finora, circa 1.000 persone sono morte e 1.800 sono rimaste infettate dal virus in Africa Occidentale.

Intanto il ministero della Salute riferisce in una nota che “in queste ultime ore, le strutture del sistema sanitario nazionale, in collaborazione con gli uffici ministeriali e con l’Istituto nazionale per le malattie infettive ‘Spallanzani’, hanno gestito alcune segnalazioni di possibili casi di importazione di malattia di Ebola, poi non confermate dalle analisi svolte“. Il ministero sottolinea che il falso allarme dimostra l’efficacia della vigilanza italiana. Dal dicastero guidato dal ministro Beatrice Lorenzin si spiega che sono stati “applicati i protocolli stabiliti nelle circolari diramate a suo tempo dal ministero. Tutte le strutture sanitarie di frontiera e di ricovero continuano a vigilare costantemente, pur nella consapevolezza che la situazione, per quanto riguarda l’Italia e l’Europa, resta assolutamente sotto controllo”.

fonte: retenews24.it

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