Allarme in Cina: è tornata la peste bubbonica

Una malattia, la peste, che si credeva scomparsa è tornata con violenza a colpire in una provincia cinese. L’allarme è altissimo per il rischio di contagio

Pubblicato il 23 luglio 2014 alle 11:39 da red & archiviato in Esteri.
Interi quartieri di una città nel Nord-Ovest della Cina sono stati sigillati, centinaia di persone sono state messe in isolamento e diverse decine sono finite in quarantena dopo che un uomo è morto di peste bubbonica. A descrivere il caso della città di Yumen, nella provincia del Gansu, è la Bbc online. L’uomo di 38 anni è morto il 16 luglio scorso, e da allora oltre 150 persone sono state poste sotto osservazione dai sanitari, come riferisce la ‘Nuova Cinà.

Le autorità hanno anche isolato una parte del centro città e tre aree della vicina città di Chijin, che dista solo un’ora da Yumen. Si pensa che la vittima abbia contratto l’infezione toccando una marmotta morta, che aveva dato da mangiare al suo cane. I sanitari dell’ospedale dove l’uomo è deceduto hanno detto alla stampa che il paziente era arrivato con battito accelerato e in condizioni critiche. La struttura è stata posta in quarantena. Tutte le persone messe in isolamento avevano avuto contatti con la vittima, ma al momento nessuno presenta segni di infezione. Il gruppo potrà essere ‘rilasciatò dopo nove giorni di quarantena, se non si verificheranno altri casi di peste. L’ultimo registrato nella zona risaliva al 1977.

La peste bubbonica è la più comune, si manifesta dopo 2 o 3 giorni dalla puntura della pulce, inizia in modo brusco con febbre alta, vomito, nausea, tumefazione dei linfonodi adiacenti all’area della puntura con bubbone arrossato e dolente di circa 4 o 5 centimetri di diametro; in seguito può trasformarsi in ascesso e aprirsi all’esterno o formare altri bubboni secondari che interessano altri linfonodi.

fonte: iljournal.today

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