Come fare per smettere di pensare in continuazione?

C’è una domanda che le persone mi fanno spesso, il che mi fa pensare che sia un argomento che sta a cuore a molti:
Ma perchè sto sempre pensando a qualcosa?

e di conseguenza:
Come faccio a smettere di pensare?


La risposta alla prima domanda è abbastanza semplice: la natura della mente è di non risposarsi MAI e pensare costantemente.

La mente passa da un pensiero all’altro dal mattino alla sera senza fermarsi. La maggior parte di questi pensieri non sono esattamente pensieri che normalmente faremmo, arrivano da qualche parte,  attirano la nostra attenzione per un po’ e poi scompaiono, lasciando spazio ad altri pensieri. E cosi via.

I pensieri sono un po’ come le nuvole che si muovono in cielo. Non sono permanenti, vanno e vengono in continuazione e proprio per questo loro movimento continuano ci distraggono, sono interessanti e affascinanti.

La mente sta sempre pensando e analizzando qualsiasi cosa con cui venga in contatto, ama ragionare, paragonare, fare domande e in questo modo è costantemente attiva.

Perchè non riusciamo a smettere di pensare?

Perchè pensare è BELLO.

Ci piace pensare, perderci nell’immaginazione, prospettarci vari scenari e anche rimuginare su cosa già successe.

Pensare è una vera e propria dipendenza, scatena endorfine e, visto che lo facciamo da quando abbiamo circa 5-6 anni, non è facile non cedere alla tentazione di una bella oretta persi nei pensieri, vagando qua e la nei meandri della nostra mente.

Inoltre, alla lunga pensare è diventato un automatismo. Mi spiego meglio.

Non è che, ogni volta che ci si presenta una situazione,  ci fermiamo un attimo e diciamo a un determinato pensiero “ok vieni” e ad altri “no, vai via”.
E’ un’operazione automatica che la mente fa ed è un’attività che si è evoluta nel corso degli anni grazie alle esperienze che abbiamo fatto e, prima ancora, nel corso dell’evoluzione.

La mente, infatti,  nasce come strumento, si è evoluta nel corso dei millenni ed è comparsa nella nostra evoluzione quando, da scimmie felici che saltavano sugli alberi mangiando banane, abbiamo avuto la necessità di iniziare a risolvere problemi.

Grazie al ragionamento, all’analisi e alle diverse facoltà mentali l’uomo è diventato capace  di risolvere problemi, fare calcoli, ragionamenti complessi, deduzioni, ecc. E fin qui va tutto bene. Il problema però è che abbiamo dimenticato la natura della mente, il fatto cioè che si tratta di uno strumento e che in quanto tale dovremmo essere noi ad usare lei, non viceversa.

E si, perchè la maggior parte delle volte ci sentiamo risucchiati dalla nostra mente persa in pensieri che non riusciamo a fermare e quindi non siamo noi in controllo.


Vuoi dirmi che dovrei vivere senza mente? Come faccio a risolvere le cose se non ci penso?

Questo è quello che mi chiedono quasi tutti quando spiego loro cosa sia la mente. E’ molto facile fraintendere e credere che io stia dicendo che per stare bene ed essere felici bisogna liberarsi della mente.

Non voglio che pensiate che la  mente sia una cosa brutta e cattiva di cui liberarci, anzi!
Ciò che bisogna fare è re-imparare ad usarla come strumento, quando cioè ci si prospetta un problema e dobbiamo ragionare, calcolare, ecc.,  e il resto del tempo lasciarla in uno stato di quiete e pace, senza pensieri indesiderati.

Normalmente l’attività mentale occupa la nostra attenzione costantemente perchè siamo prima focalizzati su un pensiero e subito dopo su quello precedente, senza una pausa. Usiamo un sacco di energie cosi, pensando pensieri che per la maggior parte sono inutili e non importanti.

Si tratta proprio di una mancanza di libertà: è come se ci fosse qualcuno che ci mette davanti dei pensieri in continuazione e noi dobbiamo focalizzare si di essi la nostra attenzione, senza essere liberi di fare altro.
E’ un po’ come avere un capo che ti da dei compiti da fare costantemente.

Ok, ho capito che posso usare la mente come strumento solo quando mi serve… ma come faccio? sembra che i pensieri vadano da soli…

L’unico modo in cui possiamo di nuovo sentirci liberi internamente è imparare a scegliere i nostri pensieri o meglio ancora a placare la mente. Siamo liberi se riusciamo a stoppare il flusso incessante di pensieri.

Starai pensando “Eeee la fai facile tu, ma come faccio a farlo? A me i pensieri vengono e non c’è modo di stopparli”.

Sembra difficile è vero ma solo all’inizio, perchè per anni e anni ci siamo lasciati guidare dalla nostra mente e cambiare un’abitudine all’inizio è sempre un po’ impegnativo, ma la buona notizia è che si può fare con un po’ di esercizio.

Un po’ come smettere di bere caffè: i primi giorni sembra impossibile sopravvivere o anche solo alzarsi dal letto senza, poi se si è costanti e persistenti diventa sempre più facile finchè un giorno trascorreremo tutta la giornata senza neanche la voglia del caffè.

Tornando ai pensieri, si possono fare degli esercizi di concentrazione, ci sono delle tecniche che si possono usare e anche la meditazione è perfetta per acquietare la mente.

Di tecniche e trucchetti vari ne esistono parecchi.
  • Ad esempio, funziona molto bene fare 3 respiri profondi quando siamo assaliti da pensieri che non riusciamo a fermare portando l’attenzione sull’aria che entra ed esce dalle narici.
  • Un’altra tecnica è quella di camminare, preferibilmente a piedi nudi in natura, focalizzando tutta l’attenzione su come poggiamo i piedi sul suolo.
  • Ancora, hai mai notato che quando fai qualcosa che ti piace molto, un hobby ad esempio come dipingere o costruire qualcosa, non c’è quel flusso di pensieri costante?
Questo è perchè la mente non può pensare a due cose contemporaneamente ma ad una soltanto. Se tutta la tu attenzione è concentrata su qualcosa di manuale che stai facendo, sei presente e stai vivendo nel momento, il che impedisce alla mente di andarsene a zonzo e disperdersi in treni di pensieri assurdi di cui alla fine non ricorderai neanche l’inizio.

Queste tecniche sono valide ma sono utili soprattutto nelle situazioni specifiche, se ci troviamo in una situazione in cui ci sentiamo assaliti dall’ansia e dai pensieri, questi sono ottimi trucchetti.

Se invece vogliamo proprio rieducare la mente ad uno stato di quiete e calma (che è poi il nostro stato di base naturale) allora una pratica super efficace è quella del self inquiry (o auto indagine).

Funziona così: quando arriva il pensiero chiediti “A chi è sorto il pensiero?”.
La risposta che viene spontanea è “a me”.
Chiediti quindi “Chi sono Io?”.

In questo modo la mente sarà riportata alla sua sorgente, perchè al di là di tutti quei pensieri c’è sempre un osservatore che li percepisce, l’io. Se sei colui che sta osservando la mente non puoi essere contemporaneamente anche la mente… giusto?

Ma devo arrivare al punto in cui non avrò pensieri?

Quello che succede quando si usano le tecniche di cui ho appena scritto o il self inquiry è che piano piano la mente capisce che stare in silenzio e nella quiete è più bello che essere trascinata a destra e a manca.

Il punto non è non avere pensieri, il punto è ritornare a quello stato di osservatore che osserva i pensieri arrivare e andare via, senza attaccarsi a quel pensiero. Come quando guardiamo un film, vediamo delle scene toccanti ed emozionanti ma sappiamo che finito il film passerà anche quell’emozione e i pensieri che ha prodotto. Ve lo immaginate di tenervi stretti i pensieri e le emozioni che un film vi ha lasciato per ore, giorni, mesi e anche anni?

E’ esattamente questo che facciamo con i pensieri, ecco perchè rieducare la mente a stare in pace è così utile.

Un po’ come la metafora di prima del cielo: le nuvole vanno e vengono, passano nel cielo, ma non si fermano li per sempre. Allo stesso modo è una mente quieta e calma, vede passare i pensieri davanti a se ma non allunga la mano per afferrarne uno e attaccarsi.

Se ti capita di avere un po’ d’ansia quando ti perdi nei pensieri o hai difficoltà ad addormentarti perchè ti arrivano troppi pensieri e non riesci a fermarne il flusso questo articolo è quello che ti ci voleva.
E se adesso stai pensando “ma chissà se funzionerà…” sappi che anche questo è un pensiero e in quanto tale puoi lasciarlo andare così com’è e provare lo stesso, ne vale la pena ;)

fonte: psyta.net

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1 commento:

  1. Quella dell'osservatore è la tecnica insegnata da Eckhart Tolle nei suoi libri sulla crescita personale e l'illuminazione.
    Niente di trascendentale, semplicemente la mente viaggia continuamente tra passato e futuro, ossia l'ansia si crea quando la mente salta alle sofferenze del passato facendole riaffiorare, e inizia congetture sul futuro. O addirittura ci obbliga ad atti disperati per evitare il ripetersi di quelle sofferenze.

    Lo sanno bene le persone affette da psicosi come il disturbo borderline che hanno spesso pensieri di abbandono reale o immaginario come quello subito spesso da molto piccoli, e iniziano azioni disperate di manipolazione, irascibilità, scariche di rabbia e reazioni sconnesse per evitare il ripetersi di quegli eventi.

    Tolle insegna proprio le tecniche per diventare osservatore dei pensieri e quindi lasciarli andare, vivendo nel presente, poiché l'unico momento reale è il presente...

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