Sull'(in)esistenza di Dio e di tutte le altre divinità. Teorie non falsificabili

Questo post nasce per rispondere alla seguente domanda:

«Come fai ad essere sicuro che non esista un'entità sovrannaturale che governi l'universo e che magari ci darà in un'altra dimensione una vita ultraterrena?»


Ringrazio il lettore del blog per l'ottimo spunto, che ho colto al volo per esporre alcune riflessioni sull'(in)esistenza di Dio e su quelle che potremmo chiamare teorie non falsificabili.

Iniziamo col domandarci che cos'è Dio? Un essere soprannaturale? Dio è amore? No, Dio al pari di ogni altra divinità, è un personaggio frutto dell'immaginario collettivo. Perché è corretto definire Dio in questo modo? E' molto semplice, qual è la nostra esperienza di Dio? All'interno della società ci sono alcuni individui che parlano assiduamente di lui come se esistesse realmente, abbiamo immagini che lo raffigurano, libri ritenuti sacri che si dice siano ispirati dalla Divinità e ci sono religioni fondate sulla sua figura mitologica. Eppure nessuna di queste manifestazioni ha la benché minima validità se utilizzata per avvalorarne l'esistenza. Più in generale possiamo affermare che non esistono proprio prove oggettive dell'esistenza di alcuna divinità, nemmeno mezza, tant'è che viene sempre esplicitamente richiesta la fede nella loro esistenza, che può soltanto essere presunta.

D'altronde se esistesse anche solamente una prova oggettiva, verificabile e ripetibile dell'esistenza di una tra le numerose divinità millantate dai culti, le altre religioni, che non avrebbero a disposizione un base fondante oggettiva, perderebbero immediatamente di significato, tutti adorerebbero le/la divinità oggettivate dall'evidenza empirica e questa discussione non avrebbe alcuna utilità. A quel punto non si chiamerebbe più religione, ma scienza! Di fatto però, così non è! Ogni religione pretende invece di essere nel giusto, e al contempo che le proprie divinità esistano in modo aprioristico, non dimenticando di affermare che tutte le altre professioni sono in errore.

Dio è frutto dell'uomo. Alcune persone, senza alcun fondamento che abbia una validità oggettiva, si sono inventate e poi hanno contribuito con il loro operato a tramandare nel tempo delle religioni che parlano di una o più divinità, pretendendo che le persone credano fideisticamente nella loro esistenza.

E per quale motivo, scusate? Allora, dal momento che non esiste un discrimine oggettivo in grado di stabilire la veridicità o la realtà dell'una rispetto all'altra, allo stesso modo dovremmo credere nell'esistenza di tutte le creature che sono frutto dell'immaginazione umana. Dal punto di vista logico, creature immaginarie non supportate da alcuna evidenza sono tutte equiparabili. Dio, Odino, Amon-ra, il Mostro degli Spaghetti Volanti, le Fatine dei boschi, Gnomi e Draghi sputafuoco restano innanzitutto personaggi della nostra fervida immaginazione, fino a prova contraria.

Non c'è alternativa! Non può essere che Dio esiste fino a prova contraria, perché allora dovremmo affermare che anche Superman esiste fino a prova contraria, Amon-ra, Zeus ed in generale i mostri partoriti dalle menti dei bambini esistono tutti fino a prova contraria. Eppure non mi sembra ragionevole ritenere che l'universo pulluli di entità che spariscono innanzi alla dimostrazione della loro inesistenza! Nel mondo dell'immaginazione forse sì, ma non in quello della realtà. La stessa cosa si può dire per l'esistenza del paradiso: è un luogo immaginifico non accompagnato da alcuna evidenza della sua esistenza.

A questo punto di solito la discussione prosegue affermando che non siamo in grado di falsificare l'esistenza del paradiso o di Dio. Ma ancora una volta l'osservazione mossa non implica l'esistenza né del paradiso, né di Dio anche perché, come piace sottolineare a Richard Dawkins, «non si può dimostrare in maniera incontrovertibile l'inesistenza di niente». Di teorie non falsificabili ne esistono un'infinità, ma non per questo pensiamo che siano reali e non è neanche detto che lo siano. Il fatto che non si riesca a dimostrare l'esistenza di Dio, non significa che ha il 50% di probabilità di esistere e il 50% di non esistere. In assenza di prove Dio ha le stesse possibilità di esistere di Vishnu, Poseidone o Apollo la cui inesistenza è data per assodata da tutti i cristiani. Chi crede in Dio è stranamente ateo nei confronti di tutte le divinità ad esclusione della propria. Eppure è ragionevole pensare che le possibilità che esistano simili parti dalla nostra immaginazione, siano prossime allo zero per ciascuno di essi.

Ad esempio potremmo affermare che i bagni siano popolati da mostri terribili che hanno la proprietà di sparire quando vengono osservati, e che sono talmente educati da riordinare la stanza esattamente come l'avevamo lasciata l'ultima volta, senza lasciare alcuna traccia. La teoria è coerente e nessuno ha la più pallida idea di come poterla falsificare. Quando non vengono osservati i bagni delle nostre abitazioni potrebbero effettivamente pullulare di mostri. Ma è del tutto evidente che non è così, perché me lo sono appena inventato e non esiste alcuna prova che la mia immaginazione possa alterare la realtà generando mostri reali. Se scrivessi un testo sacro che narra le gesta dei mostri dei bagni, non riuscirei comunque ad aumentare le possibilità della loro esistenza, che resterebbero del tutto invariate anche se istituissi una nuova religione dei mostri del bagno, con tanto d'una nutrita schiera di stregoni che girovagano per il mondo a predicare la fede nella loro esistenza. Il tutto resterebbe ancora una volta immutato, anche se a forza d'indottrinamento un miliardo di persone aderisse alla mia nuova religione.

Accade esattamente la stessa cosa con Dio. Non abbiamo l'assoluta certezza che Dio non esista, ma è ragionevole pensare che la probabilità della sua esistenza sia praticamente nulla. La teoria religiosa che afferma l'esistenza di Dio è inconsistente, così come ogni altra teoria non falsificabile non supportata da alcuna prova oggettiva, come quella dei mostri del bagno appena descritta.

Razionalmente parlando la posizione corretta da assumere non è credere nell'inesistenza di Dio in modo dogmatico e aprioristico, ma è quella che viene definita Ateismo di fatto, che di solito amo riassumere sinteticamente in questo modo:

«non possiamo dimostrare con assoluta certezza l'inesistenza di Dio, così come non possiamo farlo per qualsiasi altro personaggio dell'immaginario collettivo (fatine dei boschi, Spiderman e Invisibile Unicorno Rosa inclusi) ma possiamo ritenere che sia altamente improbabile che Dio esista, e quindi vivere tranquillamente esattamente come se non esistesse, così come fa qualunque cristiano praticante, che non può avere la certezza assoluta dell'inesistenza di Amon-Ra ma pensa lo stesso che non esista e vive tranquillamente come se non esistesse, essendo anch'egli ateo de facto nei confronti di Amon-Ra e di qualsiasi altro personaggio dell'immaginario collettivo ad esclusione del suo amico immaginario: Dio».

Ovviamente ognuno è libero di credere in quello che vuole, a patto che la sua fede non interferisca con l'esistenza degli altri esseri umani. Se un individuo vuole vivere la sua vita avendo fede nei mostri del bagno non c'è alcun problema, fin quando per impedire che si manifestino, istituisca una religione che predica di distruggere tutte le toilet del mondo. Un'azione folle, sebbene sia coerente teologicamente parlando.

Dal momento che non possiamo essere sicuri dell'esistenza di Dio o di qualsiasi altro personaggio immaginario, fondare una teologia e una relativa religione esercitando il potere sugli esseri umani, affermando di avere la Verità assoluta, è una pratica che dovrebbe essere evitata, perché non ha ragione d'essere e rischia di diventare molto pericolosa. La Chiesa Cattolica è proprio questo che sta facendo ormai da 2000 anni, legittimando una struttura di potere, che interferisce con l'esistenza di miliardi di persone, basandosi su d'una ben poco probabile teoria non falsificabile, della quale non siamo assolutamente sicuri della sua veridicità. Il serio rischio è che l'assunto iniziale sia falso, e dal momento che ex falso sequitur quodlibet (ossia: "dal falso segue una qualsiasi cosa scelta a piacere"), le conseguenze potrebbero avere una ancor più dubbia validità.

Concludo con un noto aforisma di Mark Twain il quale sosteneva che: «il pericolo non viene da quello che non conosciamo, ma da quello che crediamo sia vero e invece non lo è».

fonte: utopiarazionale.blogspot.it

1 commento:

  1. Dio è Spirito e verità non potrai mai vederlo sotto queste modeste spoglie umane perché moriresti !!

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